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Ricostruire la fiducia durante i conflitti con l’esempio dei Giusti

un cammino tra le coordinate “Memoria e futuro”

Per il secondo anno di fila, Gariwo ha partecipato allo YouTopic Fest, il festival internazionale sul conflitto organizzato dall’Associazione Rondine Cittadella della Pace, con cui Gariwo ha iniziato a collaborare per le attività legate al Giardino dei Giusti-Artigiani di Pace, nato nel 2023.

Il tema dei tre giorni “disarmanti” era: “Scommettere sulla fiducia. Averla, riceverla, perderla, ritrovarla”, in cui la parola chiave è proprio la fiducia, nella tridimensionalità delle sue sfaccettature. Gariwo ha partecipato attivamente in due momenti, durante l’ultima giornata del festival, sabato 1 giugno, con la cerimonia al Giardino dei Giusti-Artigiani di Pace e l’intervento del presidente di Gariwo al panel conclusivo “Ricostruire la fiducia durante la guerra”.

Quando si affrontano temi complessi come dialogo e conflitto spesso si rischia di incorrere in stereotipi, di farsi trascinare dalla tendenza alla semplificazione e, quindi, allontanarsi dalla complessità; complice un immaginario collettivo contemporaneo che spesso si adagia su una visione semplicistica e binaria, in cui la parola conflitto è quasi esclusivamente pensata come sinonimo di odio e guerra. Tuttavia, questo non accade a Rondine, dove la parola conflitto è invece concepita in modo tridimensionale e quindi viene associata a termini come trasformazione e dialogo. È così che il Festival internazionale del conflitto diventa innanzitutto una festa, in cui gioire per gli incontri nuovi e vecchi, riflettere sulla diversità di prospettive e punti di vista, incontrare l’Altro e riscoprirsi.

Gariwo ha contribuito al dibattito sulla fiducia ragionando sul tema della scelta e del rischio, raccontando le esperienze dei Giardini dei Giusti come spazi educativi che richiamano alla responsabilità di ciascun essere umano di scegliere quale ruolo assumere nel mondo che lo circonda. Ricordare e raccontare le storie di chi ha scelto di salvare vite umane, lottare per i diritti umani o preservare l’ambiente non è solo una celebrazione rituale, ma un richiamo alla possibilità di agire nel presente. Questo richiamo diventa ancora più concreto quando i Giardini nascono nelle scuole e in contesti, come quello di Rondine, in cui si formano "leader di pace": persone che sono mosse dal principio e dal valore della responsabilità e le cui azioni quotidiane sono volte alla costruzione di un futuro migliore.

“L’individuo non è spettatore”, bensì attore del mondo che lo circonda, ricorda Gabriele Nissim in una sua intervista. Questa è la grande similitudine tra il lavoro educativo che Gariwo promuove con i Giardini dei Giusti e quello nel borgo aretino. Entrambe le pratiche sono senza dubbio connotate da una visione ottimista delle cose, in cui la speranza e la fiducia nell’essere umano, e nel futuro, prevalgono sull’indifferenza e sulla rabbia. Seguendo questa logica il conflitto diventa quindi un’occasione di trasformazione e superamento dei contrasti, senza per questo annullarli o ignorarli, bensì mettendoli al centro, seguendo il principio “put the conflict on the table”("mettere il conflitto sul tavolo"), come ha raccontato Anita De Stasio dell’Associazione italiana Amici di Neve Shalom, testimone diretta di come viene gestito il conflitto quotidiano nel villaggio cooperativo Neve Shalom-Wahat al Salam, dove convivono arabi e palestinesi e dove Gariwo ha creato un Giardino dei Giusti.

I Giardini dei Giusti possono essere intesi come dei piccoli laboratori democratici nella misura in cui le storie scelte per popolare il luogo sono frutto di dialogo e confronto. Questo è evidente soprattutto quando la scelta delle storie e dei temi su cui riflettere viene delegata, come nel caso del Giardino dei Giusti-Artigiani di Pace nel borgo di Rondine, proprio agli studenti. Per questo motivo i Giardini sono spazi di libertà, dialogo e memoria attiva: sono espressione delle sensibilità delle persone locali lo rendono vivo, ma sono anche un faro sempre acceso sui conflitti e  le crisi del passato e del presente; sono luoghi dove il messaggio di uguaglianza e lotta all’apartheid del premio Nobel per la Pace Nelson Mandela dialoga con il coraggio del bambino-attivista pakistano Iqbal Masih, che ha lottato contro lo sfruttamento del lavoro minorile, e in cui le parole di democrazia e pace dell’attivista keniota Wangari Muta Maathai accompagnano l’esempio di Luca Attanasio, l’ambasciatore "costruttore di pace”.

Continuare a dialogare e creare progetti con realtà e persone con cui si condivide una mappa di valori e un immaginario comune di futuro è fondamentale per costruire una memoria condivisa, inclusiva e non escludente, che racconti la Storia non solo attraverso le tragedie, ma anche attraverso le persone che hanno scelto di dare più peso alla speranza nel futuro e alla fiducia nell’essere umano, scegliendo di fare la cosa giusta. Pur consapevoli delle proprie peculiarità, Gariwo e Rondine si muovono su una mappa di valori condivisi: l’impegno ad essere e a formare cittadini responsabili e la spinta ad agire nel proprio tempo per non voltarsi dall’altra parte e per intraprendere insieme un cammino tra le coordinate “Memoria e futuro”.

Benedetta Macripò, Gariwo Network

5 giugno 2024

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Gariwo a Rondine per lo YouTopic Fest 2024

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