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Criteri incoerenti per il riconoscimento dei “Giusti”?

di Baruch Tenembaum e Eduardo Eurnekian

Eduardo Eurnekian e Baruch Tenembaum della Fondazione Raoul Wallenberg rispondono all'articolo di Judy Maltz Who is 'Righteous' enough for Yad Vashem? apparso su Haaretz. Riportiamo di seguito il testo:

Negli ultimi anni, noi della International Raoul Wallenberg Foundation abbiamo sottoposto a Yad Vashem un gran numero di dossier molto ben documentati a proposito di casi di salvataggio rimasti ignoti o che finora non erano stati provati a sufficienza. Una percentuale significativa di questi casi è stata coronata da successo: i relativi protagonisti alla fine sono stati riconosciuti Giusti fra le nazioni. Invece altri dossier hanno causato attriti o sono finiti letteralmente in un nulla di fatto, una situazione di stallo che potrebbe essere frutto di un “approccio arbitrario” di Yad Vashem.

La maggior parte dei casi in stallo riguardano diplomatici di alto rango che, secondo noi, hanno fatto più del loro dovere per salvare vite innocenti. In questa categoria Yad Vashem, non chiede ai diplomatici di avere rischiato la vita, bensì di avere agito contro le istruzioni dei loro superiori, quindi rischiando la propria carriera.


Questi criteri, sebbene all’apparenza logici e plausibili,presentano tuttavia alcuni problemi pratici:

1. Non è sempre facile stabilire con chiarezza se un diplomatico abbia rischiato o no la carriera, perché è una questione di percezione. Qualche volta, come nel caso di diversi diplomatici spagnoli che abbiamo presentato, come quelli di Sebastian de Romero Radigales, Bernardo Rolland de Miota e Julio Palencia, è chiaro che non seguirono gli ordini del regime di Franco e li contraddissero anche, ma d’altro canto non furono puniti per la semplice ragione che Franco era abbastanza scaltro da cercare di appropriarsi del merito delle loro azioni coraggiose quando capì che i nazisti erano destinati alla sconfitta.

2. Altri casi sono ancora più sottili, come per esempio quello da noi presentato a Yad Vashem, il caso di Angelo Roncalli (poi noto come Papa Giovanni XXIII) che durante il suo mandato di delegato apostolico a Istanbul, durante la seconda guerra mondiale, lavorò senza sosta per salvare gli ebrei, cosa che lo stesso Yad Vashem non mette in discussione. È difficile affermare che Roncalli abbia agito contro le istruzioni dei suoi superiori (anche se si sa che non ne veniva affatto incoraggiato), ma d’altro canto lo stesso Yad Vashem afferma che Papa Pio XII, il capo supremo di Roncalli, era rimasto in silenzio dinnanzi alle atrocità naziste. Così, perché Yad Vashem è riluttante anche solo a portare questo caso davanti alla Commissione dei Giusti?

3. Ciò che infastidisce maggiormente è l’incoerenza di Yad Vashem. La maggior parte dei diplomatici riconosciuti Giusti fra le nazioni, a parte pochi casi eccezionali, non agì in contrasto con gli ordini dei superiori e non fu punita per le proprie azioni. Perché dunque sono cambiate le regole? A essere onesti, Yad Vashem ha accumulato una grande esperienza e nel passato ha affrontato una grande quantità di problemi nel processo di selezione, così siamo consapevoli che non si tratti di una situazione descrivibile in modo manicheo.
Certamente, il progetto dei “Giusti fra le nazioni” è benedetto perché sottolinea il valore della gratitudine e del riconoscimento del bene, ma d’altra parte è ora che Yad Vashem applichi dei criteri più coerenti. 


Eduardo Eurnekian – Presidente
Baruch Tenembaum – Fondatore

The International Raoul Wallenberg Foundation,
 New York, USA

7 febbraio 2014

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A Yad Vashem

il primo "Giardino dei Giusti"

Il Giardino dei Giusti di Gerusalemme è sorto nel 1962 presso il Mausoleo di Yad Vashem, il luogo della memoria della Shoah, in applicazione del punto 9 della sua legge istitutiva, approvata dal parlamento israeliano nel 1953, che recita:

"Con la presente legge è istituita la fondazione Yad Vashem a Gerusalemme, per commemorare (…) i giusti tra le nazioni, che hanno rischiato la loro vita per aiutare degli ebrei."

Per commemorare i Giusti tra le Nazioni viene scelto di piantare degli alberi di carrubo. Nasce il Viale dei Giusti, che si allargherà nel giardino omonimo.
Nel 1963 viene istituita la Commissione dei Giusti per scegliere le persone a cui assegnare l'onorificenza e dedicare l'albero. Nella sua attività la Commissione ha nominato circa ventimila giusti.

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Giusti tra le Nazioni

La Commissione dei Giusti

per assegnare l'onorificenza a Yad Vashem

Multimedia

Muslim Heroes of the Holocaust

sul libro "Tra i Giusti, Storie perdute dell’Olocausto nei paesi arabi"

La storia

Oddo Stocco, parroco di San Zenone degli Ezzelini (TV)

il parroco del trevigiano che salvò 50 ebrei con l'aiuto di tutto il paese