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​Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola

quarta edizione del progetto

Giunge alla sua quarta edizione il progetto “Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola”. Nato in Sicilia, indetto dalle associazioni Toponomastica femminile e Fnism-Catania, è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado e a centri di formazione e di Cultura, con l’obiettivo di valorizzare, attraverso la ricerca e la riflessione delle e degli studenti, il contributo offerto dalle donne e dagli uomini alla costruzione di un modo di Pace, Uguaglianza, Libertà, Fratellanza e Sorellanza.

La proposta è chiaramente ispirata al Giardino dei Giusti tra le Nazioni creato nel 1960, presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. Rispetto al progetto-madre, due obiettivi segnano l’iniziativa siciliana: dare evidenza al contributo femminile, dimenticato, occultato e reso invisibile dalla Storia, per un mondo libero e giusto; promuovere l’idea della condivisione, femminile e maschile, delle battaglie e dell’impegno contro ogni forma di violenza, sopraffazione, discriminazione, guerra, ed infine, coltivare, insieme, per tutto l’anno, dentro le scuole o nelle piazze vicine e nel territorio limitrofo, il valore, anche simbolico, dell’albero, essere vivente che rinnova, rigenera e perpetua la vita e la memoria. La piantumazione e l’intitolazione degli alberi sono il momento, sempre intensamente vissuto, in cui il progetto culmina dopo un lavoro di ricerca, emozionante perché diverso, svolto per tutto l’anno, in classe, nelle biblioteche scolastiche, negli archivi, ascoltando i racconti di chi ha conosciuto donne e uomini di valore che il mondo non ricorda o ricorda poco, conosce distrattamente o vagamente.

Nel corso degli anni, il progetto è cresciuto. Da Catania, cuore dell’iniziativa, ha raggiunto le città di Siracusa, Aci Catena, Noto, Messina, Francavilla, Caltanissetta, Mazzarino, Scicli fino a Milano, Rovigo, Lampedusa. È stato condiviso da scuole e associazioni in Europa: da Constanta,a Parigi, fino a Stoccolma.

Alcune scuole ne hanno fatto un progetto permanente che ogni anno si rinnova. Altre scuole lo hanno esteso agli spazi verdi limitrofi: così è stato a Bronte e a Partinico. Giardini storici hanno accolto l’iniziativa congiunta di scuole del territorio: così è stato per la Villa Bellini a Catania. Piazze dei centri urbani hanno ospitato alberi di memoria, come piazza Cavour a Catania.

I risultati complessivi delle intitolazioni, in 60 scuole, disegnano un modello di umanità che capovolge i canoni di valore tradizionali: non uomini di guerra ma donne e uomini al servizio della pace, non uomini e donne forti ma resilienti, resistenti, o che combattono i poteri forti con armi di pace e con la forza della parola, non regine ma donne al servizio dell’umanità, non politici ma politici perbene.

Sono state ricordate salvatrici delle biblioteche come Andreana Sardo e Anna Maria Ciccone, donne di scuola come Maria Giovanna Fragalà, resistenti contro i totalitarismi come Elisabeta Rizea, Sophie Scholl, Irena Sendler e Viorica Agarici, testimoni di giustizia come Rita Atria e Lea Garofalo, partigiane come Graziella Giuffrida, benefattrici come Francesca Minissale e Costanza Bruno, combattenti contro la mafia come Francesca Serio, Giovanna Giaconia Terranova, Pina Maisano Grassi, Serafina Battaglia, Felicia Impastato, combattenti per l’ambiente come Berta Caceres e Laura Conti, rivoluzionarie come Maria Occhipinti, lavoratrici silenziose che hanno vinto il pregiudizio come le donne dei Malazzeni, madri-coraggio come Luigia Modena Colorni, giornaliste come Maria Grazia Cutuli, sindache contro i poteri criminali come Gisela Mota.

Tra gli uomini onorati da un’intitolazione ci sono intellettuali al servizio della bellezza e della libertà come Khaled al-Asaad e Carmelo Salanitro, maestri come Salvatore Fragalà e Deodato Cannarozzo, ambientalisti come Bruno Ragonese, benefattori come Traian Popovici, lavoratori al servizio della comunità come Filippo Raciti e Salvo D’Acquisto, uomini contro la mafia come Pio La Torre, Rosario Livatino, Pippo Fava e Libero Grassi, Piersanti Mattarella.

Accompagnano il progetto non solo incontri reali ma anche virtuali: alcuni mesi fa è stata creata una pagina social che permette alla comunità dei “Giardini delle Giuste e dei Giusti” di riconoscersi e ritrovarsi in rete nel comune impegno per la Memoria.

Per valorizzare i linguaggi di comunicazione più vicini ai giovani, sono stati prodotti anche cortometraggi: l’ultimo è "Il segreto di Sara", un corto di disegni animati che racconta la magia del progetto di Memoria tra fiaba e realtà. Sono in corso le attività di post produzione. Lo dedicheremo, riconoscenti, all’amica e combattente Ulianova Radice. 

Pina Arena, ideatrice e coordinatrice del progetto ”Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola”

4 dicembre 2018

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