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Cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare

a rischio milioni di persone

Riportiamo di seguito la traduzione dell'articolo di Tatiana Schlossbeg, L'innalzamento del livello del mare potrebbe sconvolgere le vite di milioni di persone, comparso sul New York Times il 14 marzo scorso.

Secondo gli ultimi studi, l'innalzamento del livello del mare, un problema esacerbato dalle emissioni di gas serra, potrebbe sconvolgere le vite di oltre 13 milioni di persone negli Stati Uniti, un numero tre volte superiore alle stime più recenti.

Se le emissioni continuassero all'elevato livello attuale, i mari, il cui innalzamento mette già regolarmente a rischio le comunità costiere con tornado e inondazioni dovute alle maree, potrebbero innalzarsi di tre piedi (poco più di 90 cm) o più nel corso del prossimo secolo, minacciando molte popolazioni che abitano le linee di costa. 

La ricerca, pubblicata su Nature Climate Change, sostiene che la maggior parte delle previsioni sottostima di molto il numero di persone a rischio, perché non tiene conto dell'aumento della popolazione. Gli autori, combinando le stime della popolazione futura con l'innalzamento previsto del livello dal mare, grazie ai dati della National Oceanic and Atmospheric Administration, hanno voluto dimostrare che sono a rischio milioni di persone: 4.2 milioni se i mari si innalzano di tre piedi o 13.1 milioni, una stima massima, con un aumento di sei piedi.

Mathew E. Hauer, uno dei ricercatori e dottorando in Geografia all'università della Georgia, ha dichiarato: “Potremmo assistere a una migrazione di enorme scala se non mettiamo in campo alcuna protezione contro l'innalzamento del livello dei mari”.

Il livello dei mari, che in passato ha subito grandi variazioni, è stato abbastanza costante nelle ultime migliaia di anni, ma studi recenti hanno mostrato che attualmente sta aumentando in modo molto rapido, probabilmente al tasso più alto degli ultimi 28 secoli, e le inondazioni di alta marea, sempre più frequenti, stanno già causando problemi in zone depresse, specialmente al sud. 

Hauer e i suoi co-autori hanno previsto inoltre che l'effetto degli innalzamenti sarà altamente regionalizzato: del totale popolazione a rischio, circa il 50% sarà in Florida e un altro 20% in altre zone del Sud Est degli Stati Uniti. In 30 contee, più di 100.000 persone sarebbero a rischio in caso di un innalzamento di circa sei piedi (1,8288 metri).

Nessuno dei 22 stati costieri degli Stati Uniti continentali, compresa Washington, D.C., sarà immune dagli effetti dell'innalzamento del livello del mare: se i mari dovessero innalzarsi di circa sei piedi per il 2100, più di un milione di persone in California e circa altrettanti a New York e nel New Jersey sarebbero colpite.

I ricercatori, sulla base di alcune stime di ripopolazione per i residenti dei villaggi costieri dell'Alaska, hanno valutato che il ricollocamento dei 13.1 milioni di persone che sarebbero costrette a sfollare verrebbe a costare 14 mila miliardi di dollari.

Hauer ha affermato che lo studio potrebbe esser utile anche al livello delle politiche locali.

Le predizioni per l'aumento del livello del mare spesso sono state fatte a livello di contea o di stato. Usando i dati del censimento e assumendo che i modelli di sviluppo dell'edilizia abitativa continuino a essere quelli di oggi, sono state raggruppate unità simili a quartieri cittadini e su queste si sono sviluppati gli studi. 

Benjamin H. Strauss, un esperto di aumento del livello del mare a Climate Central, organizzazione di ricerca sul cambiamento climatico, sostiene che lo studio di Hauer e colleghi sovrastimi il numero di persone a rischio, ma è tuttavia d'accordo sul fatto che la maggior parte delle stime passate fossero troppo conservative.

Un proseguimento dei “modelli di sviluppo attuale per tutto il resto del secolo sembra improbabile,” ha dichiarato il Dr. Strauss, “perché mentre i livelli del mare continuano a salire e i problemi sulle coste diventano sempre più lampanti e ovvi, lo sviluppo e l'edilizia di queste aree dovranno cambiare”.

Ha inoltre affermato che il modello di predizione delle inondazioni manca di alcune sfumature, presenti invece in altri studi sull'innalzamento del mare. Aree del Paese  diverse avranno, in determinati momenti, livelli di innalzamento del livello del mare differenti: a Louisiana costiera e la regione del Chesapeak, ad esempio, vedranno i cambiamenti più rapidi, perché lì la terra tende a sprofondare.

Un altro studio, pubblicato su Nature Climate Change, evidenzia la necessità di elaborare di modelli che tengano conto di come paesaggi diversi possono reagire all'innalzamento del livello dei mari. La ricerca, condotta da svariati membri dello United States Geological Survey e da un ricercatore del Goddard Institute presso la NASA, dimostra che molti ecosistemi nel Nord Est, come paludi e spiagge, possono adattarsi a questo fenomeno, subendo eventualmente cambiamenti formali. Le aree sviluppate o urbane, al contrario, hanno più probabilità di subire inondazioni o di essere sommerse per via delle loro linee di costa “indurite”.

Erika E. Lentz, autrice di punta del rapporto e geologa dello United States Geological Survey, ha anche dichiarato che la maggior parte dei luoghi non sarebbe soggetta a inondazioni al livello di quelle predette dallo studio di Hauer. Questi ha tuttavia replicato che non stava effettuando alcuna previsione sulla probabilità di certi scenari relativi al livello del mare, bensì si concentrava sugli effetti sulle persone.

Gli scienziati sono comunque concordi nell'affermare che queste previsioni hanno un grado di incertezza elevato. “Non abbiamo alcun elemento di paragone”, ha detto Hauer. “semplicemente non sappiamo come le persone agiranno”.

19 aprile 2016

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