English version | Cerca nel sito:

Giusti

Il judoka iraniano che ha sfidato Teheran

Saeid Mollaei, nato a Teheran il 5 gennaio '92, è un judoka iraniano naturalizzato mongolo attualmente rifugiato politico in Germania, dove ha trovato accoglienza dopo le tensioni intercorse tra lui e le autorità di Teheran...


Usare i social media in modo virtuoso, si può!

La diciassettenne americana Feroza Aziz è riuscita ad aggirare la presunta censura politica della Bytedance - la società cinese che gestisce TikTok e che nega attualmente di usare questo tipo di limitazioni - facendo un appello di consapevolezza sulla repressione degli uiguri in Cina, mentre fingeva di dare consigli di make up.


Intervista a Tadeusz Konopka, tra i fondatori Solidarnosc di Cracovia

In un manifesto apparso a Danzica l’anno scorso nel museo della Seconda guerra mondiale leggiamo: “Essere polacco è un orgoglio; il mondo sarebbe migliore se gli uomini degli altri Paesi assomigliassero di più ai polacchi”. Credo che questo slogan esprima bene l’attuale posizione del governo. 


L'Europa vuole essere il primo continente a emissioni zero

“Sarà un accordo che ci darà più di quanto ci richieda. È un invito per tutti a partecipare, qualcosa che dobbiamo ai nostri figli”, Ursula von der Leyen sul progetto di un'Europa a emissioni zero.


Havel's Place

In occasione del trentennale della "Rivoluzione di Velluto", sarà inaugurata nel Cortile della Legnaia dell’Università degli Studi di Milano l’installazione Havel’s Place di Bořek Šípek. Appuntamento alle ore 11 del 3 novembre all'Università degli Studi di Milano, e alle 15.30 al Giardino dei Giusti del Monte Stella. Insieme a noi anche Dagmar Havlová, vedova del Presidente Vaclav Havel e Alena Šeredová, testimonial dell’iniziativa.


Lampedusa

Quattro parole danno il senso della manifestazione di questa notte a Lampedusa. Parole che sono il messaggio del monumento pensato e realizzato da Vito Fiorino e che Gariwo ha sostenuto: giustizia, scelta, responsabilità e speranza.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

Cambiamenti climatici e diritti umani

incontro al Giardino dei Giusti di Milano

La storia

Giorgio Perlasca

si finse un Console spagnolo e salvò la vita a circa cinquemila ebrei ungheresi