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"Uniti agli armeni dalla prima guerra mondiale"

intervista a Raymond Kévorkian

di Carolina Figini, 5 febbraio 2013

L'esperto di storia dei Giusti ottomani e Direttore della Bibliothèque Nubar di Parigi ha raccontato a Gariwo la sua idea dell'accoglienza che la Giornata europea dei Giusti potrebbe ricevere in Francia, dei Giusti che potrebbero essere onorati e del dovere dell'Europa di ricordare il genocidio armeno, anche se a qualcuno potrebbe sembrare lontano. 

Chi sono i Giusti per gli armeni? 


I Giusti per gli armeni sono turchi, curdi, missionari americani, moltissime categorie di individui. 


Potrebbe essere importante ricordare queste figure nella Giornata europea dei Giusti? 


Sì, mi sembra proprio di sì. Qualcuno potrebbe intervenire per portare questa Giornata in Francia, potrebbe essere Nicolas Tavitian. 


E che cosa pensa delle scuole, dei giornalisti in Francia?Che accoglienza può trovare la Giornata europea dei Giusti in Francia? 


Io non sono un organizzatore, svolgo dei lavori scientifici. Per il momento è la prima volta che se ne parla in Francia. Penso che dovrebbe trovare uno spazio. Tutto sta alla maniera di presentare la Giornata.


Si potrebbero anche ricordare i funzionari turchi che salvarono gli armeni in questa giornata? 


Sì, certo. Furono funzionari, ma anche militari. Me ne occupo già da almeno 15 anni, ho anche pubblicato dei saggi in italiano su questo. 


Che effetti ha avuto la legge contro il negazionismo in Francia? È stata efficace? È un buon metodo per battere il negazionismo?


La legge è stata prima approvata dal Parlamento, ma poi annullata dal Consiglio costituzionale. Però ha generato un dibattito sul problema della libertà d’espressione e sulle vie per combattere il negazionismo, ad esempio la via anglosassone rapportata ad altri metodi. È emersa un’indicazione interessante sul modello anglosassone, dove non si vieta niente. 


Dopo la legge sul negazionismo pensa che questo fenomeno sia sconfitto in Francia? 
Che misure dovrebbe prendere l’Europa contro il negazionismo? 


La legge è solo un aspetto delle misure per prevenire il negazionismo delle violenze di massa. E ricordo che la Francia ha solo tentato di recepire una direttiva europea del 2007. L’Europa ha quindi già uno strumento contro il negazionismo, che attesta la volontà di lottare contro questo fenomeno. L’unico Stato che però l’ha recepito effettivamente mi pare che sia la Slovacchia. 


Rivolgendosi a un europeo che non sappia nulla della storia armena, come spiegherebbe il dovere dell’Europa di ricordare la tragedia armena? 


Io credo che il momento centrale sia la prima guerra mondiale. È in questo contesto che gli armeni furono sterminati e le popolazioni civili che hanno subito la peggior violenza durante la prima guerra mondiale sono le popolazioni armene. 

5 febbraio 2013

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Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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