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Ilham Tohti 1969

Il "Mandela della Cina" condannato all'ergastolo per la difesa dei diritti degli uiguri

Ilham Tohti - premio Martin Ennals 2016 per i difensori dei diritti umani - è un docente universitario uiguro nato il 25 ottobre 1969 ad Artush, provincia autonoma del Xinjiang Uyghur, e condannato all’ergastolo dalle autorità cinesi nel 2014 con l'accusa d'incitamento al "separatismo". 

Nel 1994 Tohti entra nel mirino delle autorità cinesi per i suoi lavori sulle discriminazioni che avvenivano nello Xinjiang. Dal 1999 al 2003 viene allontanato dall’insegnamento con il divieto di pubblicare i suoi scritti. Per questo motivo il professore si “sposta” sul web, dove crea il sito uyghurbiz.net per incoraggiare il dialogo tra uiguri e cinesi. 

Le autorità cinesi oscurano più volte la pagina e arrestano le persone che vi scrivono, ma Tohti, anche questa volta, non abbandona il suo lavoro. Per questo motivo viene arrestato nel 2009, dopo aver condiviso informazioni sull’arresto e la sparizione di diversi uiguri che avevano manifestato contro il governo cinese. Sottoposto più volte agli arresti domiciliari, nel 2014 è condannato all’ergastolo da Pechino al termine di un processo lampo durato due giorni. Il "Mandela della Cina" sta scontando la propria pena nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali attribuiti alla sua azione.

ll Premio Martin Ennals, considerato il Nobel per i diritti umani, gli viene assegnato nel 2016. Nella motivazione della giuria si legge: “Per due decenni ha incoraggiato il dialogo e la comprensione tra gli uiguri e cinesi Han. Ha rifiutato il separatismo e violenza e ha cercato una riconciliazione basata sul rispetto per la cultura uigura, che è stata oggetto di repressione religiosa, culturale e politica nella regione autonoma uigura dello Xinjiang”.

Alla notizia della candidatura al premio, la figlia di Tohti dichiara che l’unica arma del padre “nella sua battaglia per i diritti umani è stata la parola: pronunciata, scritta, diffusa e postata”.

Il nome di Tohti è stato anche inserito nella lista dei cinque finalisti candidati al Premio Sakharov 2016.

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