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Teng Biao 1973

avvocato cinese, attivista per i diritti umani

Teng Biao è un giovane avvocato cinese. Docente presso l'Università degli Studi di Politica e Diritto a Pechino ed amico di Hu Jia, lo ha assistito e attivamente sostenuto quando è stato arrestato. Con l’amico ha scritto la lettera aperta “The Real China and the Olympics”.

Nel 2005 è divenuto molto conosciuto quando, insieme all'avvocato Chen Guangchen, ha denunciato gli abusi avvenuti nella provincia orientale del Guandong: settimila aborti e sterilizzazioni forzate, in una zona rurale in cui questa pratica è ancora molto diffusa. Il bilancio degli abusi e dei maltrattamenti subiti da queste donne è stato ripreso dalla stampa internazionale e pubblicato dalla rivista americana Time, suscitando non poco imbarazzo alle autorità cinesi.

Sostenitore e difensore di diversi attivisti per i diritti umani, per il suo impegno Teng Biao ha ricevuto nel 2007 il premio presidenziale francese per i diritti umani.

Il 7 marzo 2008, Teng è stato prelevato dagli agenti di pubblica sicurezza e detenuto illegalmente per due giorni prima di essere rilasciato senza imputazioni: durante la sua detenzione la polizia lo ha ricattato dicendogli che se non avesse smesso di sostenere il caso di Hu Jia, di scrivere delle Olimpiadi e di accettare interviste da giornalisti stranieri, sarebbe stato arrestato e rimosso dal suo incarico in università. 

Nonostante le minacce, a pochi giorni dal suo rilascio, Teng Biao ha aderito con altri sedici avvocati ad una nuova iniziativa per offrire assistenza agli arrestati in occasione delle manifestazioni di protesta in difesa dell'autonomia del Tibet: in una lettera aperta i firmatari hanno offerto assistenza legale a questi uomini ingiustamente detenuti. In seguito a questa iniziativa a maggio le autorità hanno sospeso a Teng il rinnovo della licenza per esercitare la professione, così da impedirgli di prendere parte alle azioni legali, soprattuto in vista dei Giochi ormai imminenti. Per questo durante le Olimpiadi, l’avvocato dei dissidenti ha deciso di lasciare temporaneamete Pechino, in modo da sottrarsi alle pressioni ormai insostenibili. Il 14 agosto il quotidiano olandese “De Pers”, titolando un articolo in prima pagina con "Io non ho paura", ha riportato un’intervista rilasciata la notte prima che Teng Biao, rimasto uno degli ultimi sostenitori dei diritti umani ancora attivi a Pechino, lasciasse la città. 

Già nel 2007, a una Radio Olandese, Teng aveva dichiarato: "So di correre il rischio di essere incarcerato e di perdere il mio lavoro presso l'Università o essere picchiato dalla polizia, ma non lotto solo per me. Io lotto per mia figlia e per la sua generazione. Voglio che loro possano vivere in una società senza paura". Teng si è sempre mosso entro i confini della legge cinese, ma nonostante questo corre grandi rischi perché in realtà non può sapere se e quando verrà punito. Dice di non essere spaventato dai continui e rigorosi controlli che deve subire né dalle intimidazioni, che hanno invece l’effetto di alimentare la sua voglia di impegnarsi contro questo sistema. Perciò - riporta “De Pers” - per Teng questa è solo una pausa, per tornare quando le Olimpiadi saranno terminate.

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