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Giusti

"Ricordiamo anche i Giusti contro la mafia"

Dopo la Cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo Nando Dalla Chiesa chiede che questo luogo simbolo si arricchisca di nuovi alberi dedicati a chi si è battuto contro "la ferocia totalitaria delle organizzazioni mafiose".


I testimoni inascoltati

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo - la foresta dei Giusti

Mentre si discute in Italia e nel mondo sui mezzi che la comunità internazionale può utilizzare per arrestare un massacro di massa, l’Associazione per il Giardino dei giusti di Milano si appresta a onorare il 7 aprile al Monte Stella


"Strappate il mantello dell'indifferenza"

Il giornalista e scrittore Paolo Ghezzi presenta Sophie Scholl e  afferma "Ricordare questa ragazza di vent'anni - morta per la libertà - oggi, mentre sull'altra sponda del Mediterraneo altri ventenni chiedono la libertà [...], è non soltanto un esercizio di memoria, ma la riproposizione del coraggio civile e del patriottismo costituzionale come ingredienti irrinunciabili della vita democratica".


La memoria del genocidio in Ruanda

Nel 1994 in soli cento giorni gli estremisti Hutu uccidono più di 800 mila Tutsi e Hutu moderati. A Milano il 7 aprile durante la cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo un nuovo albero sarà dedicato a Romeo Dallaire.

 Il 9 aprile 2011 l'associazione Bene-Rwanda onlus commemora il genocidio con un'evento al Teatro Eliseo di Roma.


Il coraggio di Jan Karski

Ewa Wierzynska, coordinatrice del programma Jan Karski - Unfinished Mission del Museo di Storia Polacca di Varsavia, presenta la figura del Giusto tra le Nazioni.


"Sophie non è morta invano"

Commovente lettera a Gabriele Nissim di Elisabeth Hartnagel, sorella di Sophie Scholl, la studentessa della Rosa bianca uccisa dai nazisti per aver cercato di risvegliare la coscienza dei giovani tedeschi di fronte all'orrore.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

Lazar Manojlovic

il preside che si è opposto alla pulizia etnica in Bosnia e ha perso il lavoro (sub eng)

La storia

Francesco Quaianni

operò in favore di antifascisti e partigiani