Taiwan e l'odio asiatico negli Stati Uniti

Taiwan e l'odio asiatico negli Stati Uniti

di Lorenzo Lamperti (China Files), da Taipei

Il 15 maggio David Wenwei Chou, nato a Taiwan, ha aperto il fuoco sui fedeli di una chiesa presbiteriana taiwanese di Laguna Woods. L'attentato è diventato un'occasione per parlare ancora una volta delle attuali tensioni tra Repubblica Popolare Cinese e Taiwan. Eppure, la vicenda di Laguna Woods sembra inserirsi in altre due tendenze che si sono incrociate portando Chou a premere il grilletto: la prima è taiwanese, la seconda è tutta statunitense, guarda caso le due nazionalità di tutti i protagonisti della tragedia.

La lettera di Boris Bondarev

La lettera di Boris Bondarev

traduzione integrale

Proponiamo la traduzione della lettera con cui Boris Bondarev, dal 2019 consigliere della missione russa alle Nazioni Unite a Ginevra, si è dimesso dal suo incarico. Si tratta di una presa di posizione che squarcia la narrativa ufficiale di Mosca. "La guerra di aggressione scatenata da Putin contro l'Ucraina, e di fatto contro l'intero mondo occidentale, non è solo un crimine contro il popolo ucraino, ma anche, forse, il crimine più grave contro il popolo russo".

Perché Erdogan ha così tanta paura di Osman Kavala?

Perché Erdogan ha così tanta paura di Osman Kavala?

Le ragioni profonde dell'ergastolo inflitto al filantropo turco

Chi ha paura del filantropo turco a favore della libertà di stampa, così tanto da condannarlo all'ergastolo? Oltre i deliri, le messe in scena e i giochi politici di Ankara, la domanda che sorge è questa infatti. Come mai è successa una cosa del genere? Perché proprio Kavala? Numerose persone hanno provato a trovare la risposta a questa domanda in questi anni, sia le persone vicine al governo, sia quelle accanto a Osman Kavala. Non c’è una sola risposta, ma diverse. L'articolo di Murat Cinar.

Il caso Xiao Huamei e la tratta di esseri umani nella Cina rurale

Il caso Xiao Huamei e la tratta di esseri umani nella Cina rurale

di Lucrezia Goldin, China Files

Il grido soffocato di Xiao Huamei, la “donna incatenata di Xuzhou”, ha tormentato per mesi la coscienza dell’opinione pubblica nella Repubblica Popolare Cinese, diventando il tragico simbolo della lotta contro il traffico di donne e bambini nel paese. Pratica che ancora sopravvive nei meandri della Cina rurale, lontano dallo sguardo statale e spesso nella complicità delle comunità locali, la tratta di esseri umani non trova adeguato riscontro nella normativa cinese, carente rispetto ai bisogni delle vittime e indulgente nei confronti dei carnefici.

"Non dimentichiamo i coraggiosi giornalisti russi"

"Non dimentichiamo i coraggiosi giornalisti russi"

l'intervento di Zoja Svetova al Giardino dei Giusti per la Giornata della libertà di stampa 2022

"I media indipendenti venivano intimiditi e fermati anche prima dell'operazione speciale, nel periodo tra il 2021 e il 2022. Più di quaranta organi dí stampa stranieri accreditati in Russia sono stati riconosciuti come agenti stranie­ri; più di cento giornalisti sono stati ri­conosciuti come agenti stranieri; di­verse pubblicazioni indipendenti so­no state riconosciute come organizza­zioni indesiderabili (e la partecipazio­ne a tali media comporta la reclusio­ne) e bloccate".

Una ricostruzione del percorso memoriale senza risparmiarne luci ed ombre

Una ricostruzione del percorso memoriale senza risparmiarne luci ed ombre

recensione di Giovanna Grenga

A lungo la memoria è sembrata solo ricordarsi dell’offesa subita. Ma la memoria non è solo questo, sostiene l’autore, che promuove la costruzione in tutto il mondo di Giardini dedicati alla memoria dei Giusti. Perché la memoria è anche ricordo delle scelte fatte, dei bivi a cui ci si è periodicamente trovati e dei percorsi che si sono intrapresi per rispondere alla barbarie e alla violenza che si doveva fronteggiare per non subire più.

