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Le parole di Marek Halter

sui Giusti musulmani contro il fondamentalismo

Marek Halter

Marek Halter L'internaute

Mentre fervono i preparativi per il 6 marzo, la seconda ricorrenza della Giornata europea dei Giusti da quando è stata istituita dal Parlamento europeo nel maggio 2012, la Francia ha in parte già provveduto a onorare i “Giusti” dell’attentato a Charlie Hebdo, agli agenti di polizia e al supermercato kosher. 

“In Francia”, spiega Marek Halter, scrittore e attivista contro il razzismo, “queste figure sono state onorate. Bathily Lassana non era francese e lo si è subito insignito della nazionalità francese. Se ne è parlato in televisione… Ma purtroppo a volte per diventare Giusto… bisogna che uno muoia!”.

Halter scherza su queste che sembrano quasi ineluttabili regole della società umana, ricordando anche che sta cercando di informare i media francesi dell’impostazione di quest’anno della Giornata europea dei Giusti, che per il fondatore di Gariwo Gabriele Nissim deve trasmettere un forte messaggio a favore di coloro che combattono il fondamentalismo all’interno dello stesso mondo musulmano. Data la situazione francese molto tesa, non può che trattarsi di un “tam tam, un lavoro personale tra amici, speriamo che funzioni. 

Ma finora non se n’è parlato perché il 27 gennaio ricorreva la commemorazione della liberazione di Auschwitz, il Giorno della Memoria della Shoah. Ci sono ancora molte cose da fare per mettere le persone al corrente di questi Giusti. Per quanto riguarda la richiesta di onorare i Giusti che si oppongono alla violenza nel mondo islamico il 6 marzo, se abbiamo dei nomi concreti di dissidenti o di prigionieri possiamo aiutarli. 

"Io mi ero impegnato personalmente per far conoscere e onorare Andrej Sacharov. Ci vuole un impegno personale.” No quindi alla categorizzazione “Giusti musulmani”, sì al documentare ogni storia con nomi e cognomi, fotografie, date e altro materiale. “Occorre inoltre sempre distinguere tra un Giusto e un dissidente o un oppositore, il concetto di Giusti musulmani non vale al plurale per me”. Halter ha poi concluso ricordando le fatwe degli imam giordani, che dopo il rogo del pilota Moaz al-Kasasbeh hanno invocato quasi una “legge del taglione” contro l’ISIS. “Per fortuna”, ha dichiarato, “in Europa nessuno li seguirà”.

13 febbraio 2015

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Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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Multimedia

Intervista a Caterina Chinnici

per la Giornata europea dei Giusti