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Giusti nello Sport: il convegno a Milano

Palazzo Marino, Sala Alessi - giovedì 6 marzo 2025

Lo sport è molto più di una competizione: è un linguaggio universale, un potente strumento di incontro e crescita, capace di superare confini, culture e differenze. Essere Giusti nello Sport significa riconoscere nell’avversario un compagno di viaggio, anche nella sfida più accesa e fare di ogni gara un’occasione per costruire i ponti e abbattere le barriere.

Alla vigilia delle Olimpiadi Milano-Cortina 26, la Fondazione Gariwo ha scelto di dedicare tutto il 2025 al tema dello sport e all’influenza positiva che lo sport ha sul progresso di acquisizione dei diritti umani e sulla creazione di legami unici tra le persone.

Giovedì 6 marzo 2025, alle ore 15.30, presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, si è tenuto il convegno "Giusti nello Sport", promosso dalla Fondazione Gariwo in collaborazione con il Comune di Milano e le Nazioni Unite e con il patrocinio del CONI. 

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e della Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, che hanno sottolineato l’importanza di promuovere i valori della memoria, della responsabilità e della cittadinanza attiva anche attraverso lo sport.

A seguire, Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, e Simona Cruciani, Coordinatrice dei programmi dell’Ufficio ONU per la prevenzione del genocidio, hanno offerto uno sguardo profondo sul ruolo etico e preventivo dello sport. In particolare, Cruciani ha messo in evidenza come lo sport, quando è veicolo di valori positivi come la tolleranza, l’inclusione e il rispetto, possa essere un potente strumento per contrastare la propaganda dell’odio e prevenire la violenza. Ha sottolineato come i modelli sportivi positivi siano cruciali per costruire società più resilienti e per educare le nuove generazioni alla pace e alla solidarietà. «Lo sport può davvero aiutare le persone a riconoscersi in una comunità e a diventare parte della soluzione, invece che del problema», ha affermato, richiamando l’attenzione sul legame tra sport, diritti umani e prevenzione dei crimini atroci.

Il convegno è proseguito con le toccanti testimonianze di personalità del mondo sportivo che incarnano i valori dei “Giusti”: Zvonimir Boban, ex campione dell’AC Milan e oggi dirigente sportivo; Nadia Nadim, attaccante dell’AC Milan con una storia di resilienza straordinaria; Gianfelice Facchetti, attore, scrittore e regista teatrale, figlio del leggendario Giacinto; Simone Barlaam, pluripremiato campione paralimpico di nuoto; e Silvio Omodeo, ideatore di iniziative sportive solidali sul territorio milanese. Ognuno di loro ha raccontato cosa significhi, nel proprio percorso, essere “Giusti nello sport”, tra coraggio, inclusione, lotta contro le discriminazioni e impegno civile.

A moderare l’incontro, Joshua Evangelista, responsabile della comunicazione di Gariwo, che ha guidato il dialogo con sensibilità e profondità, dando voce a esperienze capaci di ispirare e far riflettere.

Le biografie dei relatori

  • Gabriele Nissim storico, scrittore e presidente della Fondazione Gariwo. Ha fondato Gariwo nel 1999 e nel 2003 ha promosso a Milano la nascita del Giardino dei Giusti di tutto il mondo, che ha ispirato da allora la creazione di trecento Giardini in Italia e all’estero. Dopo l’incontro con Moshe Bejski, il giudice a capo della Commissione dei Giusti di Yad Vashem a Gerusalemme, è stato promotore della campagna che ha portato alla proclamazione della Giornata europea dei Giusti (6 marzo, data della scomparsa dello stesso Moshe Bejski), istituita dal Parlamento Europeo nel 2012 e recepita nel 2017 dal Parlamento italiano come Giornata dei Giusti dell’umanità. Per il suo impegno è stato insignito di numerose onorificenze in Italia, Bulgaria e Francia.

  • Simona Cruciani lavora alla gestione delle informazioni, all'allarme rapido e alla valutazione dei rischi presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione dei genocidi e la responsabilità di proteggere. È entrata a far parte dell'Ufficio nel luglio 2008, dopo aver prestato servizio nelle operazioni sul campo delle Nazioni Unite in Burundi e in Sudan. In Burundi, ha prestato servizio presso le Operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite (ONUB) come funzionario per gli affari elettorali e civili. In Sudan, ha lavorato come responsabile degli affari civili per la Missione delle Nazioni Unite nel Sudan (UNMIS). Negli anni, si è concentrata principalmente sul sostegno alla sicurezza umana, alla democratizzazione e ai diritti umani in situazioni di conflitto e post-conflitto.