Auschwitz non finisce mai: “lo spettro” attraverso il quale leggere e rileggere la crudeltà umana

Auschwitz non finisce mai: “lo spettro” attraverso il quale leggere e rileggere la crudeltà umana

recensione di Pietro Barbetta

Come possiamo pensare che sia possibile mantenere la memoria di Auschwitz, quando le sue insegne vengono usate da gruppi antisistema, tali i sedicenti no-vax, per paragonarsi ai perseguitati della Shoah? come possiamo mantenere la memoria dell’unicità di Auschwitz, quando il dittatore russo prende la scusa di de-nazificare l’Ucraina per invaderla, raderla al suolo, massacrare bambini, giovani, donne, uomini?

"Con il nostro giornalismo creiamo una comunità politicamente attiva che risponda al terrore di Putin"

"Con il nostro giornalismo creiamo una comunità politicamente attiva che risponda al terrore di Putin"

intervista a Galina Timchenko, direttrice di Meduza

"Ho vissuto la Cerimonia per la libertà di stampa con stress, perché ho capito che in realtà si è trattata di una cerimonia funebre per la libertà di stampa in Russia. Era come se io mi trovassi al mio funerale, perché in Russia non c’è alcun tipo di libertà di stampa. Ma al di là dei miei sentimenti e del mio dolore, è stata molto importante perché ho l’impressione che per molti anni i giornalisti occidentali fossero nel cerchio magico del potere di Putin. Ogni volta che parlo con i miei colleghi o vengo ospitata in qualche conferenza dico sempre: “La Russia è piena di eroi, piena di personaggi diversi. Per favore non scrivete solo di Putin. Putin non è l’intera Russia".

I russi sono i russi. Non sono il governo russo

I russi sono i russi. Non sono il governo russo

intervista a Zoja Svetova

Zoja Svetova è una giornalista, scrittrice e attivista che da anni si occupa di diritti umani. In particolare, ha seguito dal campo il conflitto in Cecenia e ha lavorato per il riconoscimento dei diritti dei detenuti in Russia, molti dei quali per motivi politici, visitandoli nelle carceri. Nata nella Mosca di fine anni ’50, figlia di dissidenti e prigionieri politici, nipote del primo preside della facoltà di Storia di Mosca, Grigorji Friedland, fatto fucilare da Stalin nel 1937, l'impegno civile e personale di Zoja Svetova sembra stato deciso il giorno della sua nascita.

Le parole malate

Le parole malate

di Gabriele Nissim

Siamo stati in ritardo nell’ascoltare le prese di posizione di Memorial, di Novaja Gazeta, della grande Politkovskaja che ci mettevano in guardia contro la degenerazione del sistema di Putin, che vorrebbe riportare indietro le lancette della Storia ritornando ai confini dell’impero sovietico e ricostruendo ancora una volta un sistema totalitario.
Siamo stati in ritardo nel comprendere come la battaglia per la democrazia, dopo le grandi speranze dell’89, abbia fatto un pericoloso passo indietro.

Perché sosteniamo i giornalisti russi indipendenti

Perché sosteniamo i giornalisti russi indipendenti

Creiamo nel giorno della libertà di stampa un ponte morale tra russi e ucraini

Il pluralismo e la democrazia sono sempre, con la mobilitazione delle coscienze, un antidoto che, prima o poi, permette di arrestare la strada verso l’abisso. Ma all’interno di un regime autoritario o totalitario, che controlla le informazioni e sostituisce la realtà con la menzogna dell’ideologia, gli anticorpi che permettano di arrestare crimini di massa sono molto più difficili da trovare.

Diritti umani in Cina e rapporto Cina-ONU

Diritti umani in Cina e rapporto Cina-ONU

di Alessandra Colarizi

Negli ultimi anni, in particolare dalla nomina di Xi Jinping a presidente, la Cina ha adottato una posizione più assertiva all’Onu, non solo con scopi difensivi in merito ai dossier spinosi di Taiwan, Tibet e Xinjiang, ma anche per promuovere una propria agenda politico-economica. Un compito facilitato dalla nomina di funzionari cinesi a capo di quattro delle quindici agenzie Onu.

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