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Homero Gómez González (Ocampo, Messico, 1970 - Ocampo, Messico, 2020)

il difensore ambientale messicano ucciso per aver protetto la foresta delle farfalle monarca

C’è un uomo, da solo. È in piedi, fermo, circondato da alberi alti. Apre le braccia, come per lasciarsi travolgere da qualcosa. Attorno a lui si muovono velocissime le milioni di ali nere e arancioni delle farfalle monarca, una specie splendida ma in grave pericolo. Quell’uomo è Homero Gómez González, un ex boscaiolo che ha scelto di dedicare la propria vita a difendere e proteggere questo luogo.

Si tratta della riserva della biosfera di El Rosario, nello stato di Michoacán, Messico. Un’area naturale, in cui le farfalle monarca migrano ogni anno dal Nord degli Stati Uniti e dal sud del Canada, percorrendo oltre 5.000km e fermandosi a svernare e riposare su pini e abeti. Secondo la tradizione popolare, queste farfalle rappresentano l’anima di un caro defunto che arriva in visita. Un luogo, quindi, simbolico e prezioso, scrigno di biodiversità e proprio per questo, purtroppo, di grande interesse per i trafficanti di legname e i coltivatori interessanti a utilizzare queste zone a scopi economici senza alcun interesse a mantenerne intatte le caratteristiche ecologiche.

Dopo un passato nella produzione del legname e una laurea in ingegneria agricola, Homero Gómez González capisce l’importanza di questi animali e decide di dedicarsi alla protezione non solo della loro sopravvivenza, ma anche del loro habitat, fondando all’interno della riserva della biosfera il santuario delle farfalle più grande del mondo. Perché, senza un luogo in cui vivere, svilupparsi, riprodursi e riposarsi, nessuna specie può proseguire la propria vita. Soprattutto se fragile come “las novias del sol”, le "spose del sole”, come le chiama lui.


Homero avvia un’intensa campagna per attirare altri difensori del santuario, sensibilizzare i cittadini, attrarre turisti e rendere quindi l’area naturale attrattiva e remunerativa per la popolazione locale pur nel suo totale rispetto. Collabora con varie organizzazioni locali per la promozione turistica e la conservazione, cercando di coinvolgere più persone possibili in questa azione di tutela. Grazie ai suoi video informativi, al suo racconto emozionante e appassionato, decine di migliaia di persone raggiungono ogni anno la riserva della biosfera per poter assistere al volo collettivo delle farfalle monarca, cogliendo l’occasione per conoscerne meglio le caratteristiche e le fragilità. Inizia a organizzare proteste, manifestazioni e anche delle ronde notturne per vegliare sulla foresta, evitando che i trafficanti illegali di legname agiscano con il buio per portare via gli alberi. Collabora con il Governo per fare in modo che gli agricoltori possano essere remunerati per la conservazione degli alberi.




Questa azione in prima persona rende Homero Gonzàlez un bersaglio dei criminali interessati a lucrare su queste terre. Lui e la sua famiglia iniziano a ricevere minacce e sentirsi in pericolo. A un certo punto, la situazione si fa insostenibile: dopo numerose intimidazioni, Gonzàlez scompare il 13 gennaio 2020, dopo essersi recato a una fiera di paese per parlare con alcuni rappresentanti istituzionali. Durante le ricerche, la famiglia viene contattata con tentativi di ricatto ed estorsione, che cercano di assecondare. Ma è tutto inutile.

Quasi due settimane dopo, il corpo di Gonzalez verrà ritrovato senza vita in un pozzo a Ocampo con alcune contusioni alla testa. Al momento della morte ha 50 anni. La famiglia è convinta che sia stato ucciso per la sua attività di difesa dell’ambiente, ma il decesso sarà liquidato come annegamento per mancanza di prove e la contusione in testa rimandata alla caduta nel pozzo. Pochi giorni dopo il funerale, un altro attivista ambientale, guida turistica proprio nel santuario delle farfalle, viene ritrovato senza vita. Si tratta di Raúl Hernández Romero. Le due morti non vengono collegate tra loro.




Quella di Homero Gòmez Gonzàlez è una storia amara che racconta le difficoltà ma anche il coraggio che impregnano la vita dei difensori ambientali in alcune zone del mondo. Secondo il rapporto Roots of Resistance, uscito a settembre 2025 e che documenta le difficoltà dei difensori dei territori e dell’ambiente in tutto il mondo, solo nel 2024 sono scomparsi o stati assassinati almeno 146 attivisti, per un numero totale di 2253 tra il 2012 e il 2024.

Una vicenda drammatica raccontata in un documentario-inchiesta del 2024 diretto da Emiliano Ruprah e uscito su Netflix dal titolo El Guardián de las Monarcas, “Il guardiano delle farfalle”, in cui grazie alle testimonianze dei familiari, amici, colleghi e attivisti molto legati a Homero viene ripercorsa la sua intera vicenda, la nascita del santuario delle farfalle, l’amore e la tenerezza che quest’uomo provava nei confronti di animali così piccoli e fragili, la battaglia della famiglia per la giustizia dopo la sua scomparsa. Nel film, tutti gli interrogativi legati alla sua morte vengono a galla, coinvolgendo direttamente anche chi ha seguito le indagini e chi ha avuto a che fare con lui gli ultimi giorni prima della sua scomparsa.

Un documento completo che aiuta a capire meglio quest’uomo che ha fatto conoscere a tutto il mondo il ruolo delle farfalle monarca e la riserva della biosfera e che lascia un’eredità preziosa. E la consapevolezza che i difensori della terra, dell’ambiente, degli ecosistemi, hanno bisogno di protezione essi stessi per poter continuare il loro fondamentale lavoro. Intanto, ancora oggi queste aree sono a rischio, soprattutto a causa della coltivazione di avocado, esportati in tutto il mondo, anche qui da noi. Secondo un nuovo studio pubblicato a settembre 2025 su Acta Oecologica, proprio le piantagioni di avocado rappresentano un rischio concreto per la riserva della biosfera delle farfalle monarca, che è anche patrimonio UNESCO, sia per l’utilizzo sempre maggiore dello spazio, sia per l’utilizzo di pesticidi per la coltivazione.

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Foto da profilo su X https://x.com/cuartopodermich/...

Sara Del Dot, giornalista

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