English version | Cerca nel sito:

Jean-Sélim Kanaan 1970 - 2003

il giovane impegnato in missioni umanitarie caduto a Bagdad nell'attentato alla sede ONU

edizione francese de La mia guerra all'indifferenza di Jean Sélim Kanaan

edizione francese de La mia guerra all'indifferenza di Jean Sélim Kanaan

Nato a Roma nel 1970 da madre francese e padre egiziano, vi trascorre l'infanzia fino ai 13 anni, quando è costretto a trasferirsi con la famiglia a Pechino per seguire il padre diplomatico. Poliglotta e pieno di interessi, subisce un forte shock a seguito della perdita improvvisa dell'amato genitore nel 1985. Conclusi senza convinzione gli studi superiori a Roma e Parigi, si dedica con successo a molti sport, gira il mondo in barca a vela finché nel 1992 decide di arruolarsi come volontario presso un'ONG che opera in Africa. 

La sua prima esperienza si svolge in Somalia, dove rischia di essere fucilato dai guerriglieri mentre rientra a Mogadisco su un convoglio umanitario. Nel 1993 si reca in Bosnia e vive "in diretta" sul territorio il dramma della distruzione del tessuto sociale di convivenza civile durante l'assedio di Sarajevo e la guerra interetnica. Anche qui rischia più volte la vita e inizia una riflessione impietosa sul ruolo del volontariato e sulla funzione delle Nazioni Unite, di cui tocca con mano l'incapacità e l'inettitudine nella difesa della popolazione civile. Per le sue grandi capacità e la notevole esperienza, dopo essersi laureato ad Harvard, viene reclutato dall'Onu come operatore umanitario nelle zone di guerra, sebbene non nasconda le proprie opinioni critiche, che comunque non gli impediscono di impegnarsi sempre al massimo livello. Compie altre missioni nei Balcani, sia in Kosovo che nuovamente in Bosnia, fino alla fine del 2000, quando si stabilisce a New York, nella sede centrale dell'Onu.

Sebbene molto turbato dalle esperienze vissute in circostanze estreme nei vari teatri di guerra, che lo spingono a raccogliere in un libro pensieri e considerazioni, dopo l'11 settembre decide di accettare nuovamente incarichi operativi in zone pericolose. Nel 2003 parte per una breve missione a Bagdad, poco dopo l'uscita del suo libro La mia guerra all'indifferenza.

Il 9 agosto 2003 muore nell'attentato alla sede Onu di Bagdad, pochi giorni dopo la nascita del suo primo figlio. Il 27 febbraio 2004 è stato insignito del titolo postumo alla Legion d'Onore, la massima onorificenza francese.

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Coraggio civile

in ogni parte del mondo

Il Comitato Foresta dei Giusti vuole far conoscere coloro che si sono battuti e si battono per difendere i perseguitati, le vittime innocenti di crimini contro l'Umanità, per salvaguardare la dignità e i diritti umani ovunque siano calpestati, per affermare la volontà di vivere in pace nella convivenza civile, per rivendicare la libertà di espressione e il dovere della verità.