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Giusti

Francia: tra radicalismo religioso e libertà di espressione

Il vero problema non è costituito da chi utilizza la libertà di stampa, ma da chi vuole ridurla oggi sperando magari di poterla cancellare domani. La pubblicazione dei disegni satirici su Maometto non è la causa della violenza, ma un pretesto scelto dai violenti per condurre la propria battaglia a base di radicalismo religioso, rivendicazioni identitarie e vittimismo sociale.


Recep Tayyip Gültekin, Mikail Özen, Osama Joda: tre giovani che hanno salvato delle vite a Vienna

C’è un altro Recep Tayyip, che Erdogan in persona vuole tirare dalla sua parte. Ci sono tre ragazzi musulmani straordinari che scardinano, con il loro gesto pieno di coraggio, la spirale cieca dell’odio che Ankara vuole promuovere. E, come loro, tantissimi. Non lasciamoli soli: sarebbe un tragico errore.


Perché Sarajevo non ha mai avuto un Giardino dei Giusti

Pubblichiamo di seguito l'approfondimento della BBC serba, firmato dalla giornalista Tatjana Djordjevic Simic, sulla storia di Gariwo e sull'impegno di Svetlana Broz nel promuovere la filosofia dei Giusti nella ex Jugoslavia, nonostante le ferite ancora aperte del conflitto degli anni '90 e il riemergere dei nazionalismi.


Dal passato al presente: il coraggio dei pensatori del dissenso, argine alle tentazioni autoritarie e all’isolamento nazionalistico

I dissidenti intellettuali sono le formichine che hanno indebolito le radici della grande quercia del Potere delegittimandolo difronte al resto del mondo e dando coraggio e voce alla società civile. Con le loro denunce e proteste hanno accelerato l’implosione dell’impero. Anche se poi le cause del crollo furono di natura più disparata. Nel caso dell’URSS, dove il ruolo dei “dissidenti”, a causa dell’imponente apparato repressivo, è stato più di testimonianza che di militanza attiva, si è assistito a una fine che, come si vede oggi non è stata del tutto una fine e le cause sono ancora da comprendere a fondo.


Giusta la coppia che salvò Roman Polanski

Tra i Giusti riconosciuti dal Memoriale di Yad Vashem, da qualche giorno spicca il nome dei coniugi Stefania e Jan Buchala. Una storia di coraggio e umanità che ha molti tratti in comune con quelle delle migliaia di figure esemplari ricordate a Gerusalemme, se non fosse che il bambino salvato dai Buchala sarebbe poi diventato il celebre regista Roman Polanski.


Ricordo di Marek Edelman

Undici anni fa moriva a Varsavia, all’età di 87 anni, Marek Edelman, uno dei pochi sopravvissuti dell’eroica insurrezione del Ghetto di Varsavia, nella primavera del 1943: uomini e donne che, certi di essere votati allo sterminio per mano dei nazisti, decisero di morire con le armi in pugno, mettendo in scacco per parecchie settimane l’esercito nemico e dando un segnale di coraggio e dignità a tutta l’Europa.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno