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Il nuovo Giardino dei Giusti

Relazione di progetto di Giacomo Crepax

Riportiamo di seguito la relazione di progetto del Giardino dei Giusti di Milano redatta dall'architetto Giacomo Crepax, dello Studio Valabrega.

Il Progetto del Giardino dei Giusti nasce da tre punti fermi; sottolineare con un percorso architettonico il significato della parola “dialogo”, che da conoscitivo diviene via via più intimo per poi ritornare ad ampio respiro; restituire in chiave moderna quelli che sono gli aspetti che caratterizzano il classico “giardino all’italiana”, in cui l’impianto regolare governato dalla geometria rappresenta il punto forte del progetto; mantenere il più possibile inalterato il disegno originario dell’arch. Bottoni, utilizzando materiali che siano già presenti o che si leghino in maniera armonica con le essenze arboree. Naturalmente vista la collocazione dell’intervento, interna a un parco pubblico, il progetto ha dovuto tener conto di tutte le normative previste dal Comune di Milano e dai confronti, in vero difficili, con i residenti del QT8.

I portali di ingresso, i percorsi regolari che partono da un asse longitudinale, le quinte che permettono di creare filtri che ritmano il paesaggio senza interromperlo, le colonne o elementi verticali che conducono il visitatore a scoprire nuovi luoghi all’interno del giardino sono tutti punti che troviamo sin dalle origini dei giardini rinascimentali. Chiaramente, vista l’epoca recente del giardino, realizzato nell’immediato dopoguerra sulle macerie della seconda guerra mondiale, non potevano essere usati elementi che si rifacessero troppo all’origine del giardino ma era comunque necessario partire da un concetto di progetto tipicamente italiano.

In questo momento si attraversa il “Giardino dei Giusti” senza quasi rendersene conto, visto che rappresenta una minuscola parte rispetto all’intero Parco del Monte Stella e la creazione di due Portali di ingresso e di uscita servirà proprio a definire con precisione lo spazio del progetto. Saranno una serie di colonne in pietra, costituite dalla sovrapposizione di masselli uguali a quelli usati dall’arch. Bottoni per delimitare le aree verdi, che segneranno la via dei Giusti, ovvero l’asse longitudinale del percorso.

Il Progetto prevede inoltre la realizzazione, al suo interno, di due serie di quinte, perpendicolari all’attuale via dei Giusti, dove poter installare negli anni a venire i nomi dei futuri “Giusti”. Questi setti, poco più alti di un uomo, saranno eretti utilizzando le stesse pietre che l’arch. Bottoni ha usato per contenere i vari terrazzamenti che compongono il Parco stesso e come le siepi sempre verdi che caratterizzavano i giardini storici italiani creeranno delle sottili barriere che ritaglieranno squarci di giardino facendo solo intuire quello che seguirà appena saranno superati.

Il Progetto, che usa come filo conduttore il concetto di evoluzione del dialogo che via via assume aspetti più o meno intimi a seconda di dove ci si trova, intende definire 3 spazi ben delineati, mantenendo quindi l’idea di impianto regolare e geometrico a cui prima accennavamo.
Il Giardino del Dialogo, il Giardino delle Sculture e il Giardino della Meditazione. Il Giardino del Dialogo, una sorta di piccola piazza delimitata da un muretto continuo rivestito in ferro Cor-ten non è altro che la prima fase di conoscenza e di approccio tra le varie persone/visitatori che stanno intraprendendo un cammino insieme. Il raggiungimento di questa prima tappa del percorso è stato pensato attraverso un sentiero rettilineo che dalla via dei Giusti si dirige verso l’interno del parco, protetto su un fianco da una piccola barriera in Cor-ten alta appena 50 cm. Il Giardino delle Sculture, adiacente a questo, costituirà una sorta di esposizione temporanea a cielo aperto: vi saranno infatti collocate, a rotazione, diverse opere di scultori, volutamente posizionate “libere” nell’area verde a loro destinata. Il Giardino della Meditazione, seconda tappa di questo ideale percorso didattico “del Dialogo”, è stato pensato come una stanza all’aperto. Volutamente reso più intimo perché circondato da due pareti in Cor-ten e da una in pietra (prolungamento della seconda serie di setti perpendicolari alla via dei Giusti), questo ambiente si affaccia su una parte del giardino che si colloca più in basso, caratteristica data dai terrazzamenti creati dall’arch. Bottoni. A proteggere il visitatore dal declivio del terreno verrà realizzata una balaustra/scultura in ferro, opera dello scultore Paolo Guidotti, il cui disegno particolare, caratterizzato dalla presenza di colombe e mani, richiama i movimenti della natura. La pavimentazione verrà realizzata in pietra inerbita e rappresenta la continuazione dei sentieri preesistenti. Al centro di questa “camera” ci sarà un albero circondato da 6 sedute in cemento, che volutamente limitano la presenza a pochi visitatori affinché si mantenga il giusto grado di riservatezza. Anche in questo caso vi è un richiamo agli architetti paesaggisti della storia passata che spesso creavano sequenze di spazi con caratteristiche differenti a seconda dell’effetto teatrale che volevano ottenere, dall’anfiteatro al giardino segreto o alla grotta. L’effetto chiaro-scuro, luce-ombra viene così sottolineato dai volumi delle composizioni e dal gioco delle visuali. Il giardino in questo caso viene visto come luogo di contemplazione e cultura.

Il percorso che unisce il Giardino del Dialogo a quello della Meditazione è un percorso scandito ritmicamente da una serie di totem o alberi artificiali, su cui troveranno spazio frasi o citazioni che si legano al pensiero, motore del “Giardino dei Giusti” stesso. Questi, come le colonne dei giardini storici, mantengono il compito di ornamento e guida per il visitatore alla scoperta dei luoghi che lo caratterizzano.

Superato il Giardino della Meditazione e di conseguenza la seconda serie di quinte, ci si dirige verso l’auditorio all’aperto, ultima tappa del percorso del “dialogo”, circondato dagli alberi, che per sua naturale forma permette di organizzare manifestazioni che coinvolgano diversi visitatori. In questo modo studenti e scolaresche, che molto spesso frequentano questo Giardino, potranno essere accompagnati dai loro docenti che illustrano le origini e i significati che hanno fatto nascere questo importante luogo. Lo stesso auditorio con la sua forma ad anfiteatro, lo ritroviamo spesso nei progetti dei giardini dei primi decenni del Novecento o delle ville della metà del secolo scorso come possiamo vedere nelle opere del famoso architetto del paesaggio Pietro Porcinai.

L’aspetto che rende ancora più interessante questo percorso “privato” (ma pubblico per sua naturale collocazione), è la possibilità di essere vissuto in qualunque momento del giorno. Infatti è stata fatta particolare attenzione alla scelta dell’illuminazione artificiale, in modo che si possa rendere questo luogo, oltre che “sicuro”, anche godibile in mancanza della luce naturale.

Le piante ad alto fusto presenti nell’area verranno interamente conservate senza che il nuovo progetto possa recare danno al loro equilibrio. L’immagine generale cercherà infatti di conservare l’aspetto naturale che ad oggi caratterizza l’attuale Giardino dei Giusti e di conseguenza anche il progetto dell’arch. Bottoni. 

Giacomo Crepax, architetto, Studio Valabrega

1 dicembre 2015

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