Un appello ai giornalisti

Un appello ai giornalisti

di Gabriele Nissim

Oggi, nella Giornata della libertà di stampa, ricordiamo i giornalisti che hanno denunciato il male estremo, le dittature e i totalitarismi. Nel 2020, come ricorda Reporter senza frontiere, 50 giornalisti sono stati assassinati e quest’anno sono già dodici le vittime. Perché li vogliamo ricordare in un Giardino dei Giusti? perché sono il tramite fondamentale che può spingere la società e la politica, troppo spesso sorda e distratta, a mobilitarsi contro le ingiustizie estreme nel mondo.

Kiev, capitale della memoria europea

Kiev, capitale della memoria europea

di Simone Zoppellaro

Non saprei trovare un’immagine migliore per descrivere la crisi dell’Europa di oggi, le sue contraddizioni irrisolte. Fratture che si credevano sepolte con la fine della Seconda guerra mondiale, e che riemergono oggi in tutta la loro ferocia, qui come nel Caucaso. Contraddizioni ignorate, con cecità ostinata, anche da molti a Bruxelles e nei nostri governi.

Hrant Dink e il limbo armeno in Turchia

Hrant Dink e il limbo armeno in Turchia

di Francesco Pasta

L’impegno di Dink per una società più democratica, libera e multiculturale prosegue nelle battaglie femministe e nell’attivismo LGBT, nelle proteste studentesche iniziate all’Università del Bosforo, nella campagna degli Accademici per la Pace, nel variegato movimento curdo di resistenza, e nelle innumerevoli altre lotte che attraversano il Paese, affrontando autoritarismo e repressione violenta.

Il Jerusalem Post su Gariwo e il valore universale dei Giusti

Il Jerusalem Post su Gariwo e il valore universale dei Giusti

L’editoriale di Nadav Tamir su Gariwo, Israele e la memoria dei Giusti

In Israele dovremmo prendere in grande considerazione un movimento culturale che è nato in Italia e si è si sta estendendo in Europa e nel resto del mondo. Gabriele Nissim, un ebreo italiano, ha creato una organizzazione chiamata Gariwo. Gariwo ha universalizzato il concetto di Giusti tra le Nazioni – nato a Yad Vashem per onorare chi aveva salvato la vita di un ebreo – unendo ebrei, armeni, ruandesi, bosniaci e sopravvissuti di altri genocidi. La memoria degli uomini Giusti ha così un doppio significato, ebraico ed universale.

L'Armenia ha perso la pace, non la guerra

L'Armenia ha perso la pace, non la guerra

di Simone Zoppellaro

Vorrei scrivere agli armeni, come un amico, alcune parole scomode. Parole non semplici da scrivere o sentire – a maggior ragione dopo una sconfitta, quella di novembre, che ha prodotto migliaia di morti, decine di migliaia di profughi e sfollati, e una catastrofe umanitaria e politica che non ha fine. Non è stata la prima guerra in Karabakh, lo sappiamo, e rischia di non essere l’ultima. Vorrei scrivere come un amico, perché gli amici, nei momenti più difficili, non si limitano a aiutarci e a consolarci, ma anche a farci riflettere – senza risparmiarci critiche...

Sono i Giusti la chiave per la prevenzione dei genocidi

Sono i Giusti la chiave per la prevenzione dei genocidi

di Simone Zoppellaro

Quella della prevenzione dei genocidi è, a mio avviso, una delle sfide più importanti per la nostra generazione. La via indicata dai Giusti e da Raphael Lemkin rappresenta un punto di partenza fondamentale per uscire da questa preistoria di barbarie in cui alcuni uomini, dall’alba dei tempi ad oggi, si prefiggono non solo di uccidere, ma anche di cancellare interi popoli e culture. Si tratta di una sfida universale, che deve coinvolgerci tutti a prescindere dall’appartenenza nazionale o politica, perché un genocidio – questo deve diventare un imperativo morale – non riguarda solo il popolo che lo subisce, ma l’umanità intera.

Due grandi esempi per il mondo: Albert Bourla e Liliana Segre

Due grandi esempi per il mondo: Albert Bourla e Liliana Segre

di Gabriele Nissim

Qual è la risposta più radicale al male estremo che ha colpito gli ebrei e tutta l’umanità durante il nazismo?
Immaginare un futuro che abbatta ogni barriera, ogni muro, ogni pregiudizio, ogni divisione tra gli esseri umani, e faccia della condivisione di un destino comune la molla che ci spinge ad affrontare insieme ogni nuova sfida in questo mondo. Lo ha ricordato in un’intervista al Corriere della Sera Albert Bourla, un piccolo veterinario di Salonicco che nel 1990 cominciò a collaborare con l’azienda Pfizer ed è poi diventato il presidente e l’amministratore delegato della multinazionale.

Otros Infiernos. La testimonianza di Primo Levi come supporto alla rielaborazione della dittatura argentina da parte dei sopravvissuti

Otros Infiernos. La testimonianza di Primo Levi come supporto alla rielaborazione della dittatura argentina da parte dei sopravvissuti

di Liliana Ruth Feierstein

L’importanza delle testimonianze di Levi è inestimabile non solo per la sua ricchezza, per poter comprendere la Shoah, ma anche come fonte per riflettere e rielaborare altre esperienze traumatiche di estrema violenza. In questa relazione Liliana Ruth Feierstein intende dimostrare alcuni esempi di intertestualità e il ruolo della scrittura di Levi nelle testimonianze relative ai centros de detención y tortura dell’ultima dittatura in Argentina (1976-1983).

Il valore universale dei Giusti e la lotta all'antisemitismo

Il valore universale dei Giusti e la lotta all'antisemitismo

di Gabriele Nissim

La memoria dei Giusti della Shoah è un punto fondamentale per Gariwo, che ha introdotto per la prima volta un concetto nuovo nella narrazione dei genocidi: ricordare i soccorritori e gli oppositori come esempio morale per il futuro dell’umanità nella lotta contro l’antisemitismo e ogni forma di odio che possa riproporre l’abisso del male estremo di cui Primo Levi è stato forse il testimone più alto nei Sommersi e Salvati.

I giusti antispettacolari

I giusti antispettacolari

di Andrea Tagliapietra

I giusti, dopo le loro azioni coraggiose, ritornano nell’anonimato. Anzi talvolta lo perseguono e, se vengono identificati, ciò avviene per le ricerche avviate da coloro che hanno salvato (non c’è quindi esibizione del gesto morale, né aspettativa di riconoscimento o approvazione). Il giusto non agisce per premeditazione – non si tratta di personalità altruistiche o mobilitate da qualche ideologia -, ma perché messo davanti al potere scioccante di un evento che gli è apparso privo di alternativa.

La grande intuizione di Raphael Lemkin

La grande intuizione di Raphael Lemkin

di Gabriele Nissim

Raphael Lemkin pensava che la memoria della Shoah che aveva annientato tutta la sua famiglia e gli ebrei polacchi dovesse unire il mondo intero in un nuovo comandamento morale: non commetter più nessun genocidio.

La controversia sui Giusti

La controversia sui Giusti

di Francesco M. Cataluccio e Gabriele Nissim

Nella riflessione degli ultimi decenni, la nozione e la percezione del Giusto è cambiata. I Giusti sono coloro che fanno il Bene per gli altri: non soltanto coloro che hanno salvato gli ebrei durante l’immane tragedia dell’Olocausto. I Giusti sono “il fondamento del mondo” (Proverbi, 10, 25).

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