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Rachel Carson 1907 - 1964

la madre dell'ambientalismo americano

Rachel Carson

Rachel Carson

Nata a Springdale in Pennsylvania nel 1907, si dedicò fin da bambina all’osservazione della natura, studiò biologia marina e completò un master in zoologia alla John Hopkins University. Riconosciuta come la madre dell’ambientalismo americano, fu la prima a prevedere con forte anticipo gli effetti delle tecniche in agricoltura (come l’utilizzo del DDT sulle coltivazioni, vietato anni dopo proprio grazie alla sua battaglia) e la prima a denunciare pubblicamente i danni inferti alla natura da fenomeni come la deforestazione e l’incontrollato intervento dell’uomo sull’ambiente.

Dopo aver pubblicato alcuni articoli e testi scientifici sul mondo marino che non raggiunsero il grande pubblico, anche per il difficile periodo storico in cui vennero pubblicati - ovvero quello degli Stati Uniti degli anni ’30 e ’40 -, Rachel raggiunse il successo nel 1951 con The sea around us (il mare attorno a noi), rimasto per quasi due anni tra i best sellers del New York Times. A partire dagli anni ’50 la Carson si dedicò interamente alla scrittura.

Il suo interesse si allargò presto allo studio delle coltivazioni e alla difesa di quel mondo naturale che tanto amava e che, come dichiarò, “veniva maltrattato senza che lei potesse fare nulla”. Iniziò così la sua campagna contro il DDT, il cui risultato forse più importante e duraturo fu la capacità di aprire per la prima volta un dibattito sull’ambiente a tuttotondo, come insieme di correlazioni che non possono prescindere l’una dall’altra.

Nel breve saggio Primavera silenziosa, che Al Gore definì “una pietra miliare dell’ambientalismo”, la Carson descrisse dettagliatamente i danni irreversibili all’ambiente e all’uomo causati dall’uso in agricoltura di pesticidi, sostanze inquinanti e cancerogene. Non solo, propose delle alternative biologiche all’avvelenamento del pianeta, basate sulla conoscenza degli organismi viventi. Per questo fu attaccata duramente dalle multinazionali della chimica, dalla comunità scientifica e dai media. Contro di lei fu montata una campagna di denigrazione molto brutale.

Rachel Carson morì nel 1964 per un grave cancro al seno. Solo dopo 16 anni dalla sua morte le venne assegnata la Medaglia Presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta prevista negli Stati Uniti. La sua sua appassionata ricerca della verità servì da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo.

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Difendere la Terra, difendere i diritti

Chi sono questi defenders? Si tratta di persone che, con un’azione pacifica, sono in prima linea nella protezione dell’ecosistema. Persone comuni, che probabilmente non si riferirebbero mai a loro stesse con l’appellativo di “difensori”. Tra loro troviamo indigeni che vivono tra le montagne o le foreste e vogliono proteggere le terre dei loro antenati e le loro tradizioni da multinazionali o catene di hotel di lusso, o ranger che cercano di contrastare il bracconaggio, o ancora avvocati, giornalisti o membri di Ong che denunciano abusi e illegalità.

Il 60% dei crimini ai loro danni avviene in America Latina, in particolare in Brasile, Colombia, Honduras e Perù. L’industria estrattiva è la maggiore causa delle proteste, e di conseguenza delle morti, anche in India e Turchia. In Messico e nelle Filippine gli ambientalisti vengono uccisi principalmente per mano di gang criminali, mentre in Africa la più grande minaccia alla loro vita arriva dal bracconaggio.