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Stop all’odio

Ia campagna pubblicitaria dei bambini

Target l’attività si rivolge a studenti delle scuole primarie
Modalità di svolgimento gruppi o classe intera
Materiali PC, libri (vedi bibliografia), macchina fotografica o smartphone, cartelloni, forbici, matite, pennarelli, colla e tanta fantasia

Introduzione

Spiegare ai bambini cosa si intende per genocidio e per la sua prevenzione, potrebbe sembrare un compito difficile, se non impossibile.
Sicuramente i bambini, soprattutto i più piccoli, non hanno ancora gli strumenti adatti per comprendere alcuni dei meccanismi alla base dei crimini di genocidio. È altrettanto vero, però, che oggi hanno libero accesso ai media e ricevono accidentalmente da essi informazioni sul tema. Risulta essenziale capire innanzitutto cosa ne sanno dell’argomento, che idea si sono fatti e procedere analizzando insieme la situazione e le notizie, ricordandosi sempre di impostare una discussione appropriata alla loro età, pur senza minimizzare.

Le letture proposte di seguito introducono e affrontano questioni delicate e possono aiutare i bambini a dare un nome a quello che vedono tutti i giorni in televisione o su internet, un pò come ha fatto il giurista ebreo polacco Raphael Lemkin che inventò il termine genocidio, per dare un nome ai crimini nazisti, un nome che definisse una forma di violenza che è rivolta ad un gruppo di persone non per ciò che fanno, ma per ciò che sono: per la loro cultura, nazione e religione.
L’obiettivo del progetto è accompagnare i più piccoli nella fruizione delle notizie sulla guerra, partendo dal racconto di storie pensate e create per loro, non dimenticando di lasciare il giusto spazio alle emozioni, che possono essere anche molto forti quando si tocca un tema come la guerra. Quelle dei bambini, come la paura che certe cose possano succedere anche ai propri familiari, hanno bisogno di essere contenute e non amplificate.

Il racconto delle storie e delle vite dei Giusti, persone che in ogni epoca hanno difeso i diritti dei più deboli, possono aiutare i bambini a riconoscere e a dare un nome alle emozioni vissute, a costruire un vocabolario per parlare di sentimenti e a illustrare i diversi modi in cui le persone reagiscono, ad esempio: alla paura, all’odio, all’indifferenza. La narrazione di queste storie esemplari, aiuta lo sviluppo sia cognitivo che etico-valoriale dei giovani studenti, attiva i processi di identificazione per l’interiorizzazione di modelli, di norme, e di valori, che aiutano a comprendere i concetti di bene e male, di giusto e ingiusto o di vero e falso.
I Giusti, sono l’antidoto all’odio, il loro esempio è un’utile strumento educativo per l’agire e la formazione di un’identità personale.

Bibliografia

Il giorno speciale di Max di Sophie Adriansen, DEA, 2020.

Sulle ali della speranza di Bruna Cases e Federica Seneghini, Edizioni Piemme - Il Battello a Vapore, 2022.

C’è posto per tutti di Silvia Golfera, Einaudi Ragazzi, 2014.

Siamo in guerra e nessuno me lo dice di Lia Levi, Ed. illustrata, Mondadori, 2010.

Perché? di Nikolai Popov, Nord-Sud, 2000.

In svizzera la cioccolata è più buona. Una storia di amicizia nell'Italia della Shoah di Marta Palazzesi, Einaudi ragazzi, 2015.

Poesie di Gianni Rodari

PROMEMORIA
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte
né per mare né per terra:
per esempio, LA GUERRA.

DOPO LA PIOGGIA
Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente ?
Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

ARMI DELL’ALLEGRIA
Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo pum
(o bang, se ha letto qualche fumetto)
ma buchi non ne fa…
il cannoncino che spara
senza far tremare
nemmeno il tavolino…
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio
ma non farebbe male
né a una mosca né a un caporale…
Armi dell’allegria!
le altre, per piacere,
ma buttatele tutte via!

Il percorso

Lettura in classe

L’insegnante propone la lettura di un libro o di poesie (la scelta può essere calibrata sull’età degli studenti), in tutti i testi si intrecciano il bene e il male.
L’insegnate rassicura i bambini sul buon esito della storia e invita a lasciarsi trasportare dall’ascolto. Risponde alle domande degli alunni e chiarisce i termini o i passaggi difficili.

Confronto

L’insegnante chiede agli alunni di esprimere le emozioni provate durante l’ascolto. Pone l’attenzione sulle parole bene - male, indifferenza, odio, guerra e pace. L’insegnante domanda agli alunni se sono a conoscenza del fatto che durante periodi così bui, ci sono persone che hanno aiutato uomini, donne e bambini in pericolo.
Presenta le azioni di alcuni Giusti che si sono opposti, in modi differenti, alle guerre e ai genocidi.

Eccone alcuni:

Dopo aver raccontato queste storie l’insegnante chiarisce il concetto di Giusto.

Attività

Dividere la classe in due gruppi: il primo annoterà su un cartellone le parole e le azioni riconducibili al male e alla guerra, all’indifferenza e all’odio, l’altro quelle che esprimono pace e azioni di bene.
Dopo che tutti gli studenti hanno annotato la loro parola, a classe intera si discuterà sulle parole presenti sui cartelloni.

L’insegnate propone ai bambini di immaginare di dover inventare una pubblicità che promuove la pace e le azioni di bene, ma che sottolinei anche i rischi dell’odio e dell’indifferenza.

  • Create la pubblicità prestando attenzione alla scelta del mezzo di diffusione (internet; carta stampata, radio, manifesti) e tenendo conto del luogo ipotetico in cui tale pubblicità dovrebbe essere diffusa.
  • Create un elaborato descrittivo, come ad esempio un manifesto, in cui sono riassunti i punti salienti della vostra pubblicità, tra cui: titolo, slogan, immagine di riferimento (può essere presa da internet oppure potete creare un disegno o una fotografia)
  • Fate una presentazione della vostra idea, spiegando le motivazioni e illustrando gli obiettivi che volete raggiungere con l’elaborato.

Conclusione

A conclusione del progetto, inviate la vostra pubblicità alla Commissione educazione di Gariwo, saremo felici di condividerle sul nostro sito.