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Il primo Giardino dei Giusti in Sud America

è nato a Mar del Plata, Argentina

Da oggi anche in Argentina c’è un Giardino dei Giusti. E sorge in uno dei posti che hanno maggiormente sofferto la stagione delle repressioni e della violenza: durante la dittatura militare di Videla, a Mar del Plata sorsero centri clandestini di detenzione (CCD) dove venivano sequestrate persone per la loro militanza politica e sociale, centinaia di loro ad oggi sono desaparecidos, 35 sono i condannati per questi crimini. 

Venerdì 8 settembre, alle 14 ore locali, è infatti nato il primo Giardino dei Giusti del Sud America, a Mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires. L’inaugurazione ha un elevato significato simbolico, a poco più di un mese dalle elezioni presidenziali argentine e in un momento di grave crisi economica e sociale nel paese, in cui anche la terribile eredità dei desaparecidos è diventata un motivo di disputa pre-elettorale.

“Perché un Giardino dei Giusti in Argentina? Perché questo è un luogo di accoglienza che è stato capace di integrare culture e minoranze diverse; poi perché negli anni della dittatura questo paese ha vissuto un genocidio perpetuato dallo stato, contro i cittadini considerati nemici dalla giunta di Videla. Come ebreo questo percorso mi ricorda il percorso di morte degli ebrei durante la Shoah. Un viaggio verso la soluzione finale”. Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo, spiega con queste parole il percorso che ha portato alla nascita del primo Giardino dei Giusti in Sud America. “Oggi in Argentina si fa una battaglia importante contro il negazionismo. Molti vorrebbero che tutto fosse rimosso. Dicono che questi crimini non sono nati dallo Stato, ma sono stati effetto di una guerra civile tra opposti estremismi. È come dire che le vittime sono colpevoli della loro sorte”.

Il Giardino sorge in uno degli scorci più belli della città costiera, nella Plazoleta dedicata ad Astor Piazzola, ed è promosso dalla Fondazione Gariwo insieme alla Municipalidad de General Pueyrreden di Mar del Plata e all’associazione Casa D’Italia.
La scelta dei Giusti onorati nel Giardino di Mar del Plata ben rappresenta l’intenzione di ricordare gli atti di bene di figure locali così come di altri Giusti che si sono battuti per la dignità umana in altre parti del mondo.
Significativa la scelta di ricordare, con una targa e con un albero, due figure chiave per la libertà d’espressione e l’indipendenza educativa: la studentessa Silvia Ana Filler e Maria del Carmen “Coca” Maggi, preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Mar del Plata, entrambe uccise dell’organizzazione terroristica di ultra-destra Concentración Nacional Universitaria rispettivamente nel 1971 e nel 1975, prima della presa di potere di Videla. Sono stati anche onorati: Claudio Hugo “Pocho” Lepratti, attivista argentino assassinato dalla polizia di Santa Fe nel 2001 durante una manifestazione pacifica di protesta per la crisi economica; e tre figure internazionali fondamentali: Pierantonio Costa, console italiano a Kigali che salvò 375 bambini durante il genocidio in Ruanda; Armin T. Wegner, scrittore tedesco che con le sue fotografie denunciò il genocidio degli armeni e nel 1933 chiese a Hitler di interrompere le persecuzioni contro gli ebrei, pagando con l’arresto e la tortura; Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux che fornì visti di transito agli ebrei perseguitati.

Oltre a Gabriele Nissim, alla cerimonia hanno parlato il Segretario di governo della Municipalidad de General Pueyrredon, Santiago Bonifati, e il console italiano in Argentina Santo Purello. Particolare emozione ha suscitato la partecipazione di Lila Filler, sorella di Silvia Ana Filler.

La nascita del Giardino di Mar del Plata è stata salutata con soddisfazione da Vera Vigevani Jarach, scrittrice italo-argentina di famiglia ebrea che, scampata ai campi di concentramento, è diventata una madre de Plaza de Mayo in seguito alla scomparsa della figlia Franca: “I Giardini dei Giusti dovrebbero essere diffusi in tutto il mondo perché insegnano che ognuno deve assumersi la propria responsabilità e che è sempre possibile fare qualcosa per gli altri”, ha affermato Vigevani dopo aver incontrato la delegazione di Gariwo. 

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dell’educazione e delle comunità ebraiche e armene. Durante la visita la delegazione di Gariwo ha inoltre incontrato realtà associative legate alla memoria e ai diritti umani e rappresentanti politici in vista di nuovi progetti in Argentina e per promuovere nel paese sudamericano la creazione di una Giornata dedicata ai Giusti speculare a quella adottata dal Parlamento europeo e celebrata ogni 6 marzo.

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