English version | Cerca nel sito:

Amina Wadud 1952

docente di studi islamici presso il Dipartimento di filosofia e studi religiosi dell'Università americana della Virginia

Nata negli Stati Uniti 1953, per la prima volta nel marzo 2006 ha guidato la preghiera comunitaria in una moschea di New York. Lo sceicco Yussef al-Qarasawi, membro dei "Fratelli Musulmani", ha emesso una fatwa (un editto religioso), pubblicato sulla stampa del Qatar, in cui si condanna a morte Amina Wadud. La donna, leader del gruppo Muslim Wakeup (Risveglio musulmano), ha condotto il rito nella sala delle conferenze della Casa del Sinodo della Cattedrale di St. John the Divine (una chiesa anglicana), dopo che tre moschee avevano rifiutato di ospitare l'evento e una galleria d'arte aveva fatto marcia indietro in seguito a minacce di attentati. Circa cento fedeli tra uomini e donne hanno pregato insieme sfidando i fondamentalisti.

L'attivismo a favore della parità tra i sessi di Amina Wadud è sostenuto da diverse associazioni islamiche americane che hanno organizzato manifestazioni pubbliche e campagne di sensibilizzazione. Suoi principali sostenitori sono le due associazioni Muslim WakeUp e Muslim Women's Freedom.

Wadud ha pubblicato un libro Qur’an and woman. Rereading the sacred text form a woman’s prospective (1999, Oxford University Press), che ha suscitato numerose polemiche tra i musulmani di tutto il mondo per le sue posizioni a favore dei diritti delle donne fondato su argomentazioni teologiche, cioè sulle fonti stesse dell'Islam. 

Nel suo libro Amina Wadud sostiene che "il profeta Muhammad ha permesso a una donna di guidare la preghiera".

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Coraggio civile

in ogni parte del mondo

Il Comitato Foresta dei Giusti vuole far conoscere coloro che si sono battuti e si battono per difendere i perseguitati, le vittime innocenti di crimini contro l'Umanità, per salvaguardare la dignità e i diritti umani ovunque siano calpestati, per affermare la volontà di vivere in pace nella convivenza civile, per rivendicare la libertà di espressione e il dovere della verità.