La memoria ci fa scegliere la vita

La memoria ci fa scegliere la vita

di Gabriele Nissim

La memoria della Shoah ha permesso ad altri popoli di rivendicare sulla scena pubblica il diritto al riconoscimento delle loro sofferenze e il loro sacrosanto diritto di giustizia di fronte all’opinione pubblica internazionale. Oggi dobbiamo constatare come il percorso della memoria stia mostrando alcune criticità che, se non affrontate alla radice, rischiano di limitarne la funzione pedagogica e di mostrare una profonda inadeguatezza nei confronti delle nuove sfide del nostro tempo...

Senza riduzione di disuguaglianze e ingiustizie la memoria non ha effetto

Senza riduzione di disuguaglianze e ingiustizie la memoria non ha effetto

di Valentina Pisanty

“Per non dimenticare” e “Mai più” sono le due formule con cui, da qualche decennio a questa parte, commemoriamo il grande trauma storico della Shoah, il cui ricordo è stato eletto a pietra angolare dell’etica contemporanea, nonché nucleo narrativo attorno al quale raccogliere i pezzi sparsi di un’Europa in cerca di identità. Pochi si soffermano su cosa esattamente non debba ripetersi mai più. Editoriale della semiologa Valentina Pisanty, Università di Bergamo

I pensatori del Novecento che hanno elaborato il concetto innovativo dei Giusti e della responsabilità individuale

I pensatori del Novecento che hanno elaborato il concetto innovativo dei Giusti e della responsabilità individuale

di Gabriele Nissim

Il concetto di uomo giusto non è di nicchia, non riguarda comportamenti al di là dell’umano, di santi e di eroi, ma affronta la possibilità di ogni essere umano di incidere nella storia di fronte ad ogni genocidio, crimine contro l’umanità, o totalitarismo. Delinea quindi la possibilità dell’individuo non solo di essere argine contro il male, ma di prevenirlo e di anticipare il bene in ogni forma di relazione.

I meccanismi genocidari e la comparazione tra i genocidi. Problematizzazione dell'unicità dell'unicità della Shoah

I meccanismi genocidari e la comparazione tra i genocidi. Problematizzazione dell'unicità dell'unicità della Shoah

Anna Foa nel primo incontro del Seminario online insegnanti 2020

Anna Foa, storica e docente dell'Università "La Sapienza" di Roma, interviene in occasione del primo incontro del Seminario online insegnanti 2020: "L’agire responsabile fra la memoria dei Giusti e i contesti storici".

Discorso di Ruth Bader Ginsburg sulla Memoria

Discorso di Ruth Bader Ginsburg sulla Memoria

rotonda del Campidoglio, Washington DC, Days of Remembrance

Possa la memoria di coloro che hanno perso la vita rimanere viva in tutti coloro che abitano questa terra giusta, persone di ogni colore e di ogni credo. Possa quella memoria rafforzare la nostra determinazione ad aiutare coloro che in patria e all’estero soffrono di ingiustizie nate dall’ignoranza e dall’intolleranza, a combattere i crimini che derivano dal razzismo e dai pregiudizi e a portare avanti il nostro impegno nella ricerca della democrazia e del rispetto della dignità umana di tutti i popoli del mondo.

La domanda che è al centro della nostra memoria

La domanda che è al centro della nostra memoria

di Stefano Levi Della Torre

La memoria è la materia della propria identità, e ogni persona, ogni gruppo umano, ogni cultura o civiltà si narra eventi o miti che, in funzione di memoria, rendano conto di sé a sé stessi e del proprio esserci nel mondo. La memoria è una funzione della vita, e della costituzione di sé. Chi perde la memoria di sé, di sé non sa più nulla, perde sé stesso. Se non avessimo memoria di noi nel passato, non potremmo sentirci noi stessi ora, nella nostra attualità di soggetti.

Per una Memoria critica

Per una Memoria critica

di Francesco Tava

Una memoria attiva e critica è una memoria che non ha paura di dividere. È la voce di chi, di fronte alle ingiustizie del presente, non ha timore di evocare il passato, senza cerimoniali, per denunciare inquietanti analogie. È la voce che si ribella all’idea che il passato pietrificato possa essere brandito come un’arma, che una città continui impunemente a chiamare un mercante di schiavi “figlio virtuoso e saggio”, solo perché una tradizione apparentemente immutabile spinge a questo falso giudizio.

La memoria, un esercizio di introspezione

La memoria, un esercizio di introspezione

di Enrico Fink

Che criterio proporre per scegliere fra le memorie, per non rischiare che nuovi eventi traumatici cancellino i precedenti? Non ho la pretesa di fornire una risposta. Ma credo che se una “halakhà laica” del pensiero occidentale si potrà trovare, capace di dirci cosa e come ricordare, questa non sarà funzionale all'oggetto della memoria, avrà a che fare con la consapevolezza del carattere riflessivo e introspettivo del ricordo.

La memoria e la dimenticanza

La memoria e la dimenticanza

di Francesco M. Cataluccio

Nel guazzabuglio della nostra storia si incrociano accadimenti che apparentemente hanno poco a che fare l’uno con l’altro. Nel pieno di una pandemia, che ha accomunato, e sta ancora colpendo, tragicamente quasi tutto il mondo, si è verificata negli Stati Uniti, causata dall’efferata uccisione di un uomo di colore da parte di un poliziotto bianco, una ripresa, con più forza, della campagna contro i monumenti dedicati a figure in qualche modo legate al razzismo e allo schiavismo...

Unanimità e Memoria

Unanimità e Memoria

di Viviana Kasam

La Shoah è stata un evento unico ed epocale ed è doveroso onorare i morti e i sopravvissuti, che continuano a testimoniare con coraggio e grande impegno la loro tragica esperienza. Ma dopo vent’anni di cerimonie, eventi, discorsi, si ha spesso l’impressione di non riuscire a sfuggire alla retorica, e che si sia creato tra i nostri concittadini non ebrei, e soprattutto tra i giovani, un senso di sazietà che a volte arriva al rifiuto e che contribuisce a ribadire l’immagine degli ebrei come una comunità a parte, chiusa nel proprio egoismo e sorda alla sofferenza degli altri.

Rivalutare la Storia nei confronti della memoria

Rivalutare la Storia nei confronti della memoria

di Marcello Flores

Il processo di costruzione della memoria, per come si è andato costruendo nell’ultimo mezzo secolo, è stato largamente dominato dalla Shoah, come ha ricordato Anna Foa. La sua preminenza è rimasta fino a ora centrale e costitutiva della costruzione della memoria occidentale, ma solo in parte di una memoria più universale, anche se è vero che la cultura universale dei diritti umani emersa con forza nell’immediato secondo dopoguerra è stata certamente debitrice della eredità storica e della riflessione attorno alla Shoah...

La memoria non è una cassaforte identitaria

La memoria non è una cassaforte identitaria

di Gabriele Nissim

La memoria della Shoah, quando è nata, aveva un carattere specifico ed universale. Il tema del mai più sembrava la grande questione su cui tutti erano chiamati a riflettere. Ricordare la Shoah significava affermare con forza che quanto era accaduto agli ebrei non avrebbe dovuto ripetersi per nessun essere umano. Oggi invece osserviamo come quella carica ideale sembri affievolirsi.

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