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Una rete che unisce l'Italia

il successo della prima Giornata europea dei Giusti

Il 6 marzo a Milano...

La pioggia non ha fermato decine e decine di studenti delle scuole di Milano e dintorni. Sono arrivati al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella in anticipo e si sono dispersi cercando riparo dall'acqua, ma alle 11 in punto erano tutti raccolti attorno al gazebo bianco predisposto per le autorità, sotto un mare di ombrelli colorati.

Studenti delle scuole medie e superiori, ma anche piccoli delle scuole elementari, hanno ascoltato curiosi e attenti gli interventi di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera, Giorgio Mortara, Consigliere UCEI, Pietro Kuciukian, Console onorario d'Armenia e dei familiari di Nansen, Peshev, Havel e Kassir.

"Milano è capitale morale d'Europa insieme ad altre città del mondo, perché non vuole dimenticare il passato e vuole ricordare chi si è speso a costo di perdere la vita per il bene degli altri - ha dichiarato Giuliano Pisapia - Oggi la Giornata dei Giusti è diventata europea, ed è una sfida ai populismi e a chi non ritiene che le regole democratiche siano le basi per lo sviluppo culturale e sociale di ogni paese".

"Questa giornata è stata voluta da Gariwo, da Milano e le sue istituzioni, dalll'Italia e dall'Europa - sottolinea Antonio Ferrari - Ecco perché i quattro nuovi alberi sono dedicati a uomini delle istituzioni: per onorare la prima Giornata europea dei Giusti, non si poteva scegliere meglio".

Sono molteplici le funzioni e i significati attribuibili a questa Giornata e riguardano tutti noi. Ce lo ricorda Pietro Kuciukian, secondo cui "Il Giusto non è descrivibile, ma è l'atto Giusto che può essere valorizzato in questa occasione. E l'atto Giusto può appartenere a chiunque di noi, perchè nessuno di noi sa come si comporterà di fronte a un'ingiustizia".

Dopo il saluto delle autorità, è il ricordo commosso di Giselle El Kazzi, vedova di Samir Kassir, di Alexander Balabanov, nipote di Dimitar Peshev, di Ivan Havel, fratello di Vaclav, e dell'Ambasciatore di Norvegia Bjørn Grydeland per Fridtjof Nansen a risuonare dal gazebo e a emozionare il pubblico del Giardino dei Giusti. La cerimonia si chiude con le interviste e le foto degli studenti ai familiari dei Giusti, e il mare di ombrelli colorati lascia il Monte Stella.

La serata si apre con il saluto di Gabriele Nissim che, terminato il collegamento in diretta a Otto e mezzo su La7, ha dato il via al concerto organizzato nella suggestiva cornice della Sala delle Cariatidi. Circa 300 ospiti hanno assistito a un esperimento di fusione di musica classica e jazz - con letture dell'attrice Paola Bigatto -  con i due pianisti che un anno fa al Palazzo Reale di Varsavia avevano già suonato per chiedere all'Europa l'istituzione della Giornata, che sarebbe stata approvata poche settimane dopo: Janusz Olejniczak e Gaetano Liguori.

...e nel resto d'Italia

Mentre al Monte Stella si scoprivano i quattro nuovi cippi, il Direttore scientifico di Filosofi lungo l'Oglio, Francesca Nodari, inaugurava il Giardino dei Giusti di Brescia, con gli alberi per Etty Hillesum, Jan Patocka, Raphael Lemkin e i Giusti bresciani. "È importante rimarcare la peculiarità che caratterizza questo Giardino: - ha spiegato Francesca Nodari - non solo onorare chi si è opposto a ogni forma di totalitarismo, di genocidio e di persecuzione a rischio della propria vita, ma anche ricordare le figure che hanno contribuito con le loro idee e con le loro opere a contrastare tutti coloro che hanno leso la dignità umana".

Contemporaneamente a Palermo il sindaco Leoluca Orlando, con l'Assessore Agata Bazzi, posava al Giardino dei Giusti di via Alloro la piastrella commemorativa creata dall'Architetto Pantuso e dedicata ai Giusti del mondo. "Questa piastrella - come ha sottolineato Orlando - è un modo per non dimenticare il sacrificio del popolo ebraico, ma anche quello di tanti altri popoli oppressi, come curdi e tamil, che nel mondo subiscono violenza".

In serata, a Solaro, l'Associazione Senza confini ha portato in scena lo spettacolo teatrale Il Memorioso, tratto dai libri di Gabriele Nissim, drammaturgia di Paola Bigatto, con l'attore Massimiliano Speziani. "Lo spettacolo ha catturato e emozionato il pubblico - ha raccontato Roberta Miotto, direttrice di Senza confini - così come la testimonianza di Franco Perlasca, figlio di Giorgio. È stata una bella sorpresa vedere tanti ragazzi della scuola locale presenti allo spettacolo: il messaggio dei Giusti è fondamentale per le nuove generazioni".

A Tolentino infine, l'amministrazione comunale ha posto all'ingresso del giardino della Biblioteca Filelfica un cippo commemorativo per Tullio Colsalvatico, poeta e scrittore locale, riconosciuto Giusto fra le Nazioni nel 2009. Sante Maletta, docente dell'Università della Calabria, ha ricordato che la Giornata europea non si ferma a mantenere viva la memoria del passato, ma deve servire da richiamo alla coscienza individuale di ognuno di noi. "La persona giusta non manca all'appuntamento con se stesso", diceva Hannah Arendt.

Queste sono solo alcune delle numerosissime iniziative che si sono svolte in occasione del 6 marzo, ma sappiamo che la prima Giornata europea dei Giusti è stata celebrata anche a Viterbo, Savona, Modena, Cesena, Tavazzano, Busto Arsizio, Mantova, Forlì, Cotignola, Formigine, Benevento, Thiene, Roma, Padova, Monza, Carnate. Ne abbiamo letto sui giornali e ne abbiamo ricevuto segnalazione da amici e sostenitori, ma anche da lettori e persone che per la prima volta si sono avvicinate a questi temi.

Internet e i social network inoltre hanno consentito a molti di partecipare idealmente alla cerimonia, commentando in diretta le celebrazioni. Si è così creata una rete di condivisione che ha dato un significato concreto a questa giornata. Ed è proprio in questa straordinaria partecipazione che consiste il successo della prima Giornata europea dei Giusti.


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11 marzo 2013

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