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Il coraggio dei Giusti per una nuova Europa

Intervista a Patrizia Di Luca

Patrizia Di Luca, studiosa e Presidente della Commissione Sanmarinese Unesco, ha raccontato a Gariwo le storie di accoglienza e protezione degli ebrei di cui la Repubblica di San Marino è stata protagonista durante la persecuzione nazista.


San Marino ha promosso diverse attività a favore dei Giusti nel corso degli anni. Vuole parlarcene? Come mai questo interesse per il tema dei Giusti?

Le attività che San Marino ha promosso in questo ambito sono state, e sono, soprattutto attività didattiche e di formazione per i docenti legate al lavoro di Gabriele Nissim e Ulianova Radice. Questo interesse nasce dall’importanza del tema ma anche dalla storia di San Marino, che ha è caratterizzata da esempi di generosità verso chi cercava protezione. Penso all’ospitalità offerta a Garibaldi e ai suoi soldati in tempi più lontani, ma soprattutto penso ai tempi più recenti della Seconda Guerra Mondiale, quando San Marino, negli anni ’43-‘44 in particolare, ha accolto 100.000 persone in fuga dalle città e dai paesi circostanti a causa del passaggio della “linea gotica”.

È corretto dire che gli ebrei si rifugiavano a San Marino durante la persecuzione nazista? Furono accolti dai sanmarinesi e riuscirono a salvarsi?

Attraverso ricerche storiche abbiamo ricostruito e documentato l’accoglienza che gli ebrei hanno trovato  all’interno della Repubblica di San Marino. A partire dal 1938, quando in Italia vengono proibiti i matrimoni con cittadini italiani di religione ebraica, i cosiddetti “matrimoni misti”, molti vengono a celebrare il proprio matrimonio a San Marino, nonostante vi fosse un governo fascista. Le autorità e la popolazione sanmarinesi offrirono costantemente protezione agli ebrei durante la seconda guerra mondiale, e questa accoglienza fu garantita resistendo alle pressioni del governo italiano fascista, e poi della Repubblica di Salò, che chiedevano le liste degli ebrei residenti sul territorio sanmarinese, ma queste liste non furono mai consegnate e molti cittadini italiani ebrei hanno testimoniato l’aiuto ricevuto.

La Repubblica di San Marino è favorevole all’istituzione della Giornata europea dei Giusti?

Il Governo sammarinese ha sempre patrocinato le iniziative organizzate per promuovere la riflessione su questo tema e sicuramente la Repubblica di San Marino sostiene tutte le iniziative che mirano a fare Memoria del Bene. Tra i firmatari dell’Appello di Gariwo ci sono state anche persone sanmarinesi.

Si celebrerà questa giornata sul Monte Titano?

Sì, certamente, stiamo organizzando un evento insieme alla Segreteria alla Cultura. Stiamo definendo un momento per celebrare la Giornata e soprattutto le azioni che questa Giornata ricorda e sottolinea. Stiamo pensando ad un’iniziativa che possa far riflettere su ciò che è accaduto in Ruanda.

C’è qualche personalità che lei ricorderebbe in questo giorno?

Se penso al periodo delle persecuzioni nazi-fasciste, vorrei fosse ricordato il contributo di Angelo Donati alle azioni di salvataggio degli ebrei. Angelo Donati era un uomo d’affari italiano di religione ebraica che viveva in Francia e che mise al servizio dei suoi correligionari le proprie conoscenze, la propria intraprendenza e le proprie risorse economiche. Ha ricoperto ruoli diplomatici anche per la Repubblica di San Marino e studiando questo legame sono venuta a conoscenza delle sue azioni, che nel 2004 hanno portato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a conferire alla memoria di Angelo Donati la Medaglia d’oro al merito civile.
Mi vengono poi in mente due figure che dimostrano la possibilità di scegliere il Bene anche nel mondo contemporaneo. Sono due sacerdoti. Uno è don Oreste Benzi,  per la sua vicinanza a tutti gli emarginati   ma soprattutto per la sua vicinanza alle prostitute, in particolare quelle incontrate per strada, ridotte in  schiavitù nelle nostre civili città. Don Benzi è stato il fondatore della comunità Giovanni XXIII di Rimini, quindi per una vicinanza territoriale ho potuto vederlo frequentemente all’opera . L’altro sacerdote che non posso non nominare è  don Luigi Ciotti,  un esempio veramente grande che ha coinvolto i giovani nell’affermare la legalità ed ha proprio suscitato e promosso  azioni in cui i giovani sono diventati protagonisti di legalità. Penso alla nascita di “Libera”, con la capacità di vedere nella confisca dei beni alla mafia una  nuova opportunità economica e sociale: la possibilità per gli abitanti di riacquisire il proprio territorio e trasformare con un’azione positiva quelli che erano  i proventi dei crimini delle organizzazioni mafiose. Questa è proprio la proposta e la testimonianza di un impegno diretto, un’opposizione a una mentalità e a  metodi violenti, di sopraffazione.

Secondo lei che significato hanno i Giusti per l’identità sanmarinese, italiana ed europea?

Credo veramente che ricordare le azioni generose compiute dai cittadini europei, e dunque anche sammarinesi e  italiani, sia importantissimo perché l’Europa ha una gravissima responsabilità storica per quanto accaduto nella Seconda guerra mondiale – e non solo -; tuttavia la sua identità non può fondarsi solo sulla memoria del male commesso e delle colpe, ma possiamo pensare che i valori fondamentali dell’identità europea stiano negli atti di coraggio, di generosità e di altruismo che quotidianamente sono stati e sono anche oggi compiuti e che devono costituire esempi di giustizia per ciascuno di noi.



Bibliografia: Patrizia Di Luca, Ebrei a San Marino, in Sfollati d’Italia durante la Seconda guerra mondiale, Società editrice “Il Ponte Vecchio”, 2012

su Angelo Donati è pubblicato un intervento di Patrizia Di Luca negli Atti del  Convegno organizzato dal Consolato italiano di Nizza e da Yad Vashem Nizza 28 marzo 2011 La mémoire des Justes

13 febbraio 2013

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Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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Il concerto per i Giusti a Varsavia

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