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Giusti

La nave giapponese che salvò gli ebrei lituani

Il transatlantico Hikawa Maru si distinse prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale come "Regina dei mari", nave per il trasporto dei feriti di guerra e mezzo di trasporto di centinaia di ebrei lituani e tedeschi in fuga dall'Europa dominata dalle croci uncinate, in direzione Yokohama e Seattle.


Le stragi settarie non uccidono sempre la solidarietà

Durante la strage di Marawi del 28 maggio, nelle Filippine, un capo musulmano, rischiando di essere ucciso dai terroristi filo-Isis, ha nascosto numerosi cristiani in un mulino. La solidarietà tra cristiani e islamici non si è rotta né a causa del terrorismo, né per via della violenza del Presidente Duterte.


Chi dice donna può dire anche "fatwa"

Centinaia di studiose islamiche donne riunite in Indonesia hanno condannato il matrimonio minorile, la violenza sessuale sulle donne e la distruzione dell'ambiente. Le ulema donne finora avevano un ruolo minore, ma oggi hanno dimostrato di contare. 


Non ci fermiamo finchè non parliamo

Il 1 maggio si è svolta come ogni anno in Israele, lo Yom Hazikaron, il giorno del ricordo dei soldati caduti in guerra - esteso anche alle vittime di terrorismo. In molte città israeliane da dodici anni a questa parte, si è scelto di celebrare questa ricorrenza con delle cerimonie speciali: israeliani e palestinesi ricordano insieme i loro caduti.


Quando riconciliazione fa rima con comunione

Sono passati 23 anni dai cento giorni che nel 1994 segnarono la storia del Ruanda: la ferita del genocidio dei Tutsi avrebbe avuto bisogno di parecchio balsamo per potersi rimarginare. Il balsamo è l'Umuganda


"Soffro senza odiare"

“Un discorso giusto e sconvolgente”, così Le Nouvel Observateur definisce le parole di Etienne Cardiles, il compagno di Xavier Jugelé, il poliziotto di 37 anni ucciso durante l'attentato sugli Champs-Elysées. Il discorso riprende le parole di Antoine Leiris, che aveva perso la moglie nell'attacco al Bataclan.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

Lampedusa, sopravvissuti e Giusti davanti al memoriale dei Migranti

La cerimonia del 3 ottobre insieme a Vito Fiorino e Costantino Baratta, sette anni dopo la strage

La storia

Milan Simecka

critico del pensiero utopico e del socialismo reale