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Bo Kyi

lo studente torturato che si batte per le libertà civili

Bo Kyi è un attivista per i diritti umani birmano. Nel 1988, studente universitario, partecipa a una serie di manifestazioni contro il regime del suo Paese chiamata “la rivolta dell’8/8/’88”. 

Durante la repressione di queste proteste vengono uccisi oltre tremila manifestanti e altre diverse migliaia sono i feriti. Molti vengono arrestati, tra cui lo stesso Kyi, che trascorre in carcere più di sette anni, sottoposto a torture e continui maltrattamenti. Bo tuttavia riesce a resistere, impara l’inglese ed elabora un piano di tutela dei prigionieri politici birmani. 

Quando viene liberato fugge a Mae Sot, nel sud della Thailandia, e concretizza il progetto dando vita all’Assistance Association for Political Prisoners in Burma, la cui attività consiste nel raccogliere notizie sui detenuti politici delle carceri birmane e chiedere alle forze politiche e alle associazioni per i diritti umani di esercitare pressioni sul regime di Rangoon per la loro liberazione. Ad esempio, Bo Kyi collabora con Human Rights Watch, che l'ha insignito del suo premio annuale agli attivisti più coraggiosi con la seguente motivazione: “Negli ultimi vent’anni, Bo Kyi ha dimostrato una grande e coraggiosa risolutezza, condividendo la sua storia e quella di altri prigionieri politici e denunciando gli abusi del governo birmano. Human Rights Watch onora Bo Kyi per il suo eroico sforzo di far sentire la sua voce contro la repressione birmana e di difendere coloro che hanno osato criticare la giunta militare”. 

Su diversi giornali, Bo Kyi ha raccontato della repressione del regime birmano, il quale negli ultimi anni ha raddoppiato gli arresti per motivi politici e incarcera, quando non trova gli uomini cui dà la caccia, le loro mogli, i genitori, gli amici. 

L'Assistant Association si batte perché tutti questi prigionieri ricevano sostegno finanziario, cure mediche, verifiche indipendenti delle loro condizioni, e infine il rilascio. L’attività ventennale di Bo Kyi ha dato impulso al resto della società birmana, dove sono nate numerose associazioni per la democrazia.

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