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Gabriele Nissim

Gabriele Nissim e Liliana Segre durante la nuova inaugurazione del Giardino dei Giusti di Milano, 6 ottobre 2019.

Gabriele Nissim e Liliana Segre durante la nuova inaugurazione del Giardino dei Giusti di Milano, 6 ottobre 2019.

Storico e scrittore, è il fondatore e il presidente della Fondazione Gariwo.

Nato a Milano nel 1950, ha fondato nel 1982 l’Ottavo Giorno, una rivista sul tema del dissenso nei paesi dell’Est europeo. Giornalista per il Giornale, il Corriere della Sera e Il Mondo, ha realizzato documentari per Canale 5 e la televisione della Svizzera italiana sull’opposizione clandestina ai regimi comunisti, sui problemi del post-comunismo e sulla condizione ebraica nei paesi dell’Est.

Ha fondato Gariwo nel 1999 e nel 2003 ha promosso a Milano la nascita del Giardino dei Giusti di tutto il mondo, che ha ispirato da allora la nascita di centinaia di Giardini in tutto il mondo.

Dopo l’incontro con Moshe Bejski, il giudice a capo della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, a Gerusalemme, è stato promotore della campagna che ha portato alla proclamazione della Giornata europea dei Giusti (6 marzo, data della scomparsa dello stesso Moshe Bejski), istituita dal Parlamento Europeo nel 2012 e recepita nel 2017 dal Parlamento italiano come Giornata dei Giusti dell’umanità.

«Con la Giornata europea dei Giusti l’Italia si è assunta l’impegno di una cultura innovativa che potremmo definire la diplomazia del bene: valorizzare ovunque nel mondo - con la creazione di Giardini dei Giusti in ogni città, e con un processo educativo nelle scuole e nelle istituzioni - la conoscenza di storie di uomini esemplari che hanno difeso la libertà, la democrazia, il valore della vita umana.
È un compito importante in questa fase storica, poiché assistiamo alla nascita di culture della violenza, di cui il terrorismo è la massima espressione, e alla crescita di comportamenti pubblici e privati che incitano all’odio, alla diffamazione e alla contrapposizione. Ricordare i Giusti significa lavorare per il dialogo, per il rispetto della persona, per l’educazione alla responsabilità personale.»

È autore dei libri, tradotti in più lingue, Ebrei invisibili (con Gabriele Eschenazi, Mondadori, 1995), L'uomo che fermò Hitler (Mondadori, 1998), Il Tribunale del Bene (Mondadori, 2003), Una bambina contro Stalin (Mondadori, 2007), La bontà insensata (Mondadori, 2011), La lettera a Hitler (Mondadori, 2015), Il bene possibile (Utet, 2018), Auschwitz non finisce mai (Rizzoli, 2022).

Il lavoro di ricerca e divulgazione di Gabriele Nissim si è concentrato sul racconto delle storie del Gulag sovietico e della rimozione della memoria della Shoah in Russia e nei paesi dell’Europa centro orientale; la diffusione della storia, per decenni totalmente dimenticata, del salvataggio degli ebrei bulgari; il lavoro divulgativo nelle scuole sulle storie dei Giusti, sulla prevenzione dei genocidi e sui valori dell’antirazzismo e della lotta all’antisemitismo.

Per il suo impegno è stato insignito di onorificenze in Italia (Commendatore al Merito della Repubblica Italiana), Bulgaria (Cavaliere di I Classe dell’Ordine del Cavaliere di Madara e benemerenza del Ministero degli Esteri della Bulgaria) e Francia (Cavaliere dell’Ordine Nazionale al Merito). Ha inoltre ricevuto l’Ambrogino d’oro - Città di Milano, il premio Il Campione per la Giustizia a Milano, il premio Ilaria Alpi 2003, il premio Fiuggi-Storia e una menzione speciale al Premio per la pace 2007 della Regione Lombardia.

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