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Giusti

Havel's Place

In occasione del trentennale della "Rivoluzione di Velluto", sarà inaugurata nel Cortile della Legnaia dell’Università degli Studi di Milano l’installazione Havel’s Place di Bořek Šípek. Appuntamento alle ore 11 del 3 novembre all'Università degli Studi di Milano, e alle 15.30 al Giardino dei Giusti del Monte Stella. Insieme a noi anche Dagmar Havlová, vedova del Presidente Vaclav Havel e Alena Šeredová, testimonial dell’iniziativa.


Lampedusa

Quattro parole danno il senso della manifestazione di questa notte a Lampedusa. Parole che sono il messaggio del monumento pensato e realizzato da Vito Fiorino e che Gariwo ha sostenuto: giustizia, scelta, responsabilità e speranza.


Il monumento della scelta a Lampedusa

Ho pensato alla storia di mia mamma. Se io sono potuto venire al mondo lo devo a dei pescatori, che con la loro barca, nel 1943, portarono i miei nonni, mia mamma e le sue sorelle dall’isola di Evia in Grecia fino alle coste della Turchia. Di questa storia della Shoah parlo spesso per ricordare il nostro dovere morale verso i migranti.


Sul futuro di Gariwo: Educare alla scelta del bene

Mentre non è arduo continuare a celebrare chi ha ascoltato la coscienza nel passato, e ha compiuto gesti profondamente umani per proteggere e sostenere chi era vittima della più feroce ingiustizia, è più difficile individuare i Giusti di oggi, adeguando la ricerca alle convulsioni di un mondo nel quale sembrano saltate quasi tutte le certezze. 


L’eterno inciampo e il metodo della paranoia critica

Il Giusto deve sapere usare l’arte della clownerie, che, come spiega una maestra di teatro, fa ridere la gente nel mostrare i propri veri difetti. Deve sapere usare l’arte della vicinanza, perché deve prendersi cura anche del dittatore, come un medico che lo cura e gli salva la vita anche se lo considera il peggiore tra gli aguzzini.


Ruolo e identità di Gariwo - Una pluralità “giusta”

Come regista, come direttrice di un teatro, come persona che lavora ogni giorno nel tentativo di gettare dei semi che producano coscienza di sé, della società e del mondo (bello e terribile) che abitiamo, mi sento molto vicina a Gariwo. A dirigere le nostre azioni è quella stessa volontà, il desiderio di provare e mostrare con l'esempio che è sempre possibile un cambiamento.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane