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"La vita umana è il bene più prezioso"

la Giornata europea dei Giusti a Milano

Il sindaco Giuliano Pisapia apre la cerimonia al Monte Stella

Il sindaco Giuliano Pisapia apre la cerimonia al Monte Stella

"Le donne e gli uomini che onoriamo nel ‘Giardino dei Giusti’, un luogo di memoria e di partecipazione, erano innamorate della democrazia, della giustizia. Persone che hanno attraversato le strade del mondo come tutti noi, hanno amato, sofferto, vissuto come ciascuno di noi e a un certo punto della loro vita si sono trovati faccia a faccia con una scelta decisiva: pro o contro la libertà, pro o contro la dignità e la testimonianza civile. E hanno fatto la scelta più coraggiosa, la scelta di stare dalla parte giusta, a qualunque costo". Con queste parole il sindaco di Milano Giuliano Pisapia apre l'annuale cerimonia di dedica degli alberi al Giardino del Monte Stella di Milano. A rendere omaggio ai sei nuovi Giusti, oltre novecento studenti e numerosi cittadini.

“Il tema centrale di questa Giornata europea dei Giusti - ha ricordato Gabriele Nissim aprendo la cerimonia - è la resistenza nel mondo arabo a qualsiasi forma di fondamentalismo e fanatismo. Ci sono persone che lottano per la dignità, e noi dobbiamo guardare e scoprire queste figure che non si piegano alla violenza.”

Lo sguardo al presente non dimentica tuttavia quanto accaduto in passato. Così Pietro Kuciukian, Console onorario d’Armenia e cofondatore di Gariwo, ricorda la figura di Mehmet Gelal Bey, vali di Aleppo che si oppose alla deportazione e allo sterminio degli armeni durante il genocidio di cui quest’anno ricorre il centenario.

Quelle stesse terre in cui Gelal Bey operò nel 1915 sono oggi teatro di nuove terribili violenze, iniziate in seguito allo scoppio delle primavere arabe e ora perpetrate dai fanatici dell’Isis. Dal palco viene quindi letto il messaggio inviato dalla madre di Ghayath Mattar, il giovane siriano che offriva rose e acqua ai soldati, arrestato e ucciso nel 2011. “Ogni madre del mondo intero ha un unico cuore, piange le stesse lacrime e trema nello stesso modo… Preoccupandosi per i figli ma anche riponendo fede e speranza in loro. Ogni madre ha lo stesso sorriso quando vede arrivare i figli, lo stesso orgoglio se essi sacrificano le loro vite per una nobile causa in cui credono. Stiamo con le madri dei martiri e dei prigionieri per attuare la loro volontà”.

Questa lettera è stata consegnata a Gariwo da Rana Zaitouneh, presente alla cerimonia e sorella di Razan, avvocatessa siriana attivista per i diritti umani, rapita nel 2013. Le parole di Rana emozionano i ragazzi e gli ospiti: “Razan è scomparsa ormai da un anno, e tuttavia la sua figura continua a essere un incitamento a resistere agli oppressori e a proseguire nella ricerca della libertà. Razan era diventata un’avvocatessa per difendere gli ideali che le erano più cari – giustizia, pace e verità. Ciò a cui ha aderito è la libertà – libertà dall’oppressione e libertà dalla paura. E ora la libertà le è stata tolta. La sua voce è stata ridotta al silenzio. 
Razan ha difeso il valore di ogni vita. Ha combattuto con determinazione perché nessuna fosse dimenticata. Sono determinata a fare sì che non sia dimenticata lei. Con la mia famiglia, i suoi compagni attivisti siriani e Gariwo, chiedo e continuerò a chiedere il rilascio immediato di Razan e che torni a casa sana e salva”.

Segue poi la toccante testimonianza di Alganesh Fessaha, che ringrazia Milano, “questa città che mi ha adottata”, per averle dedicato un albero al Giardino dei Giusti. “Ma su quell’albero - sostiene Alganesh - da oggi sono incisi decine di migliaia di nomi. Sono i nomi delle persone annegate che giacciono sul fondo del Mediterraneo, i nomi delle migliaia di vittime che giacciono insepolte nei deserti del Sahara e del Sinai, morte di stenti durante viaggi massacranti prima ancora di poter raggiungere il Mediterraneo”. E proprio a chi fugge dalla Siria, dall’Africa, dal Medio Oriente e dai territori tormentati sono dedicate le parole del Maresciallo Roberto Mangione, in rappresentanza degli uomini e delle donne della Guardia Costiera, che rischiano la vita per soccorrere i migranti in mare. Mangione racconta che la sua imbarcazione ha salvato più di 9mila persone in un anno, e si dice orgoglioso di essere italiano, ricordando l’impegno del nostro Paese nel soccorso a chi fugge da fame e violenze. “Bisogna mettercela tutta, perché la vita umana è il bene più prezioso da salvaguardare”.

La Giornata europea dei Giusti è stata anche l’occasione per rendere omaggio a Rocco Chinnici, promotore di quelli che in futuro sarebbero stati chiamati “pool antimafia”, ucciso dalle cosche con un’autobomba il 29 luglio 1983. Lo ricordano dal palco i figli Caterina e Giovanni, oggi rispettivamente Parlamentare Europea e avvocato a Palermo, ricordando l’impegno del padre nella sensibilizzazione dei giovani contro la mafia, e descrivendo questo nuovo albero piantato in onore del magistrato come “un segno di speranza, specialmente se contrapposto all’alberello che avevamo di fronte a casa nostra a Palermo, saltato in aria durante l’attentato che uccise nostro padre”. 

Milano quindi si riconferma capitale morale del ricordo dei Giusti, anche con il tributo della città al 6 marzo, attraverso la dedica del balletto del Teatro alla Scala Cello Suites alla Giornata europea dei Giusti.

9 marzo 2015

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Cerimonia al Giardino dei Giusti di Milano 2015

in onore di Mehemet Gelal Bey, Alganesh Fessaha, Razan Zaitouneh, Ghayath Mattar, Rocco Chinnici e la Guardia Costiera

Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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