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Giusti

Ogni giorno beviamo acqua, ogni giorno moriamo un po' di più

Il Guardian, in collaborazione con Global Witness, ha pubblicato i nomi, i volti e le storie dei defenders: uomini e donne di tutto il mondo morti per difendere i diritti umani e l’ambiente. Quest’anno, il fotografo Thom Pierce è stato incaricato di ritrarne alcuni, tra cui Maria do Socorro Silva, brasiliana che combatte contro l’inquinamento delle acque della foresta Amazzonica.


I rifugiati climatici non esistono

A causa del clima che sta cambiando, famiglie e comunità intere sono costrette a lasciare le loro case in cerca di un nuovo inizio. Sono, infatti, circa 258 milioni i migranti per ragioni ambientali. Purtroppo, però, in termini legali i “rifugiati climatici” non esistono.


Sul clima al mondo serve una rivoluzione

Per evitare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici, il mondo ha bisogno di politiche senza precedenti. È quanto emerge dal rapporto del panel Onu sul riscaldamento globale. Non basterebbe infatti limitare, come stabilito dagli accordi di Parigi del 2015, la crescita della temperatura media a un massimo di 2 gradi: il punto di non ritorno sarebbe più vicino a 1,5 gradi, di cui 1 già raggiunto.


Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad e Denis Mukwege

Il Premio Nobel per la pace è stato assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad "per i loro sforzi per mettere fino all'uso della violenza sessuale come arma in guerre e conflitti armati”. Mukwege ha dedicato la vita ad aiutare in Congo le donne vittime di violenze e abusi. Murad, yazida, ha invece testimoniato al mondo il dramma del suo popolo.


Addio a don Giovanni Barbareschi

Si è spento all’età di 96 anni don Giovanni Barbareschi, fondatore dell’OSCAR, prete “ribelle per amore” e Giusto al Giardino di Milano dal 2014. “Giovani, innamoratevi della libertà. Solo così si diventa uomini”. Questo il suo appello accorato e molto toccante ai ragazzi presenti al Monte Stella in occasione della Giornata dei Giusti 2014, quando gli sono stati dedicati un albero e un cippo.


Viaggio fra i disobbedienti azeri

Riusciremo mai a cogliere i segni del male al loro sorgere? Sarà sempre repentino e improvviso il passaggio dalla pace alla guerra, e sempre così irrimediabilmente lento il processo di pace? Storie di Giusti, per la speranza di una riconciliazione tra il popolo armeno e il popolo azero.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

Il discorso di Aung San Suu Kyi

dopo la vittoria elettorale

La storia

Anna Achmatova

la poetessa del dissenso