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Dieci nuovi Giusti nel Giardino Virtuale

consegnate le pergamene

Il Giardino Virtuale “Giusti del Monte Stella”, ospitato sul sito di Gariwo, nasce nel 2017 per accogliere le segnalazioni e le testimonianze sempre più frequenti su figure dimenticate o ancora sconosciute. Lo spazio virtuale riproduce quello del Monte Stella, proprio per sottolineare la complementarietà dei due luoghi.

In occasione della Giornata dei Giusti 2019, il Giardino Virtuale si è allargato con dieci nuove figure.

Durante la cerimonia a Palazzo Marino, alla quale sono intervenuti Lamberto Bertolé, presidente del Consiglio comunale di Milano, Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI, e Pietro Kuciukian, cofondatore di Gariwo e Console onorario d'Armenia, sono state consegnate ai rappresentanti dei Giusti le pergamene con le seguenti motivazioni (nel box approfondimenti le biografie dettagliate con le pergamene consegnate):

Andrea Angeli
Funzionario italiano delle Nazioni Unite ha operato in numerosi teatri di guerra. In particolare, nella Sarajevo assediata durante il conflitto balcanico, si è adoperato sotto i bombardamenti per ritrovare e mettere in salvo Rosaria Bartoletti, ultima italiana rimasta nella città bosniaca. Per questa ed altre azioni meritorie, ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Giandomenico Picco
Funzionario italiano delle Nazioni Unite, protagonista di numerose missioni di pace in svariati scenari di crisi internazionale, ha rischiato più volte la propria vita per mettere in salvo ostaggi innocenti soprattutto nel Medio Oriente. Definito dal Segretario Generale delle Nazioni Unite “soldato disarmato della diplomazia”, è stato insignito di importanti onorificenze internazionali.

Maria Bertolini Fioroni
Maestra elementare di Costabona di Villa Minozzo (RE), diede rifugio nella sua casa sull’Appennino reggiano a un comando di ufficiali inglesi impegnati contro i nazifascisti. Parimenti, nascose numerosi fuggitivi e la famiglia ebrea del professor Lazzaro Padoa, il quale la ricordò in seguito come “acciaio temprato in un bagno di dolcezza”.

Mons. JP Carroll Abbing
Religioso inglese, durante la II Guerra Mondiale ha soccorso feriti e perseguitati dapprima presso l’Ospedale “Principe di Piemonte” e successivamente nei pressi di Roma in zona di guerra occupata dai tedeschi. La sua azione a favore dei poveri proseguì anche dopo il conflitto con la creazione dell’Opera Nazionale per la Città dei ragazzi e dell’Istituto Internazionale per lo studio dei Problemi della Gioventù contemporanea. Per la sua meritoria opera è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare e candidato al Premio Nobel per la Pace nel 1988.

Padre Nino Frisia
Missionario barnabita, ha operato per oltre trent’anni in Centro Africa. In Rwanda, dove rimase fino alla morte nel 2009, conscio del grave rischio personale si prodigò oltremodo per salvare alcune religiose Tutsi dal genocidio. In un cammino di perdono e riconciliazione, convertì la sua casa in un rifugio per chiunque fosse in pericolo dedicando la propria vita agli indifesi.

Adélaïde Hautval
Medico di fede protestante, internata ad Auschwitz nel 1943, con eccezionale coraggio e forza morale si rifiutò di eseguire gli inumani esperimenti proposti dagli aguzzini nazisti sui prigionieri. Trasferita a Birkenau curò gli ebrei internati nei campi sino alla sua liberazione nel 1945. Per il suo eroismo è stata riconosciuta “Giusta tra le Nazioni” nel 1965.

Gerhard Kurzbach
Sottufficiale della Wermacht, durante la II Guerra Mondiale, con il pretesto del bisogno di manodopera per la propria officina meccanica, riuscì a salvare 200 ebrei del ghetto di Bochnia, in Polonia. A seguito di ciò, venne arrestato e di lui non si seppe più nulla. Per il suo sacrificio è stato riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” nel 2012.

Ludwig “Luz” Long
Atleta tedesco che incarnava lo stereotipo della razza ariana, non esitò, malgrado la competizione sportiva, a suggerire la strategia vincente a Jesse Owens durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, abbracciando l’atleta statunitense dopo la sua vittoria. Per tale gesto Hitler inviò Long al fronte in Sicilia dove morì nel 1943. Chiaro esempio di sportività e fratellanza.

Suor Leonella Sgorbati
Religiosa ed infermiera italiana operò in Kenia e in Somalia. Fondò in Somalia la scuola di infermieri nell’ospedale retto da SOS - villaggio dei bambini, in una terra stremata da anni di guerra e fondamentalismo. Donna del dialogo, nonostante le minacce non rinunciò mai alla cura dei più deboli. Fu uccisa a Mogadiscio nel 2006 e proclamata beata nel 2018.

Guido Ucelli e Carla Tosi Ucelli
Imprenditori milanesi, celarono numerosi ebrei organizzandone l’espatrio in Svizzera. Per tali coraggiosi gesti furono imprigionati dalle SS nel carcere di San Vittore dove subirono violentissimi interrogatori e successivamente incarcerati in luoghi differenti. Tornati liberi ripresero le loro attività non rinunciando ad opporsi alla violenza ed all’arbitrio nazista.

15 marzo 2019

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Cerimonia di consegna delle pergamene per i Giusti onorati nel Giardino Virtuale

Palazzo Marino, Milano

Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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Multimedia

I Giusti, esempio contro la demagogia

Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, alla cerimonia del Monte Stella | 6 marzo 2013