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"I Giusti della mia patria"

di Dyana Shaloufi Rizek

Dyana Shaloufi Rizek è una dei responsabili di Neve Shalom - Wahat el Salam ("oasi di pace" in ebraico e in arabo), un villaggio israeliano abitato da arabi palestinesi ed ebrei israeliani che il 10 marzo celebrerà la prima Giornata internazionale dei Giusti di tutte le atrocità di massa, con un'iniziativa sostenuta da Gariwo e dal professore israeliano Yair Auron.  In questa giornata, alla presenza dei fondatori di Gariwo Gabriele Nissim e Pietro Kuciukian, saranno piantumati alberi in onore degli armeni che hanno salvato ebrei nella Shoah, dei salvatori nel genocidio ruandese e dei Giusti ebrei israeliani e arabi musulmani. Dyana ha voluto dedicare a loro il brano I Giusti della mia patria, che volentieri pubblichiamo di seguito. 

Molto è stato scritto sul conflitto che ha luogo nella nostra patria, tra gli ebrei sionisti e gli arabi palestinesi.

Come accade anche con altri conflitti, la maggior parte di questi scritti è unilaterale e tende a trovare giuste e umane le rivendicazioni e le azioni di una parte e a fare l’opposto con quelle dell’altra.

Ma indipendentemente da quanto è stato scritto o detto, noi non conosciamo ancora tutta la storia, in parte perché molte informazioni devono ancora essere rivelate e in parte perché i nostri resoconti dei fatti e degli eventi non possono mai essere obiettive.

Il nostro piccolo villaggio, Wahat Salam - Neve Shalom, sta mostrando da molti anni, attraverso la sua esistenza e il suo lavoro, che una relazione molto più umana tra i nostri due popoli è possibile.

In questo spirito abbiamo deciso di fare luce sulla storia delle persone che hanno avuto un approccio differente quando è scoppiata la violenza sia nella nostra regione che in altre.

Parliamo di quelle persone che hanno compiuto la scelta di aiutare e salvare gli altri invece di scegliere la passività o di prendere parte agli atti violenti.

Parliamo di quelle persone che hanno fatto questa scelta nonostante ciò li ponesse a rischio della vita, loro o delle loro famiglie – questi sono i Giusti.

Il movimento sionista si è dato molto da fare per negare il fatto che ci sono palestinesi in questa terra e i palestinesi hanno cominciato a negare il legame degli ebrei con questa stessa porzione di terra. Anche se c’erano altre voci che cercavano di porre termine al conflitto, iniziarono a esserci vittime da entrambe le parti ed entrarono in gioco anche i Giusti - una situazione che dura fino a oggi.

È iniziato un periodo difficile, che dura circa da 100 anni, e numerose storie di coraggiosi salvatori hanno assunto un'importanza sempre maggiore. Ma di solito questo fenomeno non attrae l'attenzione dei media delle due parti.

Quando mi sono affacciata a questa realtà, mi sono apparse storie umanitarie ed eroiche, interessanti e ispiratrici. Ed è solo l’inizio. Di fatto, ci sono alcuni eventi che sono stati documentati, ma molti altri ancora no. Bisognerebbe sostenere maggiormente coloro che si assumerebbero la responsabilità di continuare o perfino di iniziare a documentare le storie.

Qualunque male causato ad altri è un danno che si arreca a se stessi e qualsiasi cosa buona che si fa ha un buon impatto sull’universo e su se stessi. C’è spazio per superare le difficoltà, le paure e la negazione. Lo studio dei Salvatori regalerà, a noi esseri umani di questa terra e a tutti gli altri, una nuova comprensione.

26 febbraio 2015

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Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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