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Lottie Cunningham Wren (1959)

una donna in difesa del territorio e delle popolazione indigene in Nicaragua

Lottie Cunningham Wren è un avvocato del gruppo indigeno Miskito in Nicaragua, che difende i diritti dei popoli indigeni alla terra e alle risorse. Come donna indigena, Lottie ha sperimentato personalmente la violenza e la distruzione dovute alla mancanza di protezione per il suo popolo. Inizialmente formatasi come infermiera, Cunningham ha deciso di intraprendere un percorso di studi in legge proprio per rispondere a queste violazioni.

Le comunità indigene rappresentano circa un decimo della popolazione complessiva del Paese, ma occupano una regione ricca di risorse naturali. I governi del Nicaragua hanno a lungo emarginato queste comunità e ne hanno espropriato la terra per facilitare l'estrazione illegale di risorse naturali, nonostante la Costituzione nicaraguense del 1987 garantisse a queste popolazioni la protezione legale della proprietà privata e comunale. Per aggirare questa norma, non fu mai messo in atto un meccanismo ufficiale per delineare la loro terra.
Le attività di multinazionali e aziende estrattive, negli anni, non solo hanno devastato il territorio, ma hanno anche causato la migrazione forzata della maggior parte delle comunità.

Uno dei più grandi successi di Cunningham è stata la partecipazione al primo caso legale che richiedeva diritti collettivi per le popolazioni indigene del Nicaragua, portato di fronte alla Corte Interamericana dei Diritti Umani. Nel 2001, in qualità di perito nel caso “Awas Tingni contro Nicaragua”, è riuscita a ottenere una sentenza favorevole alla comunità, in cui la Corte affermava che il Nicaragua aveva violato i diritti degli indigeni concedendo lo sfruttamento delle risorse forestali nel loro territorio senza previo consenso, e aveva trascurato le richieste della comunità per la demarcazione del proprio territorio.
Quest’ultima parte della sentenza ha imposto al Nicaragua di codificare legalmente i territori indigeni nel Paese, permettendo l’applicazione della Costituzione del 1987. In questo modo sono state individuate 304 comunità indigene appartenenti a 23 territori sulla costa caraibica del Nicaragua - a cui è stata assegnata ufficialmente la propria terra comunale.
Questa sentenza non è solo stata la prima di questo genere, ma ha avuto una portata storica, e viene spesso citata da altri gruppi indigeni in tutto il mondo per la rivendicazione dei propri diritti.

Utilizzando questa esperienza e le sue conoscenze, Lottie Cunningham ha iniziato anche a documentare gli espropri e le violazioni commessi da coloni armati - incoraggiati dal governo - ai danni della popolazione indigena del Nicaragua. I coloni infatti utilizzano la terra per allevare bestiame e raccogliere legna, spingendo le comunità indigene fuori dai loro terreni agricoli e dai loro villaggi. “Dal 2014 - ha dichiarato Lottie - la mia organizzazione ha documentato almeno 60 attacchi da parte di coloni con armi da fuoco contro indigeni e 24 indigeni sono morti mentre difendevano i loro territori. Gli attacchi hanno incluso rapimenti e distruzione di proprietà. Intere comunità sono state sfollate con la forza. La violenza è stata indiscriminata: ha colpito donne, bambini e leader indigeni, nonché difensori dei diritti umani. I coloni abbattono la foresta e avvelenano i fiumi. Bruciano le nostre case e rapiscono o uccidono chi oppone resistenza. Viviamo nel terrore. Temo che il mio popolo vada incontro a un etnocidio".

Nel 2003 Cunningham ha creato l'organizzazione non governativa Centro per la giustizia dei diritti umani della costa atlantica del Nicaragua (CEJUDHCAN), con cui oggi rappresenta 97 amministrazioni comunali e 9 territoriali, fornendo non solo assistenza legale, ma anche supporto per progetti agricoli, educativi e ambientali. Con il suo lavoro, Lottie Cunningham utilizza la legge per promuovere i diritti umani, culturali ed ecologici.

Fervente sostenitrice dei diritti delle donne indigene, Cunningham ha anche promosso l'istituzione di programmi per ridurre la violenza domestica e si è impegnata per educare le comunità a offrire alle donne spazio negli organi decisionali. Ha inoltre sviluppato un'attenzione particolare per l'educazione dei giovani ai diritti individuali e collettivi: grazie alle sue attività i giovani imparano non solo i loro diritti, ma anche come rivendicarli e come denunciare le violazioni nelle loro comunità.

Lottie Cunningham ha dimostrato che la protezione della terra indigena è strumentale alla protezione degli ecosistemi locali. Recentemente ha svolto un ruolo importante nel sostenere la mobilitazione contro il Nicaragua Interoceanic Grand Canal (annullato nel 2019), un progetto finanziato dal governo cinese pensato per collegare gli Oceani Atlantico e Pacifico, che se portato a termine avrebbe invaso i territori indigeni e distrutto gli ecosistemi necessari per la loro sopravvivenza.

Nonostante le minacce e le intimidazioni, Cunningham rimane incrollabile nel suo impegno.
"Abbiamo ricevuto chiamate e sms che minacciavano di uccidere noi e le nostre famiglie - ha dichiarato -. Due giovani volontari del CEJUDHCAN sono stati aggrediti e feriti con armi da fuoco. Le autorità nicaraguensi non mostrano interesse né adottano misure per proteggerci, il che aumenta la nostra vulnerabilità. Tuttavia, sappiamo che le nostre comunità hanno bisogno, più che mai, della nostra attenzione e del nostro lavoro costante, e per questo continuiamo con forza il nostro lavoro".

Per il suo impegno, nel 2020 Lottie Cunningham ha ricevuto il Right Livelihood Award, il Premio Nobel alternativo, “per la sua incessante dedizione alla protezione delle terre e delle comunità indigene dallo sfruttamento e dal saccheggio”.

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