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Giusti

Perché Sarajevo non ha mai avuto un Giardino dei Giusti

Pubblichiamo di seguito l'approfondimento della BBC serba, firmato dalla giornalista Tatjana Djordjevic Simic, sulla storia di Gariwo e sull'impegno di Svetlana Broz nel promuovere la filosofia dei Giusti nella ex Jugoslavia, nonostante le ferite ancora aperte del conflitto degli anni '90 e il riemergere dei nazionalismi.


Dal passato al presente: il coraggio dei pensatori del dissenso, argine alle tentazioni autoritarie e all’isolamento nazionalistico

I dissidenti intellettuali sono le formichine che hanno indebolito le radici della grande quercia del Potere delegittimandolo difronte al resto del mondo e dando coraggio e voce alla società civile. Con le loro denunce e proteste hanno accelerato l’implosione dell’impero. Anche se poi le cause del crollo furono di natura più disparata. Nel caso dell’URSS, dove il ruolo dei “dissidenti”, a causa dell’imponente apparato repressivo, è stato più di testimonianza che di militanza attiva, si è assistito a una fine che, come si vede oggi non è stata del tutto una fine e le cause sono ancora da comprendere a fondo.


Giusta la coppia che salvò Roman Polanski

Tra i Giusti riconosciuti dal Memoriale di Yad Vashem, da qualche giorno spicca il nome dei coniugi Stefania e Jan Buchala. Una storia di coraggio e umanità che ha molti tratti in comune con quelle delle migliaia di figure esemplari ricordate a Gerusalemme, se non fosse che il bambino salvato dai Buchala sarebbe poi diventato il celebre regista Roman Polanski.


Ricordo di Marek Edelman

Undici anni fa moriva a Varsavia, all’età di 87 anni, Marek Edelman, uno dei pochi sopravvissuti dell’eroica insurrezione del Ghetto di Varsavia, nella primavera del 1943: uomini e donne che, certi di essere votati allo sterminio per mano dei nazisti, decisero di morire con le armi in pugno, mettendo in scacco per parecchie settimane l’esercito nemico e dando un segnale di coraggio e dignità a tutta l’Europa.


Giusti nello sport, un confronto tra atleti e giornalisti

Il 24 settembre atleti e autori atleti e autori hanno partecipato a una sorta di staffetta narrativa, susseguendosi nel racconto delle storie che compongono l’ebook. Storie di sportivi che, dalla Shoah ai giorni d’oggi, hanno scelto di difendere la dignità umana anche quando questa è stata la scelta la più scomoda.


Discorso di Ruth Bader Ginsburg sulla Memoria

Possa la memoria di coloro che hanno perso la vita rimanere viva in tutti coloro che abitano questa terra giusta, persone di ogni colore e di ogni credo. Possa quella memoria rafforzare la nostra determinazione ad aiutare coloro che in patria e all’estero soffrono di ingiustizie nate dall’ignoranza e dall’intolleranza, a combattere i crimini che derivano dal razzismo e dai pregiudizi e a portare avanti il nostro impegno nella ricerca della democrazia e del rispetto della dignità umana di tutti i popoli del mondo.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

"L'importanza dei Giusti"

intervista ad Aldo Ferrari

La storia

Svetlana Broz

cardiologo che ha raccolto le storie di salvataggio inter-etnico nel conflitto jugoslavo