Gariwo: la foresta dei Giusti

English version | Cerca nel sito:

Ghayath Mattar 1987 - 2011

attivista siriano ucciso per la sua lotta per la democrazia

Ghayath Mattar

Ghayath Mattar

Ghayath Mattar, 26 anni, era un attivista di primo piano a Daraya, nella periferia di Damasco. Già dopo lo scoppio della primavera siriana era stato minacciato di morte dalle forze di sicurezza. 

Ghayath era noto per il suo attivismo pacifico e non violento. Era un insegnante e un leader. Distribuiva fiori e acqua ai soldati che venivano a reprimere i dimostranti, invitandoli a costruire insieme uno Stato democratico basato sulla giustizia, la dignità e la libertà.

Il 6 settembre 2011 gli fu comunicato che uno dei suoi amici era ferito e aveva bisogno di aiuto. I servizi segreti legati all’aeronautica siriana (Air Force Syrian Security Intelligence) gli tesero un’imboscata, e Ghayath venne arrestato insieme ad altri quattro attivisti di Daraya, Yahya Shurbaji, suo fratello Ma'an Shurbaji, Mohamed Tayseer Khoulani e Zyadeh Mazen, impegnati nelle proteste per le riforme.

Ghayath venne ucciso mentre si trovava in custodia. Quattro giorni dopo, il suo cadavere venne restituito alla famiglia, con segni di tortura su tutto il corpo.

Ai suoi funerali parteciparono circa 300 persone, nonostante i tentativi delle forze di sicurezza di impedire alla sua famiglia di organizzare un funerale pubblico. Sia a casa di Ghayath che al cimitero dove è stato sepolto, c’è stata una massiccia presenza delle forze di sicurezza, che avrebbero aperto il fuoco contro quattro persone uccidendone una.

Ghayath era sposato, e ha lasciato la sua compagna incinta del loro bambino.

Il 6 Marzo 2015, un albero e un cippo sono stati dedicati a Ghayath Mattar al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano.

Coraggio civile

in ogni parte del mondo

Il Comitato Foresta dei Giusti vuole far conoscere coloro che si sono battuti e si battono per difendere i perseguitati, le vittime innocenti di crimini contro l'Umanità, per salvaguardare la dignità e i diritti umani ovunque siano calpestati, per affermare la volontà di vivere in pace nella convivenza civile, per rivendicare la libertà di espressione e il dovere della verità.