English version | Cerca nel sito:

Giusti

"Alcuni dei più gravi crimini contro l'umanità del nostro tempo sono avvenuti in Sinai"

La giornalista Ayelett Shani del quotidiano israeliano Haaretz ha incontrato a Neve Shalom Wahat al Salam l'attivista per i diritti dei rifugiati Alganesh Fessaha, Presidente della ONG "Gandhi", che si occupa di fare liberare le persone sequestrate dai trafficanti di esseri umani. Alganesh - onorata, oltre che nel Giardino di Neve Shalom, anche da Gariwo con un albero nel Giardino dei Giusti di Milano Monte Stella - racconta senza filtri una realtà fatta di orrore, violenza, repressione, riduzione in schiavitù, che colpisce gli eritrei in patria e mentre cercano di fuggire. Proponiamo di seguito la traduzione dell'intervista apparsa sul quotidiano il 24 marzo 2018.


Verso un "diritto all'ambiente"?

Ventiquattro Stati dell’America Latina e dei Caraibi hanno firmato un accordo legalmente vincolante contenente misure per proteggere i difensori ambientali. Una misura che dovrebbe essere presa anche dalle Nazioni Unite. Nel frattempo, gli attivisti continuano a morire mentre cercano di difendere il Pianeta.


"I cambiamenti climatici sono l'aria che respiriamo"

"I cambiamenti climatici ci costringono a raddoppiare gli sforzi, e la nostra priorità diventa quindi, prima che lo sviluppo, la sicurezza alimentare. Tutto questo dipende dalla Terra, e noi dobbiamo proteggerla. Dobbiamo capire che se curiamo il Chad in realtà proteggiamo tutti i popoli, perché la Terra è una sola". Hindou Oumarou Ibrahim al Festival dei Diritti Umani di Milano.


La "maestà luminosa" della fotografia di Ansel Adams

Fin dalla sua prima visita allo Yosemite Park del 1916, il fotografo USA Ansel Adams celebrò, più che la natura in sé, la "visione interna" che l'occhio umano sviluppa di fronte a un paesaggio. Lo racconta un recente libro di Simon Schama, intitolato Civilisations: Picturing Paradise. Ripercorriamo la biografia di questo artista controcorrente.


Cosa puoi fare? Aiutare, in qualsiasi modo e a qualsiasi prezzo.

Vi dico la verità, quello che mi ha dato la forza di non smettere di aiutare non sono stati la mia fede o il mio sogno per un mondo migliore, ma i reali bisogni quotidiani di tutte le migliaia di persone che arrivavano ogni giorno sulla nostra isola, non per fare delle vacanze, ma per essere salvate dalla morte che le stava aspettando fuori dalle loro case.


Lugano Città aperta

Proponiamo di seguito il racconto del diplomatico e avvocato svizzero impegnato in ambito umanitario Cornelio Sommaruga, sull'azione di soccorso del padre Carlo Sommaruga, diplomatico svizzero a Roma che, insieme a sua moglie Anna Maria Valagussa, diede protezione a famiglie ebree perseguitate. I coniugi sono stati onorati come Giusti al nuovo Giardino di Lugano - nato il 26 aprile 2018.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

Alla Farnesina si parla del Giusto Emilio Barbarani

Gabriele Nissim promuove il riconoscimento del diplomatico

La storia

Arkadiusz Rybicki

autore dei 21 postulati degli scioperanti