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Il simbolo della Francia aperta al mondo

l'intervento di Olivier Brochet

Olivier Brochet al Giardino dei Giusti di Milano

Olivier Brochet al Giardino dei Giusti di Milano

Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato dal console generale di Francia a Milano Olivier Brochet alla cerimonia speciale di dedica di un albero a Khaled al-Asaad al Giardino dei Giusti.

Caro Gabriele Nissim, carissimi amici italiani,

Vi ringrazio di avermi dato la possibilità di dire qualche parole in occasione di questa cerimonia.

Ricevendo l’invito a partecipare a questo omaggio a Khaled al-Asaad, vi ho naturalmente confermato subito la mia adesione: per onorare la memoria di un uomo che aveva dedicato la sua vita alla ricerca storica e archeologica e alla protezione di un patrimonio dell’umanità straordinario, Palmira; per rendere omaggio a una delle numerose vittime di Daesh, un uomo di cultura, vittima della barbarie fanatica e dell’oscurantismo; per esprimere più generalmente la nostra solidarietà al popolo siriano.

Essendo qui con voi stamattina, non dimentico la ragione primaria della mia presenza. Ma purtroppo, nel frattempo, Parigi è stata una volta ancora vittima di un terribile attacco terroristico. E sappiamo che gli assassini di Khaled al-Asaad sono gli stessi assassini che hanno colpito Charlie Hebdo, il Hyper Kacher, il teatro Bataclan, i ristoranti dell’undicesimo arrondissement, lo Stade de France.

Venerdì sera, almeno 129 persone sono state uccise e più di 350 sono i feriti.

Rappresentavano Parigi nella sua diversità; erano il simbolo della Francia aperta al mondo, essendo originarie di 20 Paesi diversi. Tra loro, piangiamo una giovane italiana, brillantissima studentessa alla Sorbona di Parigi, Valeria Solesin.
Queste vittime innocenti erano la Francia senza distinzione di colore, di origine, di percorso sociale, di religione. Erano la gioventù che ama la vita e che vuole costruire un futuro di pace.

Ho qui una lista parziale dei nomi di queste povere vite spezzate, pubblicata dai giornali francesi. Leggerla è un momento terribile e doloroso; su queste pagine, ci sono più di 100 nomi che rievocano tanti destini rotti dalla barbarie. Alcune coppie uccise insieme o separati per sempre. Sorelle, amici assassinati insieme. Giovani di tutto il mondo che avevano dei sogni, dei progetti di vita, che amavano Parigi e la Francia. Tutto questo è riassunto in qualche linea irrisoria, per descrivere tante persone amate, formidabili, piene di vita e di speranza.

Qui, davanti all’albero dedicato a Khaled al-Asaad, nel mezzo di questo Giardino dei Giusti, m’inclino dolorosamente in memoria di tutte le vittime del terrorismo, a Parigi come a Palmira, ma anche in tutta la Siria, in Iraq, in Afghanistan in Egitto, in Tunisia, in Mali, in Nigeria, in tanti Paesi.

In memoria di tutte le vittime innocenti, vorrei depositare qui l’elenco dei nomi dei caduti negli attacchi di Parigi, simbolo della nostra umanità e resistenza contro l'oscurantismo e la barbarie.

Ma prima questo gesto, vorrei ringraziare voi tutti, cari amici italiani, per il vostro rinnovato e straordinario sostegno. La nostra amicizia, la nostra unità sono beni preziosissimi e siamo fianco a fianco nella difesa dei valori universali della Libertà, dell’Uguaglianza, della Fraternità.

Viviamo momenti terribili ma vorrei concludere citando le parole forti e di speranza del Presidente della Repubblica François Hollande davanti al Congresso riunito lunedì scorso a Versailles : «In verità, la nostra democrazia ha superato avversari ben più terribili che questi vigliacchi assassini. La nostra Repubblica non è alla portata di disprezzabili assassini. I terroristi credono che i popoli liberi si lascino impressionare dall'orrore. Si sbagliano e la Repubblica francese ha sormontato ben altre prove. Tutti quelli che hanno voluto sfidarla si sono rivelati sempre perdenti di fronte alla Storia. Sarà indubbiamente cosi ancora una volta.. »

Vive l’amitié franco-italienne, vive la République, vive la France !

Olivier Brochet, console generale di Francia

20 novembre 2015

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