Il 27 novembre, prima delle sessioni del GariwoNetwork 2025, i referenti internazionali dei Giardini dei Giusti provenienti da quasi dieci Paesi hanno visitato il Giardino dei Giusti di Milano, il luogo simbolico da cui tutto è iniziato.
È stato un momento intenso, fatto di riconoscimenti e connessioni profonde: alcuni hanno ritrovato tra cippi e targhe le storie dei Giusti e delle Giuste che appartengono anche alla storia del loro Paese.
Dalla figura di Marek Edelman per i rappresentanti polacchi, a quella di Vera Vigevani Jarach per gli amici argentini, fino ai partecipanti provenienti da regioni colpite da guerre e conflitti, che nel Giardino hanno ritrovato un segno di speranza e dignità.
Questa visita ha ricordato a tutti noi perché esiste la Rete Internazionale dei Giardini dei Giusti: per costruire un luogo comune fatto di pluralità, memoria viva e coraggio morale.
Ogni Giardino, da Tirana a Neve Shalom Wahat al-Salam, dal Ruanda a Varsavia, da Marsiglia al Kurdistan iracheno, racconta una storia locale che diventa universale, perché parla la lingua della dignità umana.
Su questo sfondo di diplomazia internazionale e impegno globale, il workshop di novembre ha permesso a ciascun rappresentante di presentare le ragioni storiche, culturali o sociali che hanno reso necessaria la creazione di un Giardino nel proprio Paese.
