Sabato 29 novembre, giornata conclusiva di GariwoNetwork 2025, si è svolto il panel “Beyond the Game: quando lo sport è Giusto”, organizzato in collaborazione con l’Ufficio ONU per la prevenzione del genocidio. Un incontro dedicato a indagare il ruolo dello sport come linguaggio universale capace di educare al rispetto, contrastare l’odio e rafforzare i diritti umani.
Il panel ha riunito voci e testimonianze significative, a partire da Eric Eugène Murangwa, ex portiere del Rayon Sports e sopravvissuto al genocidio dei Tutsi del 1994, oggi impegnato con la Ishami Foundation nella promozione della pace attraverso il calcio. Durante l’evento è stata organizzata una raccolta di materiale sportivo destinato ai giovani in Ruanda, gesto concreto per sostenere il suo lavoro educativo.
Accanto a lui, il giornalista Darwin Pastorin, da sempre interprete dello sport come spazio di cultura democratica; Marc-André Zoro, ex difensore ivoriano ricordato per il suo gesto contro il razzismo nel 2005; Rishi Jain, Director of Impact del Liverpool FC e promotore di progetti per l’inclusione nelle comunità sportive; Larissa Iapichino, campionessa europea di salto in lungo; Salima Souakri, ex campionessa algerina di judo e ambasciatrice UNICEF; Gabriele Nissim, presidente di Fondazione Gariwo, Dalila Sadinlija, Ufficio ONU per la prevenzione del genocidio, e Mauro Bencich, allenatore della squadra Panafrica Bresso4. La moderazione è stata affidata a Joshua Evangelista, responsabile della comunicazione di Gariwo.
All’interno della cornice di GariwoNetwork 2025, il panel ha offerto uno sguardo concreto su come lo sport possa diventare strumento di consapevolezza civile, contrasto all’odio e costruzione dei valori fondamentali della vita democratica.
