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Raphael Lemkin a Dzidzernagapert

A 125 anni dalla nascita, una commemorazione dedicata al grande giurista

Il 24 giugno 2025, anno in cui si celebra il 110° anniversario del genocidio armeno, si è tenuta una cerimonia a Yerevan, al Memoriale di Dzidzernagapert, in onore del grande giurista, Giusto dell’Umanità, Raphael Lemkin (24 giugno 1900 – 28 agosto 1959), per commemorare la sua data di nascita, 125 anni fa. Un’urna contenente la terra della sua tomba di New York è stata deposta nel Muro della Memoria dei Giusti per gli Armeni, con una lapide commemorativa a suo nome.

Gli armeni hanno così voluto esprimere gratitudine all'uomo che per primo ha condannato lo sterminio di persone colpevoli di appartenere a un’etnia diversa, nel caso degli armeni sudditi cristiani nell’Impero Ottomano, etnia nazionale “altra”, pur identificati nei secoli come sudditi fedeli. Ne furono sterminati più di un milione e mezzo. Non esisteva un termine giuridico capace di identificare un crimine nuovo apparso nella storia, “crimine contro l’umanità, crimine di lesa umanità”. Allo sterminio degli armeni era seguita la Shoah e Lemkin, esule negli Stati Uniti, aveva continuato a pensare che lo sterminio del popolo armeno non sarebbe rimasto senza conseguenze, perché l’enormità del crimine era tale da costituire un precedente sul piano del principio che affermava la superiorità di un popolo sull’altro e la libertà di sopprimere il “nemico interno” senza reazioni consistenti da parte dei popoli civilizzati. E Lemkin giunse così, nel corso della seconda guerra mondiale, a scrivere su Free World che il crimine di sterminare interi popoli non è certo nuovo nella storia: è nuovo solo nel mondo civilizzato che siamo giunti a concepire. E’ cosi nuovo …che non esiste un termine che lo definisca. E’ per questo motivo che mi sono preso la libertà di inventare la parola “genocidio”. Grazie all'impegno di Raphael Lemkin, il 9 dicembre 1948 il termine genocidio entrò nel diritto internazionale e venne approvata dall’ONU la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio.

Edita Gzoyan, direttrice dell'Istituto-Museo del Genocidio Armeno di Yerevan, ha affermato che la lapide commemorativa è un atto di gratitudine a Lemkin per il suo ruolo nel diffondere la consapevolezza della tragedia armena , per avere gettato le basi per la ricerca della giustizia a livello internazionale, per avere lasciato un segno indelebile nella storia armena.

Dal 1996, anno in cui nacque il Muro della Memoria dei Giusti per gli Armeni creato dal Direttore di Dzidzernagapert Laurenti Barseghian e dal sottoscritto, fondatore del “Comitato Internazionale dei Giusti per gli Armeni: la memoria è il futuro”, dopo la prima tumulazione delle ceneri di Armin Theophil Wegner, il Muro ospita urne contenenti la terra tombale di personalità straniere che hanno svolto un ruolo chiave nella salvezza e nell’aiuto ai superstiti armeni, nel riconoscimento del genocidio e negli sforzi di sensibilizzazione internazionale dell’avvenuta tragedia. Tra coloro che sono stati onorati figurano anche Fridtjof Nansen, Papa Benedetto XV, Giacomo Gorrini, Anatole France, James Bryce, Johannes Lepsius, Franz Werfel, Henry Morgenthau, Hedwig Büll, Fayez- el-Ghoseyn, Karen Jeppe, Jakob Künzler, Bodil Biørn, Maria Jacobsen, Alma Johansson e Clara Barton, l’ammiraglio Louis Du Fournet. Ultimo ad essere onorato, Raphael Lemkin.

I Giardini dei Giusti che custodiscono la memoria di Raphael Lemkin sono assai numerosi, in Italia e all’estero. L’umanità è grata al dono che il grande giurista ci ha lasciato.

Pietro Kuciukian, Console onorario d'Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo

24 giugno 2025

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