  • Simone Barlaam, campione paralimpico di nuoto e talento multiforme: oltre ai suoi successi sportivi, ha sempre coltivato una passione per il disegno, dimostrando che ogni atleta, come ogni persona, può esprimere più di un talento. Nato con una coxa vara e una ipoplasia congenita del femore destro, si è avvicinato al nuoto per caso: «Era l'unico sport che potessi praticare senza mettere a rischio il femore, considerata la mia disabilità». Nel settembre del 2023 ha ricevuto il Para Awards - il maggior riconoscimento conferito dall'IPC - quale Miglior Atleta Maschile negli sport estivi. A Parigi ha fatto centro tre volte, salendo sul gradino più alto del podio, oltre a siglare due record mondiali e uno europeo e a vincere anche un argento.

  • Zvonimir Boban uno dei più grandi talenti del calcio degli anni Novanta, è stato una bandiera per il Milan e per la nazionale croata, che ha capitanato in occasione dello storico terzo posto ai Mondiali francesi del 1998. Una volta appese le scarpe al chiodo, è diventato un riferimento per il calcio internazionale anche in ambito dirigenziale e organizzativo. Già vicesegretario generale della FIFA e Head of Football della Uefa, per lo sviluppo del calcio e l’organizzazione delle competizioni, è commentatore tecnico per importanti testate sportive italiane. Terminata la carriera agonistica ha concluso gli studi universitari all’Università di Zagabria, laureandosi in storia.

  • Nadia Nadim attaccante dell’AC Milan, è nata a Herat, in Afghanistan. Lì ha visto il padre, generale dell’esercito, essere giustiziato per mano dei talebani. All’età di nove anni è fuggita insieme alla madre e a tre sorelle per cercare in Europa una vita migliore. Ha scoperto il calcio quando viveva in un campo profughi in Danimarca e col tempo ha maturato la convinzione di voler fare della sua passione una professione. Parallelamente, ha condiviso la sua storia con altre ragazze per ispirarle a perseguire le proprie ambizioni. Nel 2018 Forbes l'ha collocata al numero 20 della sua Most Powerful Women in International Sports (Classifica delle donne più potenti negli sport internazionali) e nel 2019 è stata nominata dall'UNESCO Champion for Girls’ and Women’s Education (Campionessa per l’educazione delle donne e delle ragazze). Dopo aver studiato medicina per cinque anni, nel 2022 è diventata ufficialmente medico.

  • Gianfelice Facchetti è uno scrittore, attore e regista teatrale italiano. Figlio di Giacinto Facchetti, leggenda dell'Inter, ha sempre mantenuto un forte legame con il mondo del calcio e con il club nerazzurro. Ha collaborato con numerose compagnie teatrali, lavorando come attore e regista, e ha scritto diversi testi che affrontano temi di grande rilevanza sociale e culturale. Tra i suoi progetti più significativi, lo spettacolo "Árpád Weisz - Se il razzismo entra in campo" con cui ha portato in scena la storia del grande allenatore ungherese ebreo morto ad Auschwitz nel 1944, pochi anni dopo aver vinto tre scudetti sulle panchine di Inter e Bologna. Con questo lavoro teatrale, Facchetti ha messo in luce la tragica vicenda di Weisz ricordando il suo contributo al calcio e la sua morte per mano nazista, unendo in questo modo memoria storica e riflessione sociale.

  • Silvio Omodeo, atleta degli anni Settanta, da venticinque anni è speaker di importanti manifestazioni podistiche e promotore di corse di solidarietà sul territorio di Milano, come la Corsa dei Sogni per la Fondazione Theodora, impegnata da trent’anni a portare momenti di gioco, ascolto ed evasione ai bambini ricoverati in ospedale. Da alcuni anni partecipa al progetto Palla al Centro con la Fondazione Francesca Rava, proponendo ai ragazzi IPM Cesare Beccaria attività sportive, volte a trasmettere i valori e le regole dello sport, sviluppare la capacità di allenarsi in gruppo e creare legami in un ambiente che spesso induce all’isolamento.