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Assegnato a Milano l'Ambrogino d'Oro

le motivazioni del premio

L'ingresso del Giardino (Foto di Gariwo)

L'ingresso del Giardino (Foto di Gariwo)

Moshe Bejski
Sopravvissuto alla Shoah grazie a Oskar Schindler, ha saputo trasformare il suo destino personale in un esempio universale di memoria e gratitudine verso gli uomini buoni. Il suo Giardino dei Giusti a Gerusalemme - riproposto anche in altre parti del mondo, come a Erevan e Sarajevo - è il simbolo della forza del Bene, capace di illuminare anche la pagina più buia della nostra Storia.

Pietro Kuciukian
Ha consegnato alla memoria collettiva i Giusti per gli Armeni, rendendoli immortali: l'umanità e il coraggio di quanti offrirono aiuto ai perseguitati, o affidarono alla Storia una preziosa testimonianza dei tragici eventi del 1915-23, salvando così dall'oblio il primo genocidio del XX secolo.

Svetlana Broz
Nel libro Buoni al tempo del male: attori e testimoni ha riaffermato la bontà come principio supremo nelle terre della Bosnia-Erzegovina lacerate dalla guerra e dall'ideologia della pulizia etnica con la consapevolezza che "se tutte le persone fossero malvagie, anche il sole smetterebbe di brillare".

24 gennaio 2003

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Il Giardino dei Giusti di Milano

contro tutti i genocidi

Il 24 gennaio 2003, a Milano, in un'area del parco Monte Stella, è stato inaugurato il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, gestito da un'associazione appositamente costituita dal Comune di Milano insieme all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e al Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo.
Nel corso degli anni sono state onorate figure esemplari di resistenza morale in Rwanda, in America Latina, in Bosnia, nell'Europa oppressa dal nazismo e dal comunismo, in Tunisia, in Russia, in Iran.

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La storia

Marek Edelman

Vicecomandante dell'insurrezione nel ghetto di Varsavia e militante di Solidarnosc