Quell'Artico sotto casa

Quell'Artico sotto casa

di Vittorio Pavoncello

La tragedia che ha colpito la Marmolada non è alle Isole Svalbard - dove le temperature hanno raggiunto, da –5° d’estate e –40° d’inverno, il livello di +21° l’estate scorsa - e non è nemmeno in Siberia dove lo scorso anno si sono registrati 48°ma in Italia - per di più in un luogo in cui una buona parte degli italiani sono andati almeno una volta nella vita.

Considerazioni sul massacro

Considerazioni sul massacro

di Francesco M. Cataluccio

Questo è un conflitto per la conquista di un intero stato sovrano che si cerca di sconfiggere utilizzando l’unica modalità bellica applicata negli ultimi anni dall’esercito russo (dalla Cecenia alla Siria): la distruzione e l’annientamento di ogni resistenza con bombardamenti indiscriminati sui civili.

Riflettere sull’orrore della Shoah per riconoscere i segnali di pericolo

Riflettere sull’orrore della Shoah per riconoscere i segnali di pericolo

recensione di Antonella Sbuelz

La recensione del libro del presidente di Gariwo Gabriele Nissim "Auschwitz non finisce mai. La memoria della Shoah e i nuovi genocidi" uscita il 26 giugno sul Messaggero Veneto a firma di Antonella Sbuelz.

Hitler, Stalin, guerra in Ucraina: quando abbiamo iniziato a rifiutare il confronto?

Hitler, Stalin, guerra in Ucraina: quando abbiamo iniziato a rifiutare il confronto?

di Anna Foa

Sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia scrive “che quello che le autorità russe stanno facendo in Ucraina è qualcosa che prima di oggi solo Hitler e Stalin avevano osato fare”. Non sono del tutto convinta di quel “solo”, penso che dopo Hitler e dopo Stalin anche la seconda parte del Novecento sia stata costellata di genocidi e violenze genocidarie che non hanno molto da invidiare a quelle naziste e comuniste. Ma sono invece del tutto d’accordo con il confronto.

La più grave manipolazione di Putin

La più grave manipolazione di Putin

“Contro i nazisti si può essere bastardi”

La prevenzione dei genocidi passa sempre dalla comprensione del pensiero che forma i carnefici. Ecco allora perché non dobbiamo stupirci, come osservava lo scrittore russo in Vita e Destino, che tante persone per bene si facciano trascinare dal fascino delle ideologie sofisticate come quella sovietica o rozze come quella putiniana.

Abraham "Buli" Yehoshua , lo scrittore dell’identità

Abraham "Buli" Yehoshua , lo scrittore dell’identità

di Francesco M. Cataluccio

Lo scrittore israeliano Abraham "Buli" Yehoshua (1936-2022) ha concentrato la sua scrittura e riflessione su due questioni: l’identità ebraica e i legami famigliari. I suoi personaggi sperimentano in forme a volte drammatiche, spesso tormentate, la difficoltà di costruire relazioni umane autentiche che non si lascino incasellare nel pregiudizio o nell'intolleranza. Seppure contraddittoriamente, ha sognato fino all’ultimo uno stato dove ebrei e arabi potessero convivere.

Riflessioni sull’Olocausto e gli altri genocidi

Riflessioni sull’Olocausto e gli altri genocidi

di Giulia Ceccutti

Se si rinchiude la memoria della Shoah in un ghetto impermeabile a ogni forma di contaminazione, non solo si indebolisce la lotta all’antisemitismo, ma si crea una pericolosa barriera tra gli ebrei e il resto del mondo. La questione ebraica cessa di essere una responsabilità universale dopo le macerie del genocidio, ma diventa solo un problema identitario degli ebrei».

Salvare l’umano contro i genocidi

Salvare l’umano contro i genocidi

di Lucio Romano

Confrontarsi con la storia, interrogarci sull’attualità sono imperativi ineludibili. Ci accompagna lungo questo percorso, in maniera originale e con coraggio, il saggio "Auschwitz non finisce mai. La memoria della Shoah" e i nuovi genocidi di Gabriele Nissim, fondatore di Gariwo e da sempre impegnato a far conoscere le storie e il messaggio di quanti si sono battuti in difesa dei diritti e della dignità umana durante tutti i crimini della Storia.

La Lituania e la desovietizzazione dei monumenti

La Lituania e la desovietizzazione dei monumenti

di Francesco M. Cataluccio

Abbattere i monumenti, seppur tra polemiche ed emozioni, è in fondo la cosa più facile. Il problema, come sempre, è con cosa si sostituiscono. Nuove narrazioni, diverse memorie, nuovi eroi, si impongono. I vincitori preparano statue ed effigi diverse...

Auschwitz come monito universale

Auschwitz come monito universale

di Giovanni Chianelli

Auschwitz continuerà a non finire, a meno che, come chiede Nissim, non si trasformi in un monito universale: «Dobbiamo operare affinché la prevenzione dei genocidi diventi il nostro imperativo morale. Non commettere un genocidio deve diventare, come immaginava Lemkin, il nuovo comandamento morale dell’umanità».

Perché Auschwitz non finisce mai?

Perché Auschwitz non finisce mai?

di Micol De Pas

Il viaggio proposto da Nissim si snoda lungo varie tappe, dedicando grande spazio al lavoro di Raphael Lemkin per la prevenzione di ogni genocidio. Per Lemkin, non commettere i genocidi avrebbe dovuto essere il patto comune a tutte le nazioni, un comandamento che avrebbe unito l’umanità dopo la Seconda guerra mondiale. Tanti i pensatori scandagliati in questo volume, tutti legati da un fil rouge che in qualche modo fa capo a una domanda: cosa significa essere persone responsabili dopo la Shoah?

I Trentasei Giusti

I Trentasei Giusti

di Laura Quercioli Mincer

Perché i lamed-vovnik sono stati identificati anche in personaggi famosi e autorevoli, le cui azioni, a molti note, ci consentono ogni tanto di inorgoglirci di appartenere al genere umano. Ma più spesso ancora si tratta di gente umile, dagli umili atti di bontà che si manifestano in piccole cose: nella gentilezza, nell’aiuto porto timidamente e senza clamore, nel rispetto per il volto dell’altro, quanto più questo ci appare scialbo e indifeso.

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