La Giornata dei Giusti dell'Umanità è l'occasione che ogni anno la rete attende per onorare coloro che, con coraggio e altruismo, hanno difeso e difendono i diritti fondamentali dell'Uomo, si sono opposti ai totalitarismi, hanno agito per preservare la dignità umana e contro le ingiustizie. Abbiamo contato più di 50 iniziative che hanno coinvolto comuni, scuole e associazioni sui temi più svariati: non violenza, riconciliazione, dialogo, accoglienza. C'è chi ha deciso di seguire l'influenza del Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, che ha sottolineato il ruolo dello sport come veicolo di inclusione e mezzo di contrasto all'odio, a partire da Lampedusa e Treviso; altri ancora hanno raccolto le riflessioni e i temi affrontati durante il GariwoNetwork e hanno scelto di rispondere alla confusione e violenza del presente con le storie dei Giusti, come potente mezzo per ricucire traumi e spezzare la catena del male.
Rito collettivo e condiviso
Le celebrazioni, condivise e diffuse, sono un rito collettivo che unisce una pluralità di temi, persone e luoghi. A partire dal Giorno della Memoria, passando per il 6 marzo, attraversando le ricorrenze del calendario civile, i Giardini si popolano e si animano di volta in volta affrontando questioni come inclusione e integrazione onorando i Giusti dell'accoglienza e celebrando ricorrenze significative e nazionali come l'anniversario della Liberazione attraverso le storie di antifascismo e resistenza. Tuttavia, verrebbe da chiedersi: Cosa hanno davvero in comune la città di Assisi e quella Tonara, in Sardegna? Nello specifico la bicicletta di Gino Bartali, onorato in entrambi i Giardini, ma soprattutto sono accomunate dallo stesso legame che tiene insieme il Giardino che verrà inaugurato a Matera nel 2026 e il Giardino di Calvisano, che quest'anno ha festeggiato i suoi primi 10 anni: riflettere sull'importanza delle scelte individuali nella costruzione di una società più giusta e solidale, mantenendo viva la memoria di coloro che, in ogni epoca, hanno scelto il bene.
Una ricerca continua
I Giardini dei Giusti sono spazi di celebrazione, ma anche di ricerca e di cambiamento. La scelta dei Giusti è un percorso di riflessione che culmina a marzo, ma che dura un intero anno di lavoro. Questo processo di ricerca permette di individuare nuove storie, come quella di Ibrahim Rugova, figura chiave nella storia albanese e nella lotta per l'indipendenza del Kosovo, di approfondire la ricerca su cosa vuol dire giustizia ambientale e su cosa significa essere Giusti nella lotta e resistenza alla mafia, onorando storie come quella di Boris Giuliano e analizzandone altre come quella di Rosario Livatino.
La rete dei Giardini dei Giusti e ciascun Giardino nel proprio piccolo ascolta, crea, immagina, ma soprattutto alimenta l'intelligenza collettiva e lo spirito critico individuale, contribuendo a costruire il futuro.
