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Giusti

Responsabilità: motore etico del "tempo che si apre"

Di seguito il commento del giornalista Giovanni Cominelli al discorso pronunciato da Emmanuel Macron lo scorso 17 aprile di fronte alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.


Il MOAS mantiene accesa una speranza per i Rohingya

"Ci impegneremo affinché nessun bambino, nessuna donna e nessun uomo si senta abbandonato o perda la vita in mare su mezzi insicuri". Il MOAS riposiziona la Phoenix nel mare delle Andamane per condurre un monitoraggio indipendente della durata di un mese prima dell’arrivo della stagione monsonica, per acquistare maggiore conoscenza dello scenario operativo nella regione, tenendosi pronti a rispondere ad eventuali emergenze SAR con un team di professionisti del settore a bordo.


Il giornalista che ridisegnò la mappa d'Europa

L'11 aprile 2018 è apparso sul Corriere della Sera un articolo di Gian Antonio Stella che racconta la storia di un altro, unico, pezzo di giornalismo, quello che "svelò un genocidio, portò alla creazioni di quattro nuovi Paesi (Bulgaria, Serbia, Montenegro, Romania) e segnò la sconfitta elettorale di un primo ministro britannico". Proponiamo una riflessione di Carlo Sala - della commissione didattica di Gariwo - sull'articolo dell'editorialista di Corriere.

 


Dai cavalli a Cristoforo Colombo: tra storia e biologia

Non solo attivisti. Anche i teorici dello studio dell'ambiente hanno grande importanza per difendere l'umanità dai crescenti rischi del cambiamento climatico. Tra gli accademici impegnati in questo senso c'è Alfred Crosby, il primo storico a introdurre nell'analisi degli avvenimenti lo studio dell'ecologia.


"Liberate il prigioniero di coscienza Raif Badawi"

In questi giorni il principe saudita bin al Salman ha visitato gli Stati Uniti e l'Europa. Alcune voci si sono levate per la difesa della democrazia e dei diritti umani in Arabia. Tra esse, quella accorata di Ensaf Haidar, il cui marito Raif Badawi, Giusto al Giardino di Milano, è in carcere dal 2010, condannato alla pena medievale di 1000 frustate, solo per aver scritto dei post laici.


L’eroe sconosciuto che salvava i bambini ad Auschwitz

Fredy Hirsch, l'atleta ceco, gay dichiarato, che aiutò i bambini deportati a Terezin e Auschwitz con una combinazione necessaria di disciplina e igiene. Dall'agonismo alla pratica quotidiana della giustizia anche nelle situazioni più estreme, vi proponiamo la sua storia, raccontata su Haaretz il 5 aprile dalla docente di Storia della Shoah all'università Ben Gurion di Israele Michal Aharony.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

La storia

Armin T. Wegner

si appellò ai leader del suo tempo per fermare i genocidi contro gli armeni e gli ebrei