Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Il messaggio dell'Ambasciatore d'Italia a Tunisi Raimondo De Cardona

per l'inaugurazione del Giardino del Bene in Giordania

Raimondo De Cardona, Ambasciatore d'Italia a Tunisi

Raimondo De Cardona, Ambasciatore d'Italia a Tunisi

“La differenza tra un giardino e il deserto non è l’acqua, ma l’uomo”. Così recita un famoso proverbio tunisino, che non poteva non tornarmi in mente nell’indirizzarvi questo messaggio.

In tempi difficili come il nostro, pervaso da paure globali e sfide inedite, spesso prevale un senso di impotenza. I grandi temi di attualità sembrano troppo complessi per essere affrontati, i problemi troppo intricati per essere risolti alla radice.

Per questo - mi pare - l’inaugurazione di oggi è particolarmente importante. Perché onorando le donne e gli uomini della Giordania che hanno saputo essere all’altezza delle loro responsabilità, non solo diamo valore al loro impegno, ma suoniamo una campana che deve risvegliare le coscienze, in Giordania e oltre; possiamo così ancora contribuire al Bene.

Merita tutto il nostro apprezzamento allora l’azione dell’Associazione Gariwo e del suo Presidente Gabriele Nissim, che con il suo instancabile spirito di iniziativa ha portato anche in Giordania un Giardino dei Giusti.

Solamente un anno fa, avevo l’onore di inaugurare a Tunisi il primo Giardino dei Giusti in un Paese arabo; sono particolarmente lieto di sapere che quest’iniziativa così meritoria stia ora mettendo radici in Medioriente.

Un’area percorsa da profonde spaccature e conflitti, ma che, al tempo stesso, ha offerto personalità che si sono distinte per un forte senso di giustizia e di attaccamento al Bene. Persone normali, che diventano straordinarie nel loro impegno e coraggio a fronte di brutali manifestazioni di violenza e crudeltà.

Alganesh Fessaha, attivista italo-eritrea per i diritti umani, Faraaz Hussein, che durante gli attacchi di Dacca ha deciso di rimanere accanto alle sue amiche ed è stato poi ucciso dai terroristi, Mohamed Bouazizi, che nel 2010 fu il simbolo dell’inizio delle primavere arabe,  Khaled al-Asaad, l’archeologo di Palmira ucciso dall’ISIS, Khaled Abdul Wahab, cittadino tunisino che nascose una famiglia ebrea durante l’occupazione nazista, e Hamadi ben Habdesslem, la guida del Bardo che ha salvato numerosi turisti italiani, non sono volti anonimi, ma sono vite che si sono spese per gli altri, per regalare una speranza alla Tunisia, alla Giordania e al mondo, vite che meritano di essere celebrate nel Giardino dei Giusti. Esse animano il Giardino dei Giusti di Tunisi.

Da oggi un altro filo lega la Tunisia e la Giordania. Questi due Paesi, all’avanguardia nel mondo arabo sotto molti aspetti, hanno saputo cogliere l’importanza del messaggio lanciato dal Giardino. L’auspicio per il futuro è che il resto del Medioriente e del Maghreb sappiano seguirli. Onorare e riconoscere chi si è adoperato per il bene, al di là delle appartenenze nazionali o etniche, è un gesto importante per l’edificazione della pace.

31 ottobre 2017

Giardino del Bene in Giordania

cerimonia di inaugurazione

Giardino del Bene in Giordania

un nuovo luogo della memoria

Il Giardino del Bene in Giordania - inaugurato il 30 ottobre 2017 presso lo Sharhbil Bin Hasseneh EcoPark - nasce dalla collaborazione tra Gariwo, l'Ambasciata italiana ad Amman ed EcoPeace Middle East - l’organizzazione che unisce ambientalisti giordani, israeliani e palestinesi per la salvaguardia dell’ambiente, la tutela delle risorse e la cooperazione pacifica verso uno sviluppo sostenibile.

leggi tutto

La storia

​Anis Mansour Muasher

impegnato nella tutela e salvaguardia dell’ambiente.