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Lydia Cacho 1963

Giornalista e attivista per i diritti delle donne

Nata a Città del Messico nel 1963, da madre di origine portoghese e da padre militare, Lydia Cacho è giornalista e scrittrice. Ha iniziato la sua carriera sulle colonne del Novedades de Cancùn, nella pagina culturale, ma presto ha rivolto la sua attenzione ai problemi sociali del Paese. Ha pubblicato articoli in Messico, Spagna, Stati Uniti e Canada. Dirige un centro di crisi per donne e bambini vittime di abusi sessuali a Cancun, in Messico. 

Dopo la pubblicazione del suo libro Los demonios del Edén, in cui ha accusato importanti personalità messicane di essere coinvolte in un giro di pornografia infantile, riceve minacce di morte ed è sequestrata e incarcerata dalla polizia messicana. Nel maggio 2007 la sua auto viene sabotata e Lydia per poco non perde la vita. Sotto protezione da due anni, rischia le rappresaglie di ricchi pedofili e politici corrotti. A sostenerla, una campagna lanciata con la firma di 2000 artisti del panorama messicano (tra cui il regista Alejandro Gonzales Inarritu e l’attore Gael Garcia Bernal) ed internazionale (Milos Forman, Noam Chomsky, Sean Penn, Debra Winger, Demi Moore, Susan Sarandon e Bridget Fonda).

Nel 2007 Lydia Cacho ha ricevuto il "Ginetta Sagan Award for Women and Children's Rights" da Amnesty International, per le sue denunce e per la protezione ad alta sicurezza che offre alle vittime della tratta di esseri umani e della violenza a Cancun. È il primo cittadino messicano insignito del prestigioso premio. Dal 2006 è impegnata in prima persona nelle indagini e nella soluzione dei casi, ripetuti e numerosi, di omicidi e abusi su donne irrisolti a Ciudad Juàrez. Nel 2008 ha ricevuto l'UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize.

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