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A chi scriverebbero oggi i Giusti?

percorso didattico per scuole secondarie di secondo grado

Target l’attività si rivolge a studenti della scuola secondaria di secondo grado
Modalità di svolgimento singoli studenti, gruppi o classe intera
Materiali Libro La lettera a Hitler. Storia di Armin T. Wegner, combattente solitario contro i Genocidi del Novecento di Gabriele Nissim (Mondadori, 2015), fogli, biro, fotocamera o smartphone, PC

Introduzione

Armin Wegner, unico ad essere riconosciuto come Giusto dagli armeni e dagli ebrei, riteneva che i leader politici nelle emergenze possono sempre fare la differenza, alla stregua di un capitano di una nave nel mare in tempesta, costretto a fare delle manovre fuori dalla norma per salvare il suo equipaggio.

Chi ha potere, quindi, può cambiare qualche volta il corso degli avvenimenti e lo può fare se ha il coraggio di ammettere con sincerità i propri errori. Per questo, Armin Wegner amava pungolare i leader mondiali richiamandoli ad ascoltare la loro coscienza. Per farlo usava scrivere lettere, come strumento per dare voce alle sue proteste e per rivolgersi ai potenti della Terra. Credeva che le parole potessero cambiare il corso della Storia. Come quando, ad esempio, nel 1919 scrisse una lettera al presidente americano Wilson, per chiedere alla comunità internazionale di riparare ai torti subiti dagli armeni, oppure quando, qualche anno dopo, scrisse una lettera a Hitler, chiedendo di porre fine immediata all’intolleranza e alle persecuzioni contro gli ebrei, sottolineando la deriva morale a cui il Paese stava andando incontro.

L’obiettivo del progetto è dare la possibilità ai ragazzi di riflettere sulle situazioni di crisi della società odierna, dando voce ai Giusti e comparando le diverse realtà storiche.

Il percorso

1. La lettura del libro:

Lettura in classe del libro La lettera a Hitler. Storia di Armin T. Wegner, combattente solitario contro i Genocidi del Novecento. Lettura corale del testo oppure in piccolo gruppo.

2. Discussione e scelta del Giusto:

A classe intera, gli studenti si confronteranno su quanto emerso dalla lettura del libro. Successivamente, attraverso la consultazione delle biografie sul sito gariwo.net, potranno approfondire le storie e scegliere il Giusto che maggiormente ha colpito.
Come ad esempio Raif Badawi, blogger saudita arrestato e condannato a mille frustate per aver esercitato il diritto alla libertà d’espressione, oppure come il Vicepresidente del parlamento bulgaro, Dimitar Peshev, che presentò una lettera di protesta con la firma di 43 deputati della maggioranza di governo, in cui richiamava lo spirito nazionale e la necessità di difendere l'onore della Bulgaria, di fronte a quello che stava accadendo, o ancora Sonita Alizadeh, rapper afgana che nel 2014 ha composto clandestinamente un pezzo rap, con cui ha denunciato il dramma delle spose bambine.

Per aiutare nella ricerca delle figure, consigliamo alcuni Giusti che hanno usato il potere della parola per esprimere il proprio dissenso o le loro idee:

3. La parola ai Giusti:

Gli studenti, dopo aver analizzato le azioni ed il contesto storico nel quale hanno agito, potranno dar voce ai Giusti e comporre un elaborato, partendo da queste domande:

Oggi a chi scriverebbero?
Quali argomentazioni userebbero per denunciare i mali della società?
Sceglierebbero la lettera, appassionata, come Wegner, oppure strumenti più sintetici ed immediati? Come ad esempio un intervento ad un TED talk, un tweet con l’#lavocedeiGiusti, una diretta o un post su Instagram oppure ancora un video su YouTube o su TikTok.

4. Discussione finale:

A classe intera, gli studenti potranno esporre il loro lavoro e presentarlo alla classe.

Conclusioni

Alla conclusione del progetto, inviate i vostri lavori alla Commissione didattica di Gariwo, saremo felici di condividere la vostra esperienza sul nostro sito.