Vita e destino di “Stalingrado” di Vasilij Grossman

Vita e destino di “Stalingrado” di Vasilij Grossman

di Francesco M. Cataluccio

Stalingrado si apre con la famiglia degli Shaposhnikov e i loro amici riuniti a una festa. Mille e passa pagine dopo, verso la fine di Vita e destino, dopo che l’assedio è rotto, i personaggi sopravvissuti ripensano a quel momento con profonda tristezza. Il romanzo mescola la grande storia con i destini di tanti individui comuni. È un racconto biografico e polifonico di una guerra tremenda ed eroica, un’alternanza continua di dolori, orrore e gioie, illusioni e disincanto.

I russi sono i russi. Non sono il governo russo

I russi sono i russi. Non sono il governo russo

intervista a Zoja Svetova

Zoja Svetova è una giornalista, scrittrice e attivista che da anni si occupa di diritti umani. In particolare, ha seguito dal campo il conflitto in Cecenia e ha lavorato per il riconoscimento dei diritti dei detenuti in Russia, molti dei quali per motivi politici, visitandoli nelle carceri. Nata nella Mosca di fine anni ’50, figlia di dissidenti e prigionieri politici, nipote del primo preside della facoltà di Storia di Mosca, Grigorji Friedland, fatto fucilare da Stalin nel 1937, l'impegno civile e personale di Zoja Svetova sembra stato deciso il giorno della sua nascita.

Le parole malate

Le parole malate

di Gabriele Nissim

Siamo stati in ritardo nell’ascoltare le prese di posizione di Memorial, di Novaja Gazeta, della grande Politkovskaja che ci mettevano in guardia contro la degenerazione del sistema di Putin, che vorrebbe riportare indietro le lancette della Storia ritornando ai confini dell’impero sovietico e ricostruendo ancora una volta un sistema totalitario.
Siamo stati in ritardo nel comprendere come la battaglia per la democrazia, dopo le grandi speranze dell’89, abbia fatto un pericoloso passo indietro.

Al Giardino dei Giusti per la libertà di stampa

Al Giardino dei Giusti per la libertà di stampa

a fianco dei giornalisti russi indipendenti e dei reporter in guerra

Un'iniziativa al Giardino dei Giusti di Milano in occasione della Giornata per la libertà di stampa. Che cosa significa oggi libertà di stampa? Come si può continuare a fare informazione libera quando la menzogna diventa l'arma più potente? Abbiamo risposto a queste domande insieme a Galina Timchenko, direttrice di Meduza, Zoja Svetova, giornalista di Novaja Gazeta, al direttore di La Repubblica Maurizio Molinari, alla giornalista Anna Zafesova, alla giornalista de Il Foglio Micol Flammini, e al presidente di Gariwo Gabriele Nissim.

Perché sosteniamo i giornalisti russi indipendenti

Perché sosteniamo i giornalisti russi indipendenti

Creiamo nel giorno della libertà di stampa un ponte morale tra russi e ucraini

Il pluralismo e la democrazia sono sempre, con la mobilitazione delle coscienze, un antidoto che, prima o poi, permette di arrestare la strada verso l’abisso. Ma all’interno di un regime autoritario o totalitario, che controlla le informazioni e sostituisce la realtà con la menzogna dell’ideologia, gli anticorpi che permettano di arrestare crimini di massa sono molto più difficili da trovare.

Ucraina, assedio alla democrazia. Alle radici della guerra

Ucraina, assedio alla democrazia. Alle radici della guerra

A cura di Memorial Italia

Ucraina. Assedio alla democrazia è il nuovo volume corale uscito in edicola con il Corriere della Sera dedicato alla guerra in Ucraina, a cura dell’Associazione Memorial Italia con il coordinamento dello storico Marcello Flores. Una lettura utile a tutti coloro che vogliono comprendere le cause più profonde del conflitto in corso e uno strumento per orientarsi, slegato da opinioni spesso semplicistiche e cristallizzate.

L’informazione indipendente russa

L’informazione indipendente russa

di Francesco M. Cataluccio

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), associazione nata con lo scopo di difendere la libertà di stampa e i diritti dei giornalisti in tutto il mondo, cataloga la Russia come “il terzo Paese al mondo per numero di giornalisti morti” dal 1991 (solo Algeria e Iraq la superano nel periodo 1993-1996). Sono 36 i giornalisti russi assassinati dal 1992.

L'impatto della guerra in Ucraina sull'Asia

L'impatto della guerra in Ucraina sull'Asia

di Lorenzo Lamperti (China Files), da Taipei

Il suono delle bombe russe che continuano a cadere sull'Ucraina non si sente in Asia. Ma le scosse telluriche da esse provocate propagano le loro onde anche qui. Tutta la regione dell'Asia-Pacifico osserva con attenzione quanto accade tra Kiev e Donbass. Così come era già accaduto con la pandemia da Covid-19, il conflitto sta accelerando una serie di tendenze che erano già precedentemente in atto e che ora sembrano procedere su un piano ancora più inclinato.

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