L'eredità morale della bambina che andò contro Stalin

L'eredità morale della bambina che andò contro Stalin

Gabriele Nissim in memoria di Luciana De Marchi (1924-2022)

Mentre a Mosca è stata messa fuori legge Memorial, l’organizzazione che ha cercato di raccontare ai russi la storia delle vittime del gulag e migliaia di ragazzi sono arrestati perché protestano contro la guerra, è morta la bambina contro Stalin, la Luciana De Marchi protagonista di una vicenda umana straordinaria negli anni della Russia di Stalin.

Zelenski ha seppellito la missione di Bennett e ha mostrato le contraddizioni della politica israeliana

Zelenski ha seppellito la missione di Bennett e ha mostrato le contraddizioni della politica israeliana

di Konstanty Gebert

Israele è l'unico Paese democratico a non aderire alle sanzioni contro la Russia. A differenza degli stati della NATO, si rifiuta di vendere all'Ucraina non solo armi, ma anche caschi o giubbotti antiproiettile. E, a differenza della maggior parte dei Paesi del mondo, non ha preso una posizione chiara sull'aggressione russa: sebbene il capo del Ministero degli Esteri, Jair Lapid, l'abbia condannata, il primo ministro Naftali Bennett, deplorando la guerra e lo spargimento di sangue, non ha citato direttamente la Russia.

Le scelte morali di Volodymir Zelensky

Le scelte morali di Volodymir Zelensky

di Gabriele Nissim

Sentirci oggi dalla parte degli ucraini non significa essere spettatori che fanno il tifo in una guerra crudele, come se si trattasse di una competizione sportiva, ma assumersi una responsabilità nel nostro modo di vivere la stessa democrazia. Poiché spesso ci siamo assuefatti a discorsi di odio e a una politica del disprezzo verso gli avversari politici e le minoranze, siamo stati meno capaci di cogliere i segni del male e di reagire a livello internazionale.

Non è colpa dell’Occidente

Non è colpa dell’Occidente

di Francesco M. Cataluccio

Non posso non pensare allo storico del medioevo Bronisław Geremek (Benjamin Lewertów, 1932-2008) che è stato uno degli intellettuali e oppositori più importanti della Polonia. Per lui la NATO era la garanzia di poter stare in Europa: che questo fatto, al quale i polacchi e gli altri paesi dell’Europa centrale avevano aspirato per molti anni, non venisse più messo in discussione dalla Russia.

Amicizia ebraico-cristiana, il comunicato sull'invasione dell'Ucraina

Amicizia ebraico-cristiana, il comunicato sull'invasione dell'Ucraina

Di Anna Foa e Ida Zatelli

Come Amicizie Ebraico-Cristiane leviamo la nostra voce a sostegno di una pace giusta, della libertà di un intero popolo, dell’incolumità dei nostri valori democratici. Esprimiamo solidarietà anche al popolo russo, che sta subendo i contraccolpi di una politica autoritaria, spesso non voluta e non condivisa, in particolare con coloro che, correndo gravi rischi personali, dimostrano a favore della pace.

L’Europa muore o rinasce a Kyiv

L’Europa muore o rinasce a Kyiv

di Simone Zoppellaro

Anche senza di noi, gli ucraini hanno già vinto – e non solo moralmente. Non si piegano, né si piegheranno, questo è chiaro, a prescindere dalle stragi messe in atto dal criminale Putin e dall’esito bellico. E mentre lacrime mi segnano il viso pensando al loro sacrificio (che né io, né voi, né nessuno, può permettersi di giudicare), sogno – o mi illudo? – che forse un giorno ricorderemo questi tempi terribili come l’alba di una nuova Europa, fatta di solidarietà e di pace.

Perché gli ucraini scappano. Memorie della morte per fame

Perché gli ucraini scappano. Memorie della morte per fame

di Francesco M. Cataluccio

“Holodomor”, deriva dall’espressione ucraina moryty holodom, che significa “infliggere la morte attraverso la fame”, ed è il nome attribuito alla carestia, non generata da cause naturali, che si abbatté sul territorio dell’Ucraina negli anni dal 1929 al 1933 e che causò circa 7 milioni di morti.

Prima di mandare i carri armati, Putin ha invaso lo spazio della memoria dei russi

Prima di mandare i carri armati, Putin ha invaso lo spazio della memoria dei russi

di Andrea Gullotta

La sentenza definitiva che ha chiuso la più antica Ong russa è stata accolta dalle lacrime silenziose degli attivisti e dei sostenitori accorsi al di fuori del palazzo della Corte Suprema a Mosca. La vicenda di Memorial è importante perché permette di tracciare una parabola evolutiva della repressione attuata nei confronti delle voci indipendenti in Russia negli ultimi anni, ma non solo.

Riflessioni sulla Giornata dei Giusti alla luce dei fatti ucraini

Riflessioni sulla Giornata dei Giusti alla luce dei fatti ucraini

di Francesco M. Cataluccio

I Giusti non sono delle figure astratte, vivono e agiscono nella realtà concreta, con tutte le sue contraddizioni. Ma quando compiono delle azioni, anche piccole, di altruismo rafforzano la fiducia nel genere umano e trasmettono la certezza che ciascuno può contrastare il Male: basta che non sia sordo alla propria coscienza e umanità.

Veil, Primo Levi, Wiesel e gli altri. La necessaria alleanza dei Giusti

Veil, Primo Levi, Wiesel e gli altri. La necessaria alleanza dei Giusti

di Marcello Flores

Auschwitz non finisce mai (Rizzoli) è in qualche modo la risposta di Nissim, come studioso della storia dei genocidi, al dilemma posto dalla sua attività pubblica, e che riassume nel dilemma se la memoria sia una trappola o un salvagente, presi come si è dalla necessità di non dimenticare la specificità della Shoah e dell’antisemitismo, ma anche dal rifiuto di sacralizzarla come espressione del male assoluto, evitando così di cadere in un’«ossessione nel ribadire la memoria della Shoah come evento unico nella storia» che rischia «di creare una divisione profonda tra me come ebreo e gli altri esseri umani».

La Giornata dei Giusti e la nostra responsabilità verso l'Ucraina

La Giornata dei Giusti e la nostra responsabilità verso l'Ucraina

di Gabriele Nissim

L’invasione dell’Ucraina ci richiama alla missione morale di Gariwo. Richiamare tutti alla responsabilità morale e individuale con le attività che in questi giorni si svolgono nei Giardini dei Giusti. Fare conoscere, in queste ore drammatiche, al nostro Paese le persone migliori che in Russia e in Ucraina sono drammaticamente impegnate per la difesa della libertà e della dignità umana.

Il mito russo e l'Ucraina che vuol essere Europa

Il mito russo e l'Ucraina che vuol essere Europa

di Anna Zafesova

Il fatto che in vent'anni di regno il presidente russo sia passato dalla nostalgia per l'impero sovietico nel quale era nato e cresciuto al rimpianto per una grandeur monarchica della quale sembra avere un'idea tratta più dalla serie su Caterina su Netflix che dai libri di storia, è una svolta ideologica in corso da tempo, almeno dal 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea.

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