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Lina Attalah 1983

giovane giornalista indipendente egiziana, cofondatrice del giornale Mada Masr

Lina Attalah studia in Italia, al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico - una scuola fondata a Trieste nel 1982 che oggi con altre 18 scuole in tutto il mondo (la United World Colleges) permette a giovani dai cinque continenti di frequentare il quarto e il quinto anno delle superiori, grazie a delle borse di studio.

Da subito è chiara la sua passione per il giornalismo. Lina scrive della rivoluzione egiziana del 2011, pubblicando articoli per il Daily Star, il Cairo Times e l’agenzia Thomson Reuter.

Il suo lavoro si lega sempre più alla questione dei diritti umani e della democrazia in Egitto. Lina è caporedattore dell’Egypt Independent, fino alla chiusura del giornale nel 2013.
È in questo momento che decide di fondare Mada Masr, un quotidiano online che oggi è ritenuto l’ultima testata libera del Paese e che denuncia arresti arbitrari, incarcerazioni e sparizioni forzate a danno di oppositori politici, attivisti e intellettuali egiziani.

Arrestata per alcune ore nel novembre 2019, prelevata insieme ad altri giornalisti del quotidiano durante una retata in redazione, Lina è stata nuovamente fermata nel maggio 2020, a causa delle inchieste seguite da Mada Masr, degli articoli di denuncia, delle posizioni a favore della libertà fondamentali e delle polemiche alimentate contro il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.

Lina è stata arresta fuori dal complesso carcerario di Tora al Cairo, dove stava intervistando Laila Soueif - madre dell’attivista e blogger Alaa Abd El Fattah, condannato a cinque anni per aver preso parte alle manifestazioni contro il governo del presidente Al-Sisi.

Qualche ora dopo l’arresto di Lina, il procuratore ne ha ordinato la scarcerazione dietro pagamento di una cauzione.

Pochi giorni prima del suo arresto, Lina era in videoconferenza - in pieno lockdown per l’emergenza coronavirus - insieme a studenti e insegnanti del Collegio del Mondo Unito e insieme al presidente di Gariwo Gabriele Nissim, per parlare delle difficoltà che sta attraversando l’Egitto, ma non solo. Argomento centrale della discussione era infatti la realizzazione di un Giardino dei Giusti a Duino, con alberi dedicati a Ilaria Alpi, Paolo Vittone, Chico Mendes, Sophie Scholl e alla stessa Lina Attalah.

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