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Per una memoria aperta al futuro e alla speranza

la Giornata della Memoria e il Giardino dei Giusti di Pistoia

Nella nostra cultura ruandese, i nostri antenati dicevano che, anche quando una bestia è perseguitata e entra nella vostra casa, avete il dovere di proteggerla. In questo caso i rifugiati non sono degli animali, ma degli uomini come voi e me. Yolande Mukagasana

Fare memoria dopo Auschwitz dovrebbe essere strettamente connesso alla coscienza di ogni persona, che, volendo ricordare l’orrore dei lager, sia anche disposta a elaborare le cause storiche che hanno portato alla Shoah e da qui continuano a riverberarne la livida luce, senza confini di luogo e di tempo. Perciò il 27 gennaio, Giornata della Memoria, va restituito sia al contesto storico del passato, sia al presente, in cui i sentimenti dell’intolleranza e dell’odio per il diverso si fanno sempre più forti e pervasivi.

La propaganda hitleriana cercò, nel suo folle disegno, di cancellare gli Ebrei dall’Europa, nella quale erano integrati da secoli. Purtroppo non trovò quasi nessuna opposizione nella società tedesca e europea: i semi dell’odio antisemita diffusi per secoli poterono così attecchire facilmente nelle coscienze e favorire la soluzione finale pianificata e realizzata nei lager dalle gerarchie naziste. Gli Ebrei divennero gli scarti, gli Untermenschen (sotto-uomini), gli Arbeit Stucke (pezzi da lavoro), da sfruttare, annientare e cancellare con le camere a gas e con i forni crematori. L’indifferenza e il silenzio di quanti sapevano, dalle autorità politiche a quelle religiose, lasciarono indisturbati i carnefici.

Con una rapida e tumultuosa accelerazione, il passato diventa presente interrogando le coscienze, mentre ogni giorno è sempre più impossibile chiuderci nelle nostre sicurezze, nei nostri piccoli e grandi privilegi. La realtà sembra diventare indecifrabile anche per opera dei media e dei cosiddetti esperti che alimentano fantasmi come le guerre di religione, mentre, come denuncia papa Francesco, ci sono ben più tangibili interessi e gravi responsabilità da parte dei potenti di ogni genere, dai politici, ai produttori di armi, ai gruppi finanziari. La presenza dei profughi – novelli Untermenchen – che si presentano alle soglie della Storia per rivendicare i loro diritti di persone, diventa inquietante per chi rifiuta l’altro.

S’impone invece una vera e propria conversione etica per riconoscere che la sofferenza e il bisogno dell’altro ci appartengono come umani. Perciò come avvenne ieri dinnanzi all’orrore dei lager, rischiamo oggi di abituarci alle stragi quotidiane – Aleppo con le sue macerie umane è sotto gli occhi di tutti - come fossero immagini virtuali dei media e del web, mentre siamo insensibili alla com-passione. Come durante la Seconda guerra mondiale in tanti stentavano a credere che cosa stava accadendo agli Ebrei, anche oggi capita di sentir parlare di finti profughi, eppure abbiamo le testimonianze di migliaia di civili, e tra di loro diversi minori orfani, approdati in Italia e in Europa per cercare scampo a una morte sicura. I Giusti, nei giorni più cupi dei genocidi, stando dalla parte delle vittime e scegliendo con la loro resistenza il Bene, seppero opporsi al Male dominante, che sembrava oscurare e piegare le coscienze. Dal loro esempio che stimola scelte responsabili per l’oggi, ci viene l’alto insegnamento diuna possibile speranza nel futuro, se si intraprende insieme un cammino autenticamente umano basato sulla condivisione e sulla cultura del dialogo.

Con queste finalità, tra le iniziative legate alla Giornata della memoria, ricordiamo :

«Sono il n°A5384 di Auschwitz-Birkenau » Liana Millu: testimonianze di vita nel lager da Care ragazze, cari ragazzi a cura di Mauro Matteuccie Il fumo di Birkenau di Liana Millu – Adattamento drammaturgico di Chiara Cecchi. Letture sceniche a cura del GAD « Città di Pistoia » diretto da Franco Checchi. La rappresentazione avrà luogo: venerdì 27 gennaio alle ore 17 nell’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia ; sabato 4 febbraio alle ore 17,30 nella chiesa di Sta Maria Maggiore di Vicofaro dove sono accolti i rifugiati dall’Africa.

Don Massimo Biancalani e Mauro Matteucci, copromotori del Giardino dei Giusti di Pistoia

27 gennaio 2017

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Il Giardino di Pistoia

Il 16 novembre 2013 è stato istituito il Giardino dei Giusti di Pistoia, nello spazio adiacente alla Chiesa di Santa Maria Maggiore in Vicofaro. I primi Giusti onorati sono 10 e il loro nomi sono stati incisi sulle pietre del giardino.

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