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Il Giardino dei Giusti a Savona: un incontro di memorie

Libera e Gariwo per una partecipazione trasformativa della cittadinanza

Il 6 marzo scorso, mentre a Milano si svolgeva la cerimonia per i nuovi Giusti presso il Giardino dei Giusti di Milano, nella città di Savona veniva inaugurato un Giardino dei Giusti e celebrata ufficialmente per la prima volta la Giornata dei Giusti nella città. L’evento di inaugurazione è stato, tuttavia, solo il traguardo di un lungo percorso di ricerca e lavoro durato circa un anno e iniziato da LiberaSavona.

Da quando ho avuto il piacere di conoscere Dina Molino, referente del Giardino e promotrice con LiberaSavona del progetto, ho subito capito che ciò che contraddistingue questo Giardino è il profondo coinvolgimento del territorio che ha permesso la nascita di uno spazio che è espressione di diverse sensibilità. Basti ricordare che le realtà coinvolte sono sedici e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado ben quattordici, e che ogni ente coinvolto ha scelto una persona Giusta, tra quelle dell’Enciclopedia di Gariwo, della cui storia farsi portavoce. Si tratta di un esempio concreto ben riuscito di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza dal basso. Alle parole e all’emozione del momento hanno poi seguito i fatti e già distanza già di pochi giorni dall’inaugurazione il Giardino, quel luogo è stato il punto di partenza di uno dei cammini organizzati da uno dei gruppi scout locali.

“Il Giardino dei Giusti è uno spazio per conoscere, raccontare, ascoltare, emozionarsi”, dicono gli organizzatori quando spiegano il significato che ha per loro aver “donato” questo luogo alla propria città. Durante l’arco della Giornata, tra la cerimonia del mattino con le scuole e il convegno del pomeriggio, ho spesso ascoltato parole piene di gratitudine e di soddisfazione per essere riusciti nell’intento di creare attorno alla nascita del Giardino discorsi e pratiche che parlassero di giustizia, libertà e verità.

Perché Libera e Gariwo insieme per questo progetto?” è l’incipit del convegno del pomeriggio ospitato nella Sala Rossa e nella Sala Consiglio del Comune, piene di savonesi pronti ad ascoltare Don Luigi Ciotti. Il presidente di Libera è intervenuto proprio per parlare di giustizia sociale e ambientale e della necessità, oggi, di educare i più giovani attraverso esempi concreti di responsabilità o, come da lui definiti, i fari dell’umanità”, da emulare a partire dalla propria dimensione più intima. Nel suo intervento, Don Luigi Ciotti ha spesso sottolineato che uno dei principali compiti educativi di chi si occupa di cittadinanza debba essere proprio lo sforzo di svuotare il messaggio dei Giusti dalla retorica e trasformarlo in una pratica quotidiana che ha ricadute positive sulla collettività. In questo modo, il male dell’indifferenza e della neutralità metterebbero radici più difficilmente. Le storie dei Giusti ci aiutano a contrastare l’indifferenza rispetto alle grandi tragedie del presente, ma anche l’assuefazione rispetto a quelle del passato la lunga lista di nomi scelti per essere onorati nel Giardino rende evidente l’intenzione di conoscere la Storia attraverso le persone che hanno scelto da quale parte stare. Questo monito è simboleggiato nel Giardino dalla “tromba dei suoni e delle voci”, che vuole esortare all’ascolto, ma che allo stesso tempo è lo strumento per poter far sentire la propria voce e, quindi, essere agenti di cambiamento. “Il Giardino dei Giusti è un posto Giusto”, come lo ha definito Don Ciotti, perché permette di concretizzare il cambiamento e perché ci insegna, attraverso le storie raccontate e le azioni ricordate, che non tutto ciò che è legale è sempre Giusto.

Alla domanda “Perché Libera e Gariwo insieme” , quindi, la risposta risiede nella consapevolezza che “il noi vince”, come ha ricordato il Sindaco Marco Russo e che impegnarsi per un obiettivo comune deve necessariamente superare il rischio di rimanere incastrati in una competizione di memorie perdendo di vista l’orizzonte condiviso: l’impegno per la crescita di persone e cittadini consapevoli e critici.

Benedetta Macripò, Gariwo Network

21 marzo 2024

